Diario personale, aprile.
Mi sono imbattuta nella mia amica durante un corso che stavo seguendo a Milano per cercare di essere assunta in un posto di lavoro molto rinomato. A dir la verità, parte del materiale mi risultava davvero complicato e lei mi aiutava parecchio. Col tempo il corso è finito, abbiamo preso contatti e abbiamo continuato a sentirci. Lei ancora contava sui soldi dei suoi genitori; io invece ero già sposata e dovevo cavarmela senza nessun tipo di aiuto familiare.
Nel periodo in cui cercavo lavoro, un conoscente ha avuto la fortuna di raccomandarmi per una posizione. Il processo di assunzione però si è rivelato lungo e complicato. Ci vedevamo ogni tanto, ma spesso lei annullava con la scusa che si era fatto tardi. Io ero sempre occupata, ma comunque ci scrivevamo, finché non ci hanno chiamate entrambe a presentare i documenti e affrontare i colloqui. In quei mesi io avevo smesso di lavorare per mettere da parte qualche risparmio, che mi serviva per alcune visite mediche. Lei invece non si poneva problemi: i suoi genitori coprivano ogni spesa.
Ai colloqui, lei è stata presa subito, io invece no. Ci ho riprovato altre due volte e anche lì niente. Le ho chiesto se poteva aiutarmi a prepararmi, ma era sempre impegnata. Poi è scomparsa tra dicembre e gennaio. Io continuavo a cercare un lavoro, ma non ne ho trovato uno fino a metà febbraio sono stati dei mesi faticosissimi. Quando finalmente ho iniziato a lavorare, facevo turni durante la settimana e anche nei weekend.
Verso fine febbraio, si è rifatta viva e mi ha scritto che voleva vedermi a marzo. Ho esitato molto, perché non avevo più voglia di frequentare gente di quella cerchia: il fatto di non essere stata presa mi aveva lasciata amareggiata però ho accettato la sua proposta. Lincontro era fissato per un sabato e per riuscire ad andarci ho dovuto chiedere il permesso di non lavorare quel giorno. Le ho scritto venerdì sera, nessuna risposta. Anche il sabato niente. Non ci siamo viste e io ho avuto problemi coi miei superiori per aver saltato il turno, mentre lei mi ha contattata solamente il lunedì, dicendo che aveva avuto un problema familiare.
Mi sono sentita così arrabbiata che non le ho risposto per tre mesi. Poi, quando mi sono dovuta sottoporre a unoperazione, lei mi ha chiamata per caso. Le ho detto che ero appena stata dimessa, che ero ancora fragile, ma abbiamo parlato lo stesso. Lei mi ha detto soltanto:
Se vuoi riposa un po, poi ti richiamo per sapere come stai.
Non mi ha mai più chiamata.
Sono passati altri due mesi e mi ha scritto che voleva rivedermi, ma solo nei giorni infrasettimanali. Allepoca, però, io seguivo dei corsi il pomeriggio e non potevo assolutamente saltare visto quanto mi costavano in euro. Allinizio avevo accettato, ma poi ho declinato in anticipo.
Da lì ha ricominciato a telefonarmi, domandando come stessi, ma io avevo il sospetto che volesse prendermi in giro. Mi chiedeva della mia famiglia, alludendo con insistenza se i miei genitori si fossero finalmente separati. In verità, dipende tutto dalla sua situazione, non dalla mia. Ho iniziato a notare sempre di più queste frecciatine e ho preso le distanze: rispondevo frettolosamente o addirittura mentivo nelle risposte.
Poco alla volta lho tolta dai social, fino a cancellarla del tutto da Facebook e Instagram lanno dopo a marzo. Lei mi ha scritto ancora, ma lho ignorata. Il giorno dopo il mio compleanno mi ha chiamata per chiedermi spiegazioni. Sosteneva di essere sempre stata daiuto per me e non capiva il mio comportamento. Le ho risposto che non ho mai tempo nemmeno per me stessa, però, evidentemente, quel poco tempo riesco a trovarlo per uscire con altri amici. E le ho detto:
Circondati di altre persone.
Alla fine mi ha detto che voleva solo aiutarmi e che non mi avrebbe più cercata. Sinceramente, ci sono rimasta molto male. Ora faccio molta fatica a fidarmi degli altri. Lei desiderava che io stessi bene, ma mai meglio di lei. Non le è mai importato veramente di me, anche se io le sono stata sempre presente e gentile.
A volte mi chiedo se magari le piacevo davvero, perché faceva battutine su mio marito, voleva invitarlo quando uscivamo, o commentava le foto di altre ragazze. Io con lei sono sempre stata sincera e trasparente e forse è stato il mio sbaglio. Fa male, perché a lei, in fondo, non importava: voleva solo trattenermi nella sua vita per sentirsi superiore. Io credevo fosse una vera amica, che avessimo molto in comune, invece non era così. Ora non riesco più a fidarmi facilmente. Vorrei tanto avere più amici, ma è davvero difficile.






