15 dicembre
Oggi ho portato la mia fidanzata a conoscere i miei genitori. E se non piaccio loro? si è preoccupata Bianca, mentre entravamo dal cancello della casa. Impossibile! Sei la migliore, amore mio le ho detto per rincuorarla, aprendo la porta di casa.
Ad accoglierci in corridoio cera mia madre, Eugenia Vitali. Mamma, lei è Bianca! lho presentata con un sorriso. Ma tu volevi presentarci la tua fidanzata… ha osservato sorpresa mia madre, scrutando Bianca dalla testa ai piedi. E infatti è proprio lei! ho risposto con entusiasmo. Strano ha commentato la mamma, con unaria sospettosa. Ma questa era solo la prima di molte scene di quel giorno: per Bianca fu un incontro che non avrebbe mai dimenticato.
Mi sono innamorato di Bianca da subito. Alta, bionda, con occhi azzurri chiarissimi, mi ha conquistato con la sua calma e la gentilezza. Nonostante i dieci anni di differenza, il mio precedente matrimonio e una figlia, Bianca ha accettato di sposarmi senza esitazione.
Quel giorno, però, la mia futura suocera ha subito dato segni di disappunto e, rivolta a me, ha chiesto:
Ma non dovevi presentarci la futura moglie?
Certo che sì! Bianca è la mia fidanzata ho ribadito.
Eugenia ha alzato le spalle, confusa, poi si è diretta in soggiorno. Avevo capito che avevi deciso di prenderci una domestica…
Questo inizio ha scioccato Bianca, che mi ha guardato smarrita.
Non farci caso, mamma non sa scherzare le ho detto sottovoce, cercando di rassicurarla.
Per tutta la cena Eugenia ha finto di ignorare Bianca, parlandomi solo della mia ex moglie Martina: comera intelligente, bella, come spesso chiamasse per sapere della nostra salute, e di quanto fosse diventata affascinante. Laltro giorno Martina è passata e ci ha portato una torta fatta da lei! Mai mangiato nulla di così buono! ha aggiunto, lanciando uno sguardo di superiorità a Bianca. Martina è sempre stata bravissima in cucina!
Anche Bianca è unottima cuoca, cucina con amore lho difesa, abbracciando Bianca.
Ah sì? la voce di mia madre era colma di sprezzante commiserazione. E dove vivrete? Ho sistemato la tua camera con Martina come cabina armadio
Non preoccuparti, mamma. Abbiamo la casa di Bianca ho risposto, accennando che era ora di andare.
Appena fuori, Bianca mi ha confessato: Credo di non aver fatto una bella impressione ai tuoi genitori.
Esageri. Guarda, Martina era la figlia del socio storico di papà. Ci hanno praticamente promessi da bambini, e quello fu un matrimonio sbagliato: solo dopo la nascita di Sveva ho capito che a lei non interessavano né il matrimonio né la figlia, solo lo shopping. Dopo il divorzio, pensavo che avrebbe volentieri lasciato a me Sveva, ma ha fatto di tutto per ostacolarmi. Alla fine, Sveva è rimasta con lei.
E perché tua mamma la tratta così bene?
Perché era unottima partita, unalleanza familiare. Non preoccuparti, vedrai che si abituerà anche a te, capirà che sei unica!
Ma con il tempo è stato difficile. Prima del matrimonio, Eugenia riusciva ancora a trattenersi, ma dopo, ha iniziato a criticare apertamente Bianca: come non sapesse cucinare, come non sapesse curarsi, e così via.
Non capisci che fai cattiva figura accanto a mio figlio? Aggiornati un po, sistemati i capelli, truccati! Che ne fai dello stipendio di mio figlio, visto come vesti? continuava a ripeterle.
Per fortuna, quella volta sono intervenuto: Basta, mamma! Se ti azzardi ancora a parlare così di Bianca, non ci vedrai più! O smetti, o ne parlo con papà! Bianca è la donna migliore che potessi desiderare!
Dopo quellepisodio, mia madre si è limitata a non rivolgersi più direttamente a Bianca, ma ha iniziato a esaltare Martina ogni occasione. Poi, anche Martina, che mai aveva cercato contatto, ha ricominciato a telefonare.
Loris, non vieni più a trovare Sveva! Dai, facciamo qualcosa tutti insieme questo weekend? farfugliava al telefono.
Sei tu che non me la lasci vedere! sbuffavo. Sono felicissimo di passare i weekend con mia figlia, ma da solo!
Ma… sono sua madre! Come posso lasciarla andare solo con te?
Andrà con suo papà… e con Bianca. Lei è meravigliosa, saprà prendersene cura come e meglio di te! ho risposto seccato.
Bianca ha sorriso: Sarà un piacere conoscere tua figlia!
Dopo qualche giorno, Bianca sè trovata davanti una bimba dai ricci rossi e dagli occhi azzurri come i miei. La piccola, timida, si stringeva a me.
Andiamo a prendere un tè! ha proposto Bianca, cercando di metterla a suo agio.
Sveva, allinizio, era intimidita. Bianca ha dovuto insistere tanto, ma con pazienza è riuscita a farla sciogliere e piano piano la bimba è diventata serena, come ogni bimba della sua età.
Martina cominciò sempre più spesso a lasciarmi Sveva, dicendo che la bambina si annoiava. Io e Bianca eravamo felici di averla con noi, e giorno dopo giorno il rapporto tra loro divento speciale.
Sai che la mamma non parla mai con me? mi ha confessato Sveva, mentre Bianca mi raccontava la scena dopo.
Quando torno a casa, mi manda in camera e mi dice di non disturbarla. Non gioca mai con me e non mi porta mai da nessuna parte! Posso stare qui da voi? mi aveva abbracciato forte, facendo commuovere Bianca.
Vorrei tanto anche io, amorina le ha risposto, trattenendo le lacrime. Ma probabilmente la tua mamma non vorrà…
Perché? Tanto a lei non interessa di me! protestava Sveva.
Ma dai! Lei ti vuole bene, solo che… è impegnata…
Con cosa? Non lavora nemmeno! Sta sempre con le amiche o va per negozi… Ma non mi porta mai! Bianca… portami tu con te!
Va bene, parlerò con papà Loris, vediamo che idee ha le ha promesso Bianca, accarezzandole i ricci.
Ho già ragionato su questo le ho detto, riflettendo. Ma Martina non cede. Non vuole occuparsi davvero di Sveva, ma non vuole nemmeno lasciarcela, solo per fare un dispetto per il nostro divorzio… Troverò una soluzione, te lo prometto!
Il tempo passava, ma Martina non voleva proprio lasciarmi la piccola, anche se continuava appena poteva a mollarmela.
Quando Bianca ha scoperto di essere incinta, la nostra felicità era incontenibile. Ma la gioia durò poco: Martina arrivò come sempre a lasciare Sveva da noi, ma stavolta la bambina era arrabbiata, non voleva stare né con me né con Bianca.
Hai tradito tua figlia, vuoi fare un altro figlio! sibilò Martina prima di andarsene a tutta velocità.
Sveva, amore, che succede? Perché sei arrabbiata con noi?
Non vi servo più! Tanto ora avete il vostro bambino! urlò Sveva, scostandosi da Bianca e piangendo amaramente.
Abbiamo cercato in tutti modi di rassicurarla che le volevamo bene come sempre, anche con un fratellino in arrivo. Col tempo Sveva si calmò, ma diventò un po più chiusa.
Quando il piccolo Daniele è nato, Martina decise improvvisamente di partire per le vacanze, lasciando Sveva da noi.
Lo fai apposta! mi sono arrabbiato. Sai che Bianca è piena di cose col neonato e io lavoro tutto il giorno! Chi si occuperà di Sveva?
Non sono problemi miei, caro ha risposto Martina, seccata. Tanto volevi portartela, ora arrangiati pure!
Sei davvero incredibile… ma avevo già il telefono muto in mano.
Non preoccuparti, amore mi ha detto Bianca, con un sorriso calmo. Meglio così: Sveva può aiutarci, e io sono felice di avere un po di compagnia!
Inaspettatamente, Sveva si è appassionata a prendersi cura del fratellino: aiutava Bianca con i pannolini, cullava Daniele, poi la sera si sedevano tutte insieme a bere una camomilla e a chiacchierare come amiche. Quando Martina tornò, Bianca salutò Sveva con le lacrime agli occhi.
Arrivò Natale. Eugenia volle che io e tutta la famiglia lo passassimo da lei. Insistette tanto che a Bianca venne il sospetto che si nascondesse qualcosa, ma la convinsi rassicurandola.
Mamma non rovinerà niente, ci sarà anche papà a frenarla e poi ti rilasserai un po. Dai, ci sono anche i nonni!
Non posso dire che Bianca andasse daccordo con mio padre, ma lo rispettava: duro, sì, ma giusto, con quella sua folta chioma color rame che rivelava solo a tratti la sua vera indole ironica.
Eugenia, però, trovò il modo di umiliare ancora Bianca: invitò Martina. In mezzo alle occhiaie di Bianca e i segni della stanchezza, Martina brillava con un abito alla moda e una piega impeccabile, su cui Eugenia si dilungava in continui elogi. Neppure uno sguardo al piccolo Daniele. Mi aiutavano solo mio padre, Sveva e Bianca, che mangiò appena il neonato si addormentò.
Quando io, papà e il vecchio socio andammo in salotto, Eugenia si scatenò: elogi su elogi a Martina, storie nostalgiche e risate grossolane nel ricordo di quanto fosse bella la nostra coppia ai vecchi tempi.
Proprio quel frastuono svegliò Daniele, che si mise a piangere, scatenando lira di Eugenia.
Bianca! Ma insomma! Non sai nemmeno calmare tuo figlio! Con Martina non succedeva mai!
Bianca corse via in lacrime, mentre Eugenia ancora sbraitava.
Sei una pessima nonna! si sentì improvvisamente la vocina di Sveva: tutti rimasero di sasso.
Cosa hai detto? gridò Eugenia, esterrefatta.
Ho detto che sei una cattiva nonna! E anche tu, mamma! Pensate solo a sparlare e fare shopping, non sapete fare nulla! Almeno Bianca… lei vorrei fosse mia mamma! e scoppiò in lacrime, correndo via dalla stanza e spingendo da parte i grandi.
Bianca stava vestendo Daniele per andarsene. Non voleva restare nemmeno un minuto di più. Due braccia piccole le si avvinghiarono al collo.
Bianca, posso venire via con te?
Tesoro, non ce lo permetteranno mai… Bianca labbracciò forte forte.
Nessuno ha nulla da dire! disse mio padre sulla soglia. Sveva, puoi andare con Bianca se lei vuole.
Grazie, papà! dissi, entrando con un sorriso. Vengo anchio.
Spingendo la slitta sulle strade innevate, guardavo davanti a me, mentre le mie ragazze correvano e giocavano. Ho imparato che chi conta davvero nella vita sono coloro che riescono, anche soffrendo, a volerti bene per ciò che sei e che, se tieni duro, la famiglia puoi anche scegliertela.







