Lestate scorsa, io e mio marito, Luca, abbiamo deciso di fare la nostra solita vacanza al mare. Da anni ci uniamo agli amici, carichiamo le nostre utilitarie e puntiamo verso una spiaggia semi-sconosciuta della Puglia o della Calabria, a seconda dellispirazione. Siamo delle vere esperte: montiamo le tende, piantiamo i materassini e la vita ci sembra già dolce come un gelato alla crema. Di giorno ci tuffiamo fino a diventare prugne, prendiamo il sole come lucertole, e dopo il tramonto ci sentiamo tutti cantautori chitarra alla mano, qualche vecchia canzone battuta vicino al fuoco e un bicchiere di vino rosso rigorosamente secco, come piace a noi. Ma questanno, ci siamo lasciate tentare da una novità: mia cognata Giovanna ha voluto venire insieme a suo figlio di due anni e mezzo.
La fatidica domanda è stata: Li portiamo o ci facciamo due settimane rilassate? Spoiler: ci siamo fatte convincere. E ripensandoci, mille rimpianti! Ma non per il piccolo Filippo, lui era la vera mascotte, un santo! Tutto è iniziato in autostrada. Giovanna aveva bisogno di fare sosta ogni ora: ora mal di schiena, ora fame, ora fame di nuovo. Siamo arrivati che i nostri amici erano già con i piedi in acqua e due gradazioni di tintarella avanti.
Ed eccoci al campo base, inizia il capolavoro teatrale di Giovanna:
Io qui non ci sto mica!
Ma come, te lavevo detto che andavamo in campeggio!
Pensavo si intendesse che al limite cercavamo una stanza libera, non la tenda in spiaggia
E i sacchi a pelo, secondo te, li portavamo per bellezza? ha ringhiato Luca.
Ovviamente, abbiamo dovuto rimediarle in fretta una stanza in una pensioncina locale. Da lì in poi è stato un continuo traghettaggio: accompagna la signorina dalla pensione alla spiaggia, riprendila la sera, portala al bar per il caffè, scorta al mercato a comprare le ciliegie. E tra una pausa della sua vacanza e laltra, noi dietro a Filippo. Che poi, il bambino era fantastico: correva, faceva il bagno, mangiava di tutto, dormiva come un angioletto pure sotto il sole delle due di pomeriggio nel sacco a pelo. Più facile di così!
Il prossimo anno, Giovanna la lasciamo gestire le sue ferie a modo suo. Filippo, invece, lo prendiamo tutte le estati! Se i suoi genitori acconsentono, ovvio lui sì che è lanima del camping.







