Il cane non sa le cose basilari Che dovrei fare?
La mia suocera è passata a miglior vita qualche anno fa e, dopo averla degnamente salutata, mi sono promessa di rispettare la regola: o bene, o male, dei morti si parla solo bene.
E unaltra promessa lho fatta: qualsiasi nuora mi sarebbe capitata in casa, mai e poi mai sarei stata come lei.
Però, come si sa, le intenzioni e la vita sono due binari diversi che non si trovano mai.
Il mio unico figlio, Gabriele, ha compiuto venticinque anni e allinizio dellestate si è presentato a casa con una fidanzata.
Fedela alla mia santa decisione di farmi sempre gli affari miei quando si tratta di lui, lho accolta con il cuore aperto e gli occhi un po socchiusi, tanto per non vedere tutto.
Mi sono ripromessa: niente sguardi malevoli, niente caccia ai difetti, niente lezioni di vita tutte cose che la mia (defunta) suocera amava fare e che ci hanno portato a odiarci cordialmente per anni.
Non voglio scacciare né Gabriele, né la sua fidanzata. A dire il vero, mi piace persino preparare il caffè per entrambi, so esattamente chi preferisce il cornetto, chi la ciambella, e la domenica li vizio con la colazione a letto durante la settimana, scordatevelo, ho già la giornata piena!
Così cerco di sparire via con mio marito al lago di Como, da unamica a cucinare marmellate, oppure da mia madre a mettere sotto aceto anche le olive, e loro due rimangono da soli a casa.
Eppure, è successo qualcosa di così buffo, ma anche toccante, che ve lo devo proprio raccontare. Una sera, la mia nuora chiamiamola Benedetta mi mostra una maglietta nuova che ha preso in saldo mentre tornava dal lavoro.
Non costava molto, e pure sul prezzo aveva fatto affari; peccato che le mancasse un bottone.
La indossa, si gira davvero carina, e le dona pure. Il giorno dopo, venerdì, andiamo insieme a trovare una zia e le propongo di mettere quella maglietta nuova. Niente: non la mette perché non aveva saputo attaccare il bottone.
Oh per la miseria!, mi è scappato ma dentro di me pensavo: ma si può?! A ventidue anni, niente ago, niente filo, niente bottone a portata di mano.
E domani, bellina, come pensi di cavartela? Come farai a mandare avanti una casa, a badare a una famiglia, a prendere decisioni da grandi? Roba da romanzo familiare.
Ora sono qui che non so che pesci pigliare: le cucio io quel bottone senza farla tanto lunga? Le faccio vedere come si fa (magari va meglio che con la ricetta della carbonara)? O la lascio perdere se vuole davvero mettere quella maglia, sarrangia, altrimenti che stia lì nellarmadio a prendere polvere.
Su una cosa però non ho dubbi: non voglio essere la suocera terribile, quella lho già vista in azione e no, grazie preferisco il lago di Como e una fetta di crostata con le amiche.







