Trappola per il patrigno
Forza, racconta tutto.
E se no? provò a fare il duro il figliastro.
E se no dico che hai rubato cinquantamila euro dalla cassaforte di casa. E guarda che lo posso pure dimostrare. Cinque anni di galera, ci vai dritto. Allora?!
Gli occhi di Niccolò giravano come le ruote della 500 della nonna in curva. Sicuro quei soldi dalla cassaforte li aveva presi lui, magari con la complicità della madre E le impronte digitali sue sono lì, scommetto!
Il primo matrimonio di Eugenio Sartori era durato sei anni. I primi tre lui era rapito dalla bellezza esuberante della moglie, dalla sua energia, la precisione e la amava, semplice.
Poi aveva iniziato a notare che Serenella comandava non solo in ufficio (avevano una piccola ditta insieme), ma pure a casa. Sempre a rimproverarlo, sempre con qualche richiesta. Lui sopportava non voleva distruggere la famiglia.
Alla fine, però, era stata Serenella a chiedere il divorzio.
Sei troppo debole per me, Eugenio, aveva dichiarato. Ho fatto male i conti.
Il tutto si era chiuso senza teatrini: sorprendente, considerando che lei sarebbe stata capace di inscenare una tragedia da Vespri Siciliani. Hanno diviso lazienda in pace e non si sono più visti.
Così Eugenio Sartori si era ritrovato nella sua bicocca di Milano, quella presa quando era ancora single. Azienda nuova, testa china sul lavoro.
Un anno senza vedere donne nemmeno col binocolo, poi un paio di avventure discrete e senza pensieri. Sposarsi di nuovo? Ma anche no.
Poi, ad un certo punto, nello stabile arriva una nuova inquilina: Ksenia. Ksenia la chiamava il citofono, ma i vicini la chiamavano tutti Consuelo una bellezza dagli occhi verdi, capelli castano chiaro, uno sguardo triste ma elegante. Era arrivata con il figlio Niccolò, otto anni, e con Eugenio si incontravano spesso sulle scale.
Un giorno linvita fuori a cena, convinto di fare solo un po il cavaliere. Dopo due mesi, Consuelo e Niccolò hanno traslocato direttamente da lui.
Eugenio era ben conscio che Consuelo non fosse una cima dintelligenza, ma gli faceva il filo con gli occhioni pieni dammirazione, mai una lamentela, sempre dolcissima.
I lavori in casa? Nemmeno a parlarne Eugenio poteva tranquillamente farsi aiutare dalla signora Filomena, la colf, e intanto sua moglie curava la piega dal parrucchiere e la manicure, sempre pronta a riceverlo col sorriso.
E con Niccolò, almeno ci aveva provato, a farsi amico il ragazzo Ma ogni volta che Eugenio gli proponeva di andare allo zoo o al cinema, lui si limitava a fissare la madre per chiedere il permesso.
Consuelo annuiva sempre, e così passavano il tempo tutti insieme, anche se il bambino continuava a trattare Eugenio come un pesce fuor dacqua.
E quando Eugenio si azzardò a rimproverare Niccolò per un sei scarso a matematica, fu il dramma: scene da Oscar e Consuelo che lo guardava con lespressione da madonna addolorata. Morale: fate voi.
Gli parve di aver vissuto, per i dodici anni successivi, in una felicità tiepida ma tranquilla. Finché non vide in ufficio Liana: nuova segretaria, efficiente e sempre pronta a lanciare sguardi curiosi. O almeno lui così credeva.
Scoprì che non si sbagliava: durante la cena aziendale di Natale, fu Liana stessa a invitarlo a ballare. E, nemmeno a dirlo, lo accompagnò anche fuori.
Avevano bevuto un paio di bicchieri, laria fresca gli schiarì la testa e iniziò a pentirsi Però, alla fine, la abbracciò. E lei, veloce come Bolt, lo baciò.
La prego, non mi licenzi! si scusò subito Liana, scomparendo nella notte come una ladra suonata di sonno.
Eugenio non la inseguì. Non pensava nemmeno di licenziarla, però ormai era chiaro: era sposato. Fine dei giochi.
La sera dopo, però, ricevette la visita di Niccolò. Il figliastro frequentava luniversità ma viveva ancora con loro; le loro chiacchierate si contavano sulle dita di una mano.
Che cè? chiese Eugenio, perplesso.
Dipende dai punti di vista, rispose il ragazzo, e gli ficcò in mano il cellulare con una foto dove Eugenio e Liana si abbracciavano.
E allora?
Allora niente! Mi compri la Panda e io non mostro niente a mamma! sbottò Niccolò.
Ah bravo Senti, non ti vorrei deludere, ma per ricattarmi serve roba più grossa. Fidati: riesco a giustificare tutto a tua madre.
La colpa non era proprio capitale Eugenio sospirò e uscì dalla stanza. Certi adolescenti artisti della fantasia! Meglio non dire nulla a Consuelo, tanto avrebbe pianto due giorni.
Invece fu lui a doversi preoccupare, perché una settimana dopo Consuelo gli annunciò felicissima che Niccolò aveva trovato una ragazza.
È forestiera, starà da noi per un po, cinguettava la moglie. Tanto spazio qui cè.
Ormai vivevano in un trilocale luminoso, e spazio ce nera eccome.
La sera stessa, Niccolò presentò la fidanzata.
Lei è Liana, disse con un sorrisetto ironico, lanciando occhiate a Eugenio. Ah, ma vi conoscete già: lavora per te!
Buonasera, sussurrò Liana, abbassando lo sguardo.
La cena fu tranquilla; Liana parlava poco, Consuelo invece si era già lanciata in progetti di famiglia allargata e felice.
A Eugenio tutto sembrava un siparietto tragicomico, ma si guardò bene dal commentare.
Non ti infastidisce che Liana sia più grande di Niccolò di quattro anni? chiese poi, a voce bassa, alla moglie.
Meglio quattro che quattordici! rispose lei, con la solita aria saggia. Limportante è che lui sia felice.
Fine della discussione.
Concluse le Feste durante le quali Eugenio lavorò lo stesso , lazienda si accaparrò un grosso appalto e lui tornò a casa giusto per dormire. Liana la intravedeva solo di sfuggita.
Per questo rimase sorpreso, trovandola una sera tardi in cucina tutta agitata.
Ciao! Gli altri dove sono?
Buonasera, Liana, tesa. Consuelo è andata da unamica, cera unemergenza. Niccolò ha portato lamico in aeroporto.
Quindi sei sola, ti annoi?
Lei fece spallucce.
Appena mise su lacqua per la camomilla, Liana gli strinse una mano e con i gesti gli fece segno di seguirla in bagno in silenzio.
Sorpreso, la seguì.
Devo dirle una cosa, sussurrò Liana, ma non mi interrompa. È difficile per me
Lui rimase in attesa.
Ecco Niccolò mi ha convinta a come dire sedurla! sbottò Liana. Cioè, mi ha minacciata di licenziamento. Quelle foto, le ha viste?
Silenzio.
Ecco. Poi, ha detto che le avrebbe mostrate a sua madre. Così lei mi avrebbe mandato via. E io ho bisogno di questo lavoro! Mia madre sta male
Comunque. Ha promesso anche dei soldi
E scusa, a lui cosa gliene viene? chiese Eugenio, quasi divertito.
Non lo so bene. Ma pare che la madre voglia divorziare, ma rimanendo fortunata economicamente, capisce
E tu perché mi dici tutto questo?
Perché secondo me è una schifezza! rispose Liana, fissa negli occhi. E poi mi piaci. Con Niccolò non è successo nulla, lo giuro.
Eugenio capiva il giusto, ma decise che era ora di chiarire tutto.
Chiama Niccolò, ordinò. Digli che cè un problema urgente. Non so, la telecamera non va. Tanto una o due in casa le avrà piazzate.
Liana fece cenno di sì e tirò fuori il telefono.
Mezzora dopo, seduti in silenzio in cucina, arrivò Niccolò.
Che cè adesso! sbottò ancora dalla porta. Funzionava tutto!
Si fermò di botto, vedendo il patrigno. Liana, al telefono, aveva detto che era sola.
Impari in fretta dove non serve, disse Eugenio, glaciale. Ti piace fare linvestigatore, eh?
Imbecille! gridò Niccolò a Liana. Lei scosse le spalle, guardando nel vuoto.
Attento con le parole, lo bloccò Eugenio. Forza, sputa il rospo.
E se no?
E se no dico che mi hai sottratto cinquantamila euro dalla cassaforte e lo dimostro pure. Cinque anni in galera, facciamo subito i bagagli?
Gli occhi di Niccolò manco più sapevano dove posarsi. Evidente che coi soldi ci aveva giocato
Non sono stato io! provò a giustificarsi. Tutta colpa di mamma! Diceva che bisognava beccarti con una tresca, così in caso di divorzio non facevi storie. Tu sei uno di quelli onesti
Così le lasciavi una buona fetta di soldi. Che tanto Arturo, il nuovo amore, senza soldi lei non glieli trova mica simpatici
Qui Niccolò si morse la lingua e si bloccò, terrorizzato.
Ah, quindi mia moglie ha un amante e tutto questo teatrino per vivere felice e ricca con lui? concluse Eugenio.
Sì Arturo ha una ditta, ma va male
E tua madre adesso è con lui, non dallamica?
Niccolò annuì.
Sai dove sono?
Altro cenno.
Allora, si va!
Quando li vide al ristorante, Eugenio evitò la sceneggiata, nemmeno li salutò.
Il giorno dopo, comunicò a Consuelo la decisione di separarsi e se ne andò di casa, almeno per un po.
Di qualcosa la moglie dovrà contentarsi, ma Eugenio farà in modo che la fortuna non le sorrida troppo.
Quanto a Liana, Eugenio sogna di renderla felice anche se lei, per ora, questo non lo sa ancora.






