La rivale venne per la roba
Io sono Lara, lavoriamo insieme. Noi ci amiamo e lei, cara signora, si mette in mezzo! Mi dia il mio Pietrino!
In mezzo? Ma in che modo, scusi? domandò sorpresa Svetlana Antonelli, Mi porti i fatti, sia gentile!
Ehm, come dire… la tipa esitò, Lui non vuole andarsene da lei!
Zio Pietro, sei proprio scemo?
Questa perla filosofica lha detta il ragazzino Sergio nel romanzo di Vera Panova quando lo zio Pietro gli regalò una caramella col cartoccio scintillante, ma dentro solo aria!
Eh sì, proprio scemo, come diceva anche Zadorin. Non è malato, è scemo e basta!
Svetlana Antonelli lo ripeté paro paro al marito. E non dopo larrivo dellamante, no, quella la digerì pure! Un po dopo, invece.
Ebbene sì, Pietro Efimov, Pietrino il galletto col ciuffo doro, con cui aveva passato una vita si era trovato una nuova fiamma.
E che fiamma! Arrivò con pretese: Noi ci amiamo mi lasci suo marito!
Svetlana già aveva il sospetto: Pietrino ora si radeva ogni giorno, quando prima lo faceva a giorni alterni; aveva messo il profumo nuovo (anche troppo forte), e recentemente aveva persino stirato i jeans con la piega davanti!
Svetlana non volle guastargli la sorpresa, pensò vendicativa che si merita tutto. E lui, spruzzato di quellessenza importata che stordiva mezza casa, se ne andò di notte: doveva fare la guardia!
Sì, proprio lui manager di mezza tacca!
Capisci, amore mio raccontava ispirato a cena siamo una microimpresa edile, e il custode si è licenziato! E la cassa, se la apri, ci trovi solo qualche euro!
Così ora ogni notte a turno dormiamo in ufficio per scacciare i ladri! Sai che gioia Dormire, poi, non si può nemmeno: manco una branda!
Ma stai tutta la notte lì? Seduto? chiedeva Svetlana col tono di chi scende da una cascina.
Pietro si irrigidì: che razza di modo di parlare! Seduto, che vorrà mai dire?
Solo che Svetlana insegnava italiano al liceo, e sapeva certi vecchi participi che lui manco in sogno…
Lei, ormai, aveva capito che il marito raccontava frottole. Qualcosa puzzava nel regno di Danimarca!
Mari e monti insieme da ventanni. Figlia già fuori casa. E ora il marito, probabilmente, si era preso la pollastrella.
Succede: ti innamori, confessalo e vattene la casa era tutto proprietà pre-matrimoniale di Svetlana Antonelli.
Ah, pazienza! Chiamalo diavolo in corpo, crisi di mezza età, come ti pare. Ma Pietro mica confessava! Chissà, forse la storia per lui era una scappatella?
Sta il fatto che rimaneva a casa come nulla fosse. Anzi, da maritino modello.
Oltre a qualche indizio che faceva pensare a un tradimento, non cera molto altro. E magari era solo paranoia: il profumo? I pantaloni stirati? Svetlana stava quasi per chiuderci un occhio, finché arrivò lei la subdola Romina Zaccheroni.
Pietro non cera. Svetlana dava una spolverata al bilocale. E lei: Buongiorno!
In una fiducia che manco in Pane, Amore e Fantasia, la fece entrare: vai a sapere che vuole, venga pure!
Poi scoprì che la fiamma del marito aveva cinque anni in meno di Svetlana, ma ne dimostrava come minimo quaranta… Che classe!
La nuova arrivata si presentò:
Io sono Lara, lavoriamo insieme. Ci amiamo, e lei ci ostacola! Mi dia il suo Pietro!
E come la ostacolo? chiese sinceramente perplessa Svetlana Antonelli. Mi porti qualche prova!
Eh balbettò la signora, Lui non vuole lasciarla!
E allora il problema non è mio! Può prenderlo subito se vuole. Le preparo la valigia? propose Svetlana, domandando ironica:
E che le racconta Pietro? Che sono moribonda e lui non mi può abbandonare?
Non moribonda, proprio, rispose la visitatrice, ma quasi…
Francamente, con Pietro questo discorso non laveva mai fatto! In realtà non si erano parlati quasi per niente tutto il resto era frutto della sua fervida fantasia
Ma Svetlana questo non lo sapeva.
Vede che sto benone? Può portarsi Pietrino in tutta tranquillità domani presento domanda di divorzio!
A lei luce verde, felicità e amore in casa! augurò la moglie sorridente.
Davvero? la rivale era raggiante. Che spirito! Onestamente, non me lo aspettavo. Mi ero preparata al peggio…
Non hai ancora idea di quanto sono positiva! pensò Svetlana tra sé e sé, ma continuava a sorridere:
Tranquilla! Tra me e Pietro cè solo stima reciproca. Le riferirò tutto, vada pure!
Suonava un po come Che si riposi in pace.
Ma la signora non colse la sottile stoccata, troppo assorta nel suo entusiasmo.
Mi raccomando, dica che lo aspetto con le sue cose, stasera! disse Lara, regalando a Svetlana un sorriso da vincitrice e uscendo a passo di danza verso la felicità.
Certamente, cara! salmodiò linsegnante. Aspetti, che arriva!
Pietro, rincasato la sera, trovò un orfanello trolley vicino allingresso: la sua roba non era molta, si sa, la merce si paga a peso.
Dal viso di Pietro, Svetlana capì subito che non ne sapeva nulla.
Pietro Efimov non batte ciglio, baciò la moglie come sempre e chiese:
Svetty, che cè a cena? Oh, cosè sta valigia in corridoio? Parti?
È venuta quella tua! attaccò la moglie senza tanti giri di parole.
Chi, scusa? Pietro era genuinamente confuso.
Quella lì, la custode! Quella che fa i turni con te la notte, per non farci rubare lattrezzatura!
Pietro arrossì e borbottò:
Lara, dici? Mai fatto il turno con lei!
Quindi ce nè anche unaltra oltre Lara? Ma guarda che libertino che sei diventato, eh!
Non è come pensi… balbettò lui.
E come penso, allora? Dai, dillo, Mago Merlino! scattò Svetlana. Su, racconta. Ora ti escono con non è successo nulla! O che è venuta lei?
No, niente scuse! tirò su col naso Pietro, Sì, una volta Ti ricordi quando sono tornato allegro? Ecco. Ma giuro, non volevo! È stata lei a saltarmi addosso, istinto, sai? Io poi…
Pietro caro, capisco benissimo: si sa, la passione prende e non cè verso! E poi ognuno ha la sua età! Non ti preoccupare, ho capito tutto.
Comunque, abbiamo chiarito. E Lara ti aspetta: le ho promesso che ti lascio andare!
Lasciar andare dove? fece Pietro impallidendo: Lara era una fuori sede e divideva una stanza in un appartamento condiviso. Perché dovrei?
Perché non si deve mentire, Pietro! Lhai scritto in faccia, ormai. Vai, e che il vento ti spinga, ovunque tu sia!
Ma non voglio… si impuntò Pietro, che davvero non ne voleva sapere.
Suda troppo, vero? lo punzecchiò Svetlana. Sarà calda la stanza?
La collega di Pietro era davvero in carne, e mentre parlava si asciugava il sudore con uno di quei fazzoletti ricamati da nonna.
Pietro stava zitto, sconsolato. E con Lara era successo, sì, ma solo quella volta, dopo la cena aziendale amore non se ne parlava.
Lara invece iniziò a braccarlo. Ormai tutto chiaro nella mente di Svetlana: pura logica.
Se solo sapeste, amici, quante spose di Celentano cerano negli ospizi durante il boom economico! Milioni: le stelle non si contano e il fondo del mare neanche.
Ancora oggi, quante ne girano di matte: e chissà quanti Pedri in giro per il Brasile…
E comunque, nel resto erano persone normali! Solo su certi argomenti uscivano di senno…
Per fortuna quella settimana Lara aveva preso il giorno libero: doveva discutere con Svetlana. E Pietro tirò un sospiro di sollievo, tra il piccolo staff era una gran vergogna.
Pietro, assaggi i miei ravioli, li ho fatti io! Scommetto che sua moglie la lascia digiuno!
Come sono andati i weekend? Ne vuole parlare?
Ah, mi è venuta in sogno stanotte! Vuole sapere che abbiamo fatto?
“Ma che idiota che sono stato!” si rimproverava malinconico Pietro. Accidenti, un guaio dopo laltro! Qui non cè che da licenziarsi…
Ormai aveva rimpianto mille volte quella debolezza! Chi poteva pensare che Lara fosse fuori di testa così!
Va bene, concesse la moglie, ammettiamo che non menti, Don Giovanni. E ora, come pensi che vada tra noi? Devo tornare a letto con te dopo tutto quello che ho sentito?
Dormirò sul divano! propose il povero Pietro, disposto anche al tappeto davanti la porta pur di non essere sbattuto fuori. E la moglie accettò: vedremo!
Il giorno dopo era sabato, e Lara si presentò di primo mattino: Allora, partiamo? Capisco ieri non hai potuto!
Pietro, aprendo la porta, rimase basito: la cosa aveva raggiunto livelli da ospedale!
Provò a farsi capire dalla donna in stato di grazia, tra una fase maniacale e laltra…
Lara, cara, pronunciò serio torni a casa! Sì, adagio, che oggi lasfalto è scivoloso!
E lei? si stupì la collega.
Io resto qui! rispose Pietro, cercando di sembrare severo Con moglie!
Ma ci amiamo! insistette lei.
Questa è tutta fantasia sua! Ma non cè stato nulla, nulla-nulla! disse Pietro, sapendo bene che non era vero. Ma prova a convincerla
Magari tornano insieme, va a sapere? O magari subito dopo si separano?
Che Lara fosse un po fuori lo sapeva tutta la ditta.
E Pietro decise di restare fedele alla sua versione.
Nella testa di Lara girava il pensiero: stava zitta e guardava il soggetto del suo patimento. Tutto ok! E la moglie lha pure lasciato! Quindi, perché no?
Buona giornata! disse seccamente Pietro, e chiuse la porta.
Fu lì che Svetlana recitò le sacre parole del romanzo di Vera Panova su zio Pietro. Perfette per il momento. E Pietro zitto il silenzio è doro…
Lara rimase un po a fissare la porta chiusa, magari lui ci ripensa? Poi si arrese e tornò a casa: davvero niente da fare?
Peccato, Pietro non era il primo: prima di lui due colleghi si erano licenziati per colpa di Lara che li braccava e loro, con lei, manco caffè…
Il lunedì Lara non si presentò: si licenziò senza preavviso. Forse tre tentativi bastavano, ora cercava lamore in unaltra ditta. Chissà, magari non era proprio folle…
Pietro, di nuovo, tirò il fiato: pensava quasi di licenziarsi, lui! Meno male che non ci si è anche trovati figli di…
E la cara Svetlana lo perdonò. Sì, pietà dopo il tradimento ubriaco! Ma il resto era tutto vero!
Poi si scoprì che davvero tutti gli uomini turnavano la notte nellufficio della ditta edile: capi tirchi, risparmiavano sulla sicurezza! Nuovo profumo e jeans stirati? Un caso.
Così sono girate le carte. O sarà colpa di Mercurio retrogrado e delle tempeste magnetiche? Che bello avere sempre su chi scaricare colpe: a volte è comodissimo
E quindi, cosa resta da dire? Lasciate stare il vino ai pranzi aziendali, ragazzi!
Lamore può essere tossico. E al giorno doggi ce nè anche troppo. Fortuna che non ci ha pure ricattato…
E dare la colpa a Mercurio ormai non basta più…





