Ho ospitato il cugino di mio marito: segreti, tradimenti e verità svelate in una famiglia italiana

Ospitare un parente… che disastro!

Dimmi che dopo Michele non ci ritroveremo a offrire ospitalità a tutta la tua famiglia, eh? mi chiese sorridendo Veronica, mia moglie, con quel tono ironico che usava quando si sentiva leggermente minacciata dal caos.

Ma va là, cara. Michele è uneccezione! risposi rassicurante.

Sette anni di matrimonio ed ero convinto che con Veronica mi era andata bene: un po passionale, certo, ma affettuosa, premurosa, comprensiva. Diciamo che mi sentivo molto fortunato, tranne quando arrivava un parente

Due anni fa, come una nevicata fuori stagione, piombò a casa il mio cugino di terzo grado, Michele. Veronica si mostrò una padrona di casa venerabile, degna dessere ritratta nei mosaici romani.

Dimmi che non ci ritroveremo con tutta la tua parentela a dormire qui una settimana sì e una no? ripeté con la solita battuta.

Figurati. Michele è lunico. Da ragazzini ci passavo i pomeriggi destate a Civitavecchia, in campagna. E poi, gli hanno offerto allimprovviso un lavoro fantastico qui a Firenze, e non ha fatto in tempo a trovarsi un appartamento.

Garantisco: un ospite modello! dicevo a Veronica. Silenzioso, ordinato, ed è pure traslocato subito, dopo meno di un mese.

A dirla tutta, mi era sembrato quasi che a Veronica dispiacesse un po la sua partenza. Mah, forse mi ero fatto film io, il lavoro mi stava sommergendo: la mia azienda aveva appena vinto un appalto da urlo, restavo in ufficio fino a notte fonda e a casa ci arrivavo giusto per dormire. Michele, intanto, si infilava bene nel nuovo lavoro e la città lo divertiva parecchio.

Poi arrivò il grande colpo: Michele comprò casa (mutuo, ovvio, ma sempre sua) e ci invitò al suo inaugurazione della reggia.

Conoscete pure la mia fidanzata, Margherita! annunciò felice.

Perdinci! Quanti acquisti in questa stagione? Casa, fidanzata cosaltro nascondi? gli lanciai lì, mentre ammiravo Margherita, ragazza minuta e riservata che abbozzava sorrisi timidi.

Veronica, nessuna è più bella di te scattai subito, per placare ogni rivalità, abbracciando mia moglie.

Perché non diamo il via a una gara di bellezza tra mogli? rise Michele. Meglio stappare il prosecco e cominciare la festa!

Tutti daccordo, ovviamente. La serata fu esilarante, tra brindisi, crostini e chiacchiere da cugini. E io davvero contento per Michele: era tre anni più giovane, ma a trentanni è ora di pensare alla famiglia, no? Con casa e fidanzata, che altro ti vuoi inventare?

Credo sia ora di pensare seriamente a un bambino anche noi suggerii a Veronica, un po alticcio tornando a casa.

Antonello, non ricominciare scuote la testa lei. Lo sai, abbiamo deciso di aspettare: almeno un paio danni.

Vero, allinizio avevamo stabilito di non mettere fretta sulla questione figli. Però io, da un annetto, mi era venuta la voglia di diventare padre, e Veronica insisteva: Ho ancora tre anni ai trenta, perché questa fretta? cercavo di rispettare la sua scelta ma qualche tirata ogni tanto ci scappava.

Un mese dopo quella festa, fu Margherita a dare una svolta inaspettata ai nostri piani. Cioè, mi si presentò a casa, quando ero solo.

Margherita? Tutto ok? chiesi sorpreso.

Sì, Antonio, tutto bene solo che devo parlarti mi fissò con uno sguardo strano.

Ma entra, pure. Veronica non cè, è via dai suoi per qualche giorno.

Lo so, infatti è con te che devo parlare, non con lei. Ci mise un po per trovare il coraggio, poi esplose: Antonio, ti amo! E mi saltò letteralmente al collo.

Rimasi paralizzato, ma mi divincolai gentilmente.

Margherita, su, calmiamoci Che stai dicendo?

Dico la verità! mi fissò con determinazione. Ti amo dal primo istante che ti ho visto. Ho provato a combatterci, ma niente. E poi lo sai che Veronica e Michele ti tengono nascosto qualcosa?

Quasi propose una seduta di psicanalisi: Hai mai notato quegli sguardi tra Michele e Veronica a cena? E come Veronica ti guardava quando cero io?

Cioè secondo te dovrei distruggere il mio matrimonio solo perché interpretando gli sguardi di mia moglie e mio cugino? Siamo felici, da sette anni, e ci amiamo!

Sì, sì, certo Margherita si scaldò. Ma tu non vedi le prove? Che vuoi, foto? Video? Io ti dico la verità!

Non mi interessa, Margherita. Davvero, basta con questo teatrino. Ti prego, vattene.

Mi guardò con la tristezza sul viso e se ne andò. Mi dispiaceva pure, che roba!

Però le parole sulla presunta tresca tra Veronica e Michele cominciarono a rodere. Inutile rovistare in testa, meglio affrontare il problema: con Veronica per telefono certe cose non si dicono, ma con Michele, sì.

Mi presentai da lui senza avvisare. Bastarono due minuti: stavano discutendo animatamente in cortile, lasciando che i pochi passanti origliassero.

Sì, ti amo continuava Michele, ormai recitando la sua parte. Ma siamo impossibili insieme! Ci siamo lasciati due volte in due anni!

Appunto! E siamo sempre tornati! replicò Veronica, fiammante. Non possiamo stare lontani, Michele! E ora ti sposi con lei solo per dispetto a me?!

Ma no! Voglio solo una famiglia normale, senza drammi, urla o segreti. Margherita sarebbe perfetta per me. Tu hai già la tua famiglia…

Non osare! urlò Veronica, mollandogli un sonoro schiaffo. Io aspetto un figlio da te, sai?

Ah! Michele si massaggiò la guancia. E tuo marito non centra nulla?

Fatti i fatti tuoi Veronica sibilò. Con Antonio ci siamo sempre protetti. Volevo un figlio da te, non da lui!

Bravi! Finalmente intervenni, battendo le mani con sarcasmo. Che dire, tanti auguri e figli maschi!

Non avevo parole, né voglia di discuterne. Mi voltai e, tra lo stupore generale, me ne andai diretto verso la mia Fiat parcheggiata.

Andavo talmente perso nei pensieri che, arrivando a casa, nemmeno notai il mega-camion della nettezza urbana: botta, airbag, urla… Mi tirarono fuori i vigili del fuoco. Mi svegliai due giorni dopo in ospedale.

Frattura del bacino, femore e gomito. Tempi lunghi, riabilitazione pure, ma tra sei mesi camminerà disse il dottore stringato. Almeno la testa è a posto.

Dietro di lui, cera Veronica, pallida come un lenzuolo.

Andrà tutto bene mormorò lei, appena il medico uscì.

Sicuro… risposi piano. Solo, non venire più.

Per una settimana non si fece viva. Poi riapparve e sentendosi dire di nuovo che non la volevo vedere, si piccò:

Vuoi il divorzio allora? sbottò.

Maddai accettai senza esitazione. Dimmi che devo fare.

Parve felicemente sorpresa e non tornò più. Mi mandò un messaggio: aveva lasciato casa e fatto richiesta di divorzio. Michele? Nemmeno lombra.

In compenso, Margherita iniziò a venire ogni giorno, cercava di aiutare come poteva, ma io la mandavo via, finché una vecchia infermiera non mi bacchettò:

Dai, cosa fai il difficile? Una mano la ragazza te la dà, qui cè sempre troppo lavoro! Poi, vedendo la mia faccia, si addolcì: Almeno ti può imboccare e cambiare il pigiama. Il resto lo facciamo noi

Accettai a denti stretti. Che scelta avevo? Però, in sua compagnia, il tradimento di Veronica e Michele sembrava meno pesante.

Poi pure a casa, Margherita continuò ad aiutarmi. Ci misi poco ad abituarmi, dopo due mesi non sapevo più stare senza di lei.

Ricominciai a camminare prima del previsto, solo grazie a lei, e inevitabilmente ci avvicinammo sempre di più.

Un giorno squillò il telefono: era Veronica.

Ho avuto una figlia, si chiama Aurora. Ha due mesi… comunicò. È bellissima…

Auguri risposi neutro. Cosa vuoi da me?

Tacque un attimo.

Con Michele non sta andando Possiamo riprovarci, Antonio? Noi ci amavamo…

Riattaccai senza dire nulla. Alcuni caffè si bevono, altri si buttano.

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Ho ospitato il cugino di mio marito: segreti, tradimenti e verità svelate in una famiglia italiana
Mia madre vuole trasferire l’appartamento e i soldi lasciati a me da mio padre a suo figlio!