Già in seconda media, lei aveva messo in chiaro con le sue amiche che quel ragazzo sarebbe stato suo marito.
Giulia, già in seconda media, aveva avvisato le sue compagne di classe che Marco era il suo ragazzo e che un giorno, loro due si sarebbero sicuramente sposati. Nessuna delle amiche aveva osato contraddirla.
Oggi le ragazze evitavano persino di guardare Marco, perché la nonna di Giulia, in paese, godeva di fama sinistra: tutti la chiamavano la strega. Abitava in una vecchia casa sulle colline dellUmbria, intrisa di mistero e segreti antichi, mentre Giulia imparava a poco a poco i suoi riti e le sue erbe magiche in città, ogni tanto tornando dalla nonna per continuare il suo apprendistato.
E Marco? Marco a Giulia non badava affatto. Passava interi pomeriggi nel cortile sotto casa con Beatrice. Sin da bambina, Beatrice era costretta alla sedia a rotelle.
Chissà perché, pensavano in molti, ma fu Beatrice a toccare profondamente il cuore di Marco. Forse era quella sua dolcezza timida, una bontà genuina che avvolgeva chiunque le si avvicinasse, ma Marco ne fu incantato. E lei, così istruita e sognatrice, gli faceva scoprire sempre nuovi mondi. Da anni, Marco e Beatrice erano inseparabili.
Un pomeriggio, Marco scese le scale di casa diretto verso il cortile, dove Beatrice lo attendeva al sole. Ma Giulia gli si parò davanti.
Ciao Marco.
Ciao, rispose Marco, tentando di passare oltre.
Ti va di fare una passeggiata in centro? propose Giulia, sorridendo con una punta di malizia.
Non oggi, mi dispiace, tagliò corto Marco. Scusami.
Giulia serrò le labbra, guardandolo andare verso Beatrice, vedere quei due ridere insieme le bruciava dentro come sale su una ferita. Unondata nera di rabbia e gelosia le afferrò il cuore. Quante lacrime aveva sparso Giulia, di nascosto, nessuno lo sapeva.
Passarono mesi. Marco ormai accompagnava Beatrice ovunque: sulle rive del Tevere, nei boschi della campagna e tra i campi di papaveri e camomilla. Ogni istante libero era per loro.
Giulia era cambiata, si era fatta donna: capelli corvini, occhi profondi, eleganza e mistero; tutti i ragazzi del liceo la fissavano rapiti, ma per Marco esisteva solo Beatrice. Ora, il sentimento che li univa era diventato vero amore, maturo, limpido.
Poi un giorno, per lennesima volta, Giulia si piazzò sulla sua strada.
Ciao Marco. Stai andando ancora dalla zoppa? Cosa ci trovi in lei? Dai, lasciami entrare nella tua vita. Sono io quella giusta per te, solo con me potrai essere felice. Lo sai che ti amo da quando andavamo a scuola.
Lo so, mormorò Marco, ma io amo Beatrice.
In cosa sarebbe meglio di me quella poveraccia?
Non so spiegartelo, ma so che è così.
Marco, lo sai che basterebbe davvero poco perché tu possa amarmi. Mia nonna è la più potente tra tutte. Ma non voglio questo, vorrei solo che tu mi amassi per quello che sono. Dimmi, cosa devo fare perché tu mi ami? Dimmi una cosa sola. La farò.
Marco si fermò e la guardò negli occhi.
Fai camminare Beatrice. Allora, e solo allora, ti sposerò, disse lentamente.
Da quel momento, Giulia passò ogni giorno con Beatrice. La raggiungeva la mattina presto, la lasciava solo la sera tardi. Persino Marco ora aveva poco tempo per vedere Beatrice, ma lei non protestava. Seguiva ogni indicazione di Giulia, prendeva infusi amari, spalmava sulle gambe unguenti profumati di erbe, si stancava con esercizi strazianti.
Marco, osservando tutto ciò, iniziò a capire fino a che punto Giulia fosse disposta a spingersi per lui.
Trascorsero quattro lunghi mesi.
Una sera come tante, Marco uscì di casa e si diresse verso il giardino. Ormai tutto il palazzo sembrava affacciarsi ai balconi, ansiosi di vedere
Giulia, sostenendo Beatrice per le mani tremanti, la guidò lontano dalla sedia a rotelle. Quella sera, entrambe avevano stampato sul viso il sorriso più luminoso del mondo. Esauste ma radiose, si sedettero infine sulla panchina. Marco si avvicinò incredulo.
Marco, posso chiederti una cosa? disse Giulia, lasciando la mano di Beatrice.
Lui si avvicinò lentamente.
È arrivato il momento? sussurrò, lo sguardo basso.
Quale momento? rispose Giulia.
Di sposarci, quasi non riuscì a dire.
No, Marco, rise Giulia, voglio solo chiederti scusa per la mia invadenza. La magia non vince sullamore. In fondo, la magia non può cambiare nulla, se una persona non lo vuole davvero.
Ora Beatrice e Giulia sono le migliori amiche. Beatrice e Marco hanno avuto una bambina. Giulia invece ha un fidanzato che sopporta a malapena pare sia un pilota, anche se di lui nessuno conosce il volto.





