Diario personale 20 maggio
Mia ex suocera ci segue ovunque.
Mia ex suocera si chiama Loredana, ha 52 anni ed è la madre della mia defunta moglie, Caterina. Mi sono sposato molto giovane, a 23 anni. Io e Caterina non eravamo ancora marito e moglie quando è rimasta incinta, e così è nata nostra figlia, Bianca.
Dopo solo due anni di matrimonio, la mia vita è stata sconvolta: Caterina si è ammalata gravemente e lho persa in pochissimo tempo.
Sono rimasto solo con Bianca. Ho deciso allora di trasferirmi da Milano a Firenze, dove vivono i miei genitori. Era la scelta più pratica: lavoravo dieci ore al giorno e i miei potevano occuparsi di Bianca. Era laccordo migliore per tutti.
Con il tempo sono stato promosso e ho acquistato una casa non distante dai miei genitori, a mezzora da loro. Da allora, Bianca è stata seguita sia dai miei sia da una babysitter che ho assunto ci tenevo che avessero anche del tempo libero per sé, non volevo gravarli troppo. Ora Bianca ha otto anni.
Tutto era tranquillo, finché Loredana ha deciso di trasferirsi anche lei a Firenze, per stare vicino a sua nipote. Una sorpresa notevole, lo ammetto Non tanto per la motivazione (è normale per una nonna voler stare con la nipotina, dato che Caterina era la sua unica figlia e Bianca lunica nipote), ma perché abitava a centinaia di chilometri da qui!
Va bene, mi sono detto. Teme di restare sola, forse cerca conforto ed è naturale.
Ma da quando è arrivata, sono iniziati i problemi
Letteralmente, è quasi sempre a casa mia. Resta tutto il giorno, anche quando torno dal lavoro. Come se non bastasse, si presenta pure nei weekend. Si ferma a farci visita è un eufemismo: ci passa tutta la giornata, dalle nove di mattina fino a sera inoltrata.
A volte resta anche se Bianca è a scuola. Le sue giustificazioni sono delle più varie:
Nessuno che pulisca la casa? Restando qui mi assicuro che ci sia ordine: ogni giorno cè da spolverare, senza una donna non puoi cavartela.
I fiori stanno quasi appassendo, se non li curo io li butti via tra due giorni.
Ieri in zona sono entrati i ladri nelle case, ma da te non hanno provato perché cero io.
Non preoccuparti, mica ti porto via i soldi!
Credo che, nella sua testa, pensi che lo spirito di sua figlia sia rimasto con me, nella nuova casa. Più volte lho sorpresa a parlare con qualcuno anche se era chiaramente da sola.
Dopo innumerevoli discussioni, ho trovato il suo comportamento una mancanza di delicatezza e uninvasione totale della mia privacy, ma sembrava ascoltare i miei motivi. Il problema è che non cambiava nulla.
La scorsa settimana, però, la misura era colma. Da un anno e qualcosa frequento una ragazza, Vera. Quel fine settimana sembrava perfetto per invitarla a casa: Bianca era fuori dai nonni, finalmente una serata tutta nostra.
Cena, film, un po di relax sul divano. Improvvisamente, sento dei rumori in corridoio. Mi volto, e nella penombra vedo la sagoma di Loredana: evidentemente ha pensato bene di entrare senza nemmeno bussare o avvisare.
I fiori saranno di nuovo in pericolo?
Prima ancora che potessi indignarmi io, si è infuriata lei. Ha iniziato ad accusarmi di tradire la memoria di Caterina, di essere irrispettoso verso chi non cè più. Sono rimasto scioccato da tale sfrontatezza. Ho raccolto tutto il coraggio, le ho detto chiaramente come stavano le cose, le ho tolto le chiavi e lho invitata a lasciare la casa:
Non sei più la benvenuta qui!
Loredana non ha altri familiari. Molti, i miei inclusi, mi suggeriscono di essere più comprensivo. Mi parlano di decenza, di delicatezza. Sento che dovrò trovare un compromesso e lasciare che Bianca la veda di tanto in tanto, magari andandola a trovare. Ma casa nostra deve restare una specie di fortezza imprendibile per lei. Ho bisogno di privacy, rispetto, e di ricostruire una vita serena per me e Bianca. Basta così.







