Papà per Scelta: La Storia di Tatiana, una Figlia, una Madre, una Nuova Famiglia e il Calore di un Nuovo Inizio con il suo Secondo Papà

Tesoro, dobbiamo parlare.

Di cosa? ho chiesto alla mamma, un po sorpresa.

Vorrei presentarti una persona importante per me.

Ho alzato gli occhi al cielo.

Non voglio conoscere nessuno.

Amore mio, per me è davvero importante. Per favore.

Va bene, ma non ti prometto niente. Io il papà lo amo.

Il papà sarà sempre il papà, nessuno potrà mai sostituirlo. Te lho detto tante volte che papà è qui, e si è messa una mano al petto nel nostro cuore. Anche a me manca tantissimo. Ma lui avrebbe voluto che continuassimo a vivere.

Mi sono pizzicata gli occhi; era sempre così, quando pensavo al mio adorato papà. È morto quando avevo dieci anni. Mamma per sei mesi ha passato ogni giorno al cimitero, sistemando la tomba, a volte restando ore a parlare con la croce di legno. Poi la nonna e la zia Vittoria hanno avuto una lunga conversazione a porte chiuse con lei. La mamma si è tranquillizzata e la nostra vita, quella dei Magnani, è tornata a scorrere. Io avevo capito già da un po che cera qualcuno nella sua vita: era diversa, più allegra, di fretta al lavoro, e talvolta tornava tardi, mai troppo però, non mi lasciava mai sola. Alla sera avevamo il nostro rito: quattro chiacchiere prima di dormire. Ci raccontavamo tutto. Amavo quei momenti insieme. Anche se, mi sentivo già grande a tredici anni!

Mamma quindi, questo

Si chiama Matteo, mi ha suggerito lei.

Sì, Matteo, lui verrà a vivere da noi?

No, ci propone di andare da lui. Ha una casa grande, cè posto per tutti.

Io però non voglio traslocare.

Pensiamoci quando sarà il momento, va bene?

Daccordo.

E questo daccordo?

Così si dice come ok.

Come?

Dai mamma, smettila ho riso. Lo fai apposta per farmi sorridere.

***

Ciao, Tiziana, Matteo mi ha teso la mano grande, nella quale la mia si è persa.

Salve come devo chiamarla?

Come preferisci tu.

Beh, zio Matteo suona male. Forse solo Matteo.

Va bene.

Matteo ci ha invitate a casa sua, alla periferia del paese, davanti a una piccola pineta.

Tiziana, ti piacciono i cani?

Moltissimo, in realtà ne sognavo uno, ma la mamma diceva che in appartamento era impossibile. Allora vieni, ti presento il mio. Per ora ho chiuso Lupo, ma vedrai che presto vi conoscerete bene e diventerete amici.

Perché si chiama Lupo?

Guarda che muso! Sembra un pirata, gli manca solo la benda sull’occhio.

Ho riso: davvero, il cane aveva una faccia da furbetto.

Dai unocchiata qui, io torno un attimo in cucina per la grigliata.

Va bene.

Matteo è andato da mamma che stava tagliando linsalata canticchiando.

Amore mio, lha abbracciata, credo che Tiziana mi abbia preso in simpatia. E noi che eravamo preoccupati

Sì, anche a me sembra che sia andata bene. Soprattutto per il cane, mi sa.

In quel momento, ho visto la mamma felice come non accadeva da tempo. Le sue amiche si lamentavano spesso dei figli adolescenti. Io, invece, ero sempre stata tranquilla e giudiziosa.

Quella notte abbiamo dormito da Matteo. Mamma è entrata nella stanza che lui ha chiamato di Tiziana.

Tesoro, hai voglia di parlare un po?

Sì mamma, entra. È davvero bella qui. Hai visto? Matteo ha preparato tutto per noi. Guarda le ho mostrato il sacchetto accappatoio morbido, ciabattine, anche i fiori sul tavolo!

Sì, ci teneva tanto, mi chiedeva cosa poteva comprarti.

Mamma, non doveva

Allora, ti è piaciuto?

Mamma, limportante è che piaccia a te. Ma sì, mi sembra buono E la casa mi è piaciuta. E ovviamente Lupo.

Sapevo che era per il cane! E tu che gli hai già dato qualcosa da sotto il tavolo

Non gli farò male.

Ora dormi, piccola. È stata una giornata lunga.

Al mattino non cera Matteo a tavola.

Mamma, dovè Matteo?

È andato a pescare.

Vorrei venire anchio una volta. Ti ricordi quando papà ci portava?

Certo che mi ricordo

***

Dopo alcune settimane, io e la mamma ci siamo trasferite da Matteo. Iniziava a piacermi: ci viziava, ci dava consigli, mi aiutava a studiare. Nei fine settimana andavamo insieme alla pesca o a camminare nei boschi.

Un giorno tornai da scuola prima e trovai la mamma che piangeva.

Mamma, che succede? È Matteo?

No, tesoro, tranquilla.

Matteo arrivò di corsa.

Tizi, che succede? Perché tanto allarme? Caterina, che sono queste lacrime?

Sedetevi, per favore.

Io e Matteo ci guardavamo senza capire. La mamma gli passò un foglio.

Tumore? lui restò senza parole. Mamma annuì.

No, mamma Non potevo crederci.

In sei mesi la malattia la consumò. La terapia era prevista per settembre, ma il suo corpo non ha retto prima. Quando il funerale finì, in cucina eravamo solo la nonna la mamma di Caterina e Matteo.

Signora Rosalba, se Tiziana vuole, può restare qui con me. Ha la scuola, gli amici trasferirsi da lei a Bologna

Matteo, sentiamo la ragazza.

La prego non ce la faccio se me la portate via.

Io stavo dietro la porta e sentii tutto.

Nonna, resto qui. Con Matteo.

I mesi seguenti non abbiamo vissuto, abbiamo solo tirato avanti. Matteo tornava dal lavoro, mi aiutava coi compiti, cucinava. Io pensavo alle faccende.

Tiziana, non vai mai fuori, più?

Non mi va. Gli altri mi guardano strano, mi prendono in giro perché sono rimasta con te. Nessuno capisce. Volevo solo non restare sola. Anche le poche amiche mi hanno lasciata.

A Matteo dispiaceva vedermi così. Cercava sempre di passare più tempo con me.

Il primo Capodanno senza mamma lo abbiamo passato insieme, apparecchiando noi la tavola, bevendo aranciata. Per la prima volta da tanto, abbiamo riso. Era la prima volta che sentivo di essere davvero a casa.

Tiziana, guarda chi cè sul portico!

Cuccioli di gatto. Mi sono preoccupata.

E Lupo? Non li morde?

Macché! Lui li adora, ha questa strana passione

Così ho iniziato a prendermi cura anche dei gatti.

***

Con facilità mi sono iscritta alluniversità; Matteo e la nonna mi accompagnavano agli esami e alle iscrizioni, sempre vicini. Mi sono trasferita a Firenze, ma il fine settimana tornavo sempre da Matteo.

Il giorno del mio matrimonio, il mio patrigno si è anche commosso. Diceva che in quel vestito bianco sembravo un angelo, e che mamma sarebbe stata felice per me.

Vedendo che era emozionato, ho chiesto a mio marito Luigi: Ti dispiace se ballo con Matteo?

Ma dai, vai!

Lho invitato e il presentatore ha detto: Valzer del papà e della figlia!

Abbiamo girato insieme.

Papà e figlia?

Ho inclinato la testa, sorridendo.

In fondo, è vero: tu sei il mio papà.

Davvero?

Davvero.

Tesoro, ti voglio un mondo di bene!

Matteo mi ha sostenuta sempre, anche quando sono diventata mamma: per ogni figlio era presente, giocava coi motivetti, ci lasciava tempo per noi genitori. Lui ha saputo riempire il vuoto dei miei genitori. Passavano gli anni, i bimbi crescevano.

A volte mi telefonava dicendo: Tizi, so che dovete venire nel weekend ma mi mancate troppo, posso venire domani? E arrivava, e giocava coi nipoti. Quando stavamo da lui, li portava a pescare, insegnava ad accendere il fuoco e a orientarsi nel bosco. I bambini lo adoravano. Ogni volta inventava cacce al tesoro, e alla fine cera sempre un premio goloso preparato da me.

Quando Matteo si è ammalato, non lho lasciato mai solo. Lo tenevo per mano, ripetendogli che sarebbe andato tutto bene. Anche se ormai ero una donna di quarantanni, per lui ero la piccola Tiziana che correva nellerba con Lupo, ballava sulle note di vecchie canzoni e rideva senza pensieri.

Grazie, figlia mia, per tutto.

Papà, che dici? È a te che devo dire grazie.

Ma tu me lo ripeti ogni giorno

E continuerò ancora per tanti anni. Devi promettermi che ci sarai.

Speriamo

Quella notte Matteo è volato via.

Quando tutti se ne sono andati, io ero ancora lì, sulla sua tomba.

Grazie, perché non ho mai saputo cosa voleva dire patrigno. Per me eri papà, mamma, tutto. Sei sempre stato al mio fianco. Torna a trovarmi nei sogni, papà, perché mi manchi già tanto.

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Papà per Scelta: La Storia di Tatiana, una Figlia, una Madre, una Nuova Famiglia e il Calore di un Nuovo Inizio con il suo Secondo Papà
Ero convinta di aver già visto il ragazzo che mia figlia aveva portato a casa. E quando mi sono ricordata dove, sono corsa subito da lei per metterla in guardia.