Mamma, ripeté Giulia, perché mi sono arrivati solo centotrentaquattromila euro? Io aspettavo almeno quattrocentomila Che cifra è questa?
Si sentiva il phon dallaltra parte, poi sua madre spense e rispose, con la solita rapidità:
Sì, è giusto, la mamma, Vera, aveva gestito quei soldi come fossero suoi, centotrentaquattromila.
Ma Giulia si doveva aspettare molto di più.
Centotrentaquattromila? Mamma, e gli altri duecentosessantaseimila? Io contavo su quattrocentomila, quasi precisi. Sono soldi di papà, dovevi semplicemente girarmeli dopo la vendita dellappartamento.
Ma Giulia, non iniziare con i tuoi calcoli, rispose seccata, Sai che ho fatto tutto come si deve.
Come si deve? Scusami, secondo te come si deve vuol dire fregare? il parquet sotto i suoi piedi sembrava scricchiolare dindignazione Ti ho dato la delega per vendere la casa che avevo ereditato da papà, ti ho chiesto sì di occuparsi di tutto, ma che almeno poi mi arrivassero i soldi! E ora, dove sono finiti?
Il relax post-vendita era davvero durato troppo poco per Giulia.
Ma io te li ho mandati! il phon ripartì, Io però ho fatto la madre, la madre giusta. Ho diviso i soldi tra tutti i miei figli. Uguale per tutti. La tua parte è quella.
La sua parte doveva però essere tutta sua.
Scusa, hai diviso leredità di mio papà in tre? Io e i miei fratellastri? Giulia pensava ovviamente ai suoi fratellastri, Mamma, quei soldi sono solo miei! Mio papà! Siamo fratellastri, abbiamo padri diversi, se te ne fossi dimenticata.
Che importa chi è il padre? la mamma, sistemando i capelli, I soldi sono in famiglia. E loro sono tuoi fratelli. Io sono la mamma. Secondo te era giusto lasciarti gestire tutto quel capitale da sola mentre i tuoi fratelli sarebbero rimasti a guardare? No, no. Ho riequilibrato le cose. Tutti uguali.
In quel momento Giulia avrebbe voluto tornare indietro e darsi una sberla da sola prima di firmare quella delega
Tutti uguali? Hai diviso i miei quattrocentomila euro in tre parti! Centotrentaquattromila a testa! E il resto, mamma? Lappartamento valeva anche di più.
Sì, sì, la cifra era più alta, tra tasse e spese è rimasto poco sopra i quattrocentomila, sbuffò Vera, Ho arrotondato. Il resto mi è rimasto come compenso per il disturbo. Avresti mai tu sbrigato tutte quelle carte? Non credo proprio! Ho fatto tutto io, mentre tu lavoravi.
Devessere stata una fatica! Mamma mia!
Piantala con queste frecciatine! tuonò la madre, Tuo padre sarà stato tuo padre, ma io sono tua madre. E decido io. E poi, tu sei grande, sei la maggiore, non hai bisogno di tutto come loro. Ho fatto uguale per tutti. Per i ragazzi presto ci saranno spese importanti, si formeranno una famiglia. Ma tu, sei una donna mica ti serve molto.
Ah, quindi non dovrò mai pensare a una famiglia? O dovrei campare daria perché sono donna e non mi serve nulla? ironizzò Giulia, Mamma, mandami il resto. Subito.
No.
Secco. Punto.
La madre sapeva bene che Giulia non avrebbe alzato polveroni. Denunciare la madre per soldi? Nessuno lavrebbe capita, sarebbe diventata la cattiva della famiglia. E poi, mamma resta mamma, pure se si sente presa in giro.
Passano due settimane, il tempo aggiusta le cose e Giulia mette in ordine le sue finanze. Sbircia i social: Ivan si fa vedere con una fiammante Polo blu nuova. Davide scrive sotto una foto: Nuova belva!. I due si erano comprati la macchina. E Giulia? Lei ha solo deciso di tenersi stretto il suo gruzzoletto. La pazienza è oro, ripeteva sempre sua nonna.
Passa un anno. Giulia lavora sodo, risparmia, pianifica. Digerisce tutto, ma non dimentica. Mamma la chiama regolarmente come se niente fosse, chiacchierando delle solite sciocchezze.
Ma oggi ha una voce che mette i brividi. Giulia si mette in allerta.
Che succede, mamma?
La nonna la voce sinterrompe La nonna di Davide e Ivan se nè andata stamattina.
Giulia sente quella distanza fredda, tipica dei film. Quella era la nonna dei fratellastri, mai stata una figura nella sua vita. Umana pietà, ma nulla di più.
Oh dice solo Mi dispiace tanto.
Devo occuparmi di tutto, funerale, carta, scartoffie, sono sola. I ragazzi sono persi in queste cose. Vieni qui, dai una mano?
Giulia non lo fa apposta, proprio non può con il lavoro.
Mamma, ho il turno in ospedale. Non posso mollare tutto e venire al funerale di una persona che avrò visto tre volte in tutto, risponde pacifica.
Da quella nonna, mai una volta che lavessero invitata a casa.
Dai, Giulia ti prego. Ne ho davvero bisogno.
Non posso venire, mamma, ma ti aiuto con i soldi. Dimmi quanto serve e faccio il bonifico subito.
La mamma tentenna un istante, ma poi i soldi sono sempre soldi.
Non è proprio la stessa cosa però va bene. Puoi aggiungere duemila euro?
Fatto. E, mamma, aggiunge Giulia, sentendo che è il suo momento ti faccio anche una ricarica extra per eventuali spese. Così puoi stare tranquilla. Considerala un mio gesto di rispetto per la loro nonna.
Grazie, Giulia. Davvero. Sei sempre quella che si fa in quattro.
Riattacca con strano piacere. Almeno adesso nessuno potrà rimproverarla per non essere andata. La coscienza è a posto.
Passano altri sei mesi. Il funerale è un ricordo lontano. Davide e Ivan hanno già postato nuove stories, forse ora con una moto o liPhone nuovo.
Un martedì qualunque, mentre Giulia si prepara per una riunione, decide: è arrivato il momento. Chiama la mamma, seduta nella mensa dellazienda.
Mamma, ciao! Come va?
Giulia, tesoro va avanti. Davide ha trovato lavoro nuovo, molto meglio del vecchio. Ivan ha conosciuto una ragazza fantastica.
Sono contenta per loro, dice Giulia, Mamma, devo chiederti una cosa
Che cosa cè? la voce crea tensione.
Ormai saranno passati sei mesi dalla morte della nonna, giusto? Leredità è sistemata.
Questa volta il silenzio in telefono è ancora più pesante di quello dei centotrentaquattromila euro.
Giulia, dove vuoi arrivare? Sì, hanno sistemato.
Ecco, e la mia parte di quelleredità?
Quale parte? mamma finge di non capire, ma Giulia la conosce troppo bene, si sente che sta mentendo.
Della nonna.
Ma mica era tua nonna!
E allora? incalza Giulia, usando la logica materna Sei sempre tu a dire che i figli devono essere trattati uguali. Il mio lascito papà lo hai diviso per tutti, come dicevi tu, per equità.
Giulia, questa è una cosa diversa! Una cosa totalmente diversa!
Diversa perché? Tu stessa mi hai spiegato che leredità dei figli va messa insieme, la mamma decide, giusto?
Non essere ridicola
Ma guarda un po! risponde sarcastica, Quando si trattava dei miei soldi, era tutti figli uguali. Ma adesso che si parla dellappartamento della loro nonna, leredità si separa per caselle anagrafiche?
Non fare la pignola! sbotta la mamma, Vuoi dirmi che devi rivendicare leredità della mia suocera? Davvero vuoi che lo dica ai ragazzi?
Voglio solo applicare il tuo ragionamento, mamma: una madre deve pensare a tutti. Se tu li hai aiutati a vendere la casa, la divisione doveva essere anche per me.
I soldi non ci sono più.
Spesi in che? Automobili? Lavori in casa? Anchio ne voglio la mia parte, mamma. E sentirmi dare la lezione che le donne hanno bisogno di meno non mi va proprio giù.
La mamma si ammutolisce, probabilmente rivedendo mentalmente tutte le scuse possibili e immaginabili. Da sempre, in casa, gli uomini erano figli di papà, ai maschi tutto il meglio, a Giulia solo quello che avanzava. E la nonna? Laveva sempre ignorata: figlia di un altro, non certo una nipote.
Giulia, ma che problemi hai? la sola cosa che riesce a dire Perché sei così attaccata ai soldi? Tu lavori, sei giovane, sana. Davide e Ivan devono metter su casa, sposarsi, sono uomini, per loro è più difficile!
Ah, quindi la tua regola è: i soldi di papà erano per tutti, perché eravamo fratelli. Ma quelli della nonna loro sono solo dei maschi, perché sono uomini e io invece chi si accontenta gode?
Non cominciare taglia corto la mamma, Da dove ti viene tutta questa avidità?
Non lo ammetterà mai di aver sbagliato. Giulia, solo perché si è permessa di chiedere giustizia, è diventata quella tirchia.
Guarda che, legalmente, con quella delega tu dovevi girarmi tutta la cifra. E il termine per fare causa non è ancora scaduto. Non che voglia arrivare a tanto, ma
Giulia! Mi stai minacciando? la voce è spaventata.
No, mamma. Ma potrei ancora chiedere tutto, davvero. Pensaci, poi fammi sapere.
Dopo appena un mese, Giulia si ritrovò lintera cifra accreditata sul conto. E uninconfondibile blocco su WhatsApp, come a dire: meglio non sentirsi più.







