VIENI PURE
Mentre mi avvicinavo alla chiesa, ho iniziato a sentirmi male. Le gambe mi tremavano e davanti agli occhi si faceva tutto buio. Dovevo salire quel sentiero stretto che portava su tra i colli, ma non avevo più forze.
Mi sono scostato dal sentiero, mi sono seduto stanco sullerba e poi, senza pensarci, mi sono sdraiato. La mia amica Lidia mi ha messo sotto la testa il suo zainetto come cuscino.
La gente passava accanto, lanciando sguardi curiosi a me disteso, e poi continuava a salire silenziosa verso la chiesa antica.
Uno sconosciuto mi ha offerto una pastiglietta, glielho lasciata mettere sotto la lingua senza nemmeno chiedere che fosse. Ormai era tutto uguale.
Poi pian piano, mi sono sentito un po meglio.
Ma ormai non avevo proprio voglia di arrampicarmi su per quel colle.
Così io e Lidia siamo scesi verso il torrente. Passeggiando lungo lacqua, siamo tornati al nostro albergo.
Neanche il tempo di cambiarmi, mi sono lasciato cadere sul letto.
Un senso di amarezza, un vuoto inspiegabile mi stringevano il cuore. Perché il Signore non mi ha lasciato entrare nella Sua casa? Mi ha messo davanti un ostacolo, come a dirmi: Fermati, Matteo, lascia che vengano a me solo i giusti. Tu, peccatore, fermati sul tuo cammino e rifletti sulla tua vita
Matteo, vuoi un po di tè? mi ha chiesto Lidia, con lo sguardo preoccupato.
Grazie, Lidietta, non adesso. Più tardi. ho chiuso gli occhi e sospirato.
Guarda almeno Lidia Anche lei non è una santa. Mariti spariti, amori passeggeri, niente figli e nemmeno un rimpianto. Eppure va in chiesa, forse teme linferno In fondo, tutti vorremmo il paradiso. Magari dopo aver ballato e sbagliato tutta la vita, e pentirsi lultimo giorno
Solo che a volte non si fa in tempo, non si fa mai in tempo
Mi dispiace per lei, però. È buona, generosa, cè sempre quando serve. Nessuno riesce a tenerle testa: è impulsiva, egocentrica, orgogliosa. Basta una parola storta e ti manda al diavolo Nessuno è indispensabile.
Eppure, a volte, so bene che il suo cuscino è bagnato di lacrime. Quarantaquattro anni e ancora alla deriva. Sempre sulle onde, sbattuta a destra e sinistra
Eppure sogna lamore! Quello vero, che brucia e consuma.
Lei mi rimprovera sempre: Un solo marito, due figli, famiglia rumorosa, cucina sempre accesache monotonia mortale!
Guarda intorno, Matteo, ci sono tante donne che ti guardano. Prova anche tu la passione, divertiti. Tanto, puoi tornare sempre da tua Anna, lei ti perdonerebbe tutto. Ma almeno sentirai le fiamme della vita.
Smettila di marcire nel brodo familiare! Datti una svegliata, e non te ne pentirai!
Io, invece, di queste follie ormai non ne ho più voglia, davvero.
Eppure anni fa, con Sofia, ci sono cascato. Lho amata come un matto.
Perché il destino me lha fatta incontrare? Due anni vissuti allombra dellamore proibito. Anna aveva capito tutto, ma ha taciuto.
Io, da peccatore, avevo anche pensato di lasciarla. Mi aveva stregato Sofia, non riuscivo a negarle nulla, ogni incontro era un brivido, un sussulto, palpitazioni a mille. Mi ha acceso il fuoco dentro, e che fuoco
Non si può spiegare
Eppure sono riuscito a lasciarla. Pur amandola.
Sono tornato dalla mia famiglia. A volte mi chiedo: perché? Con Sofia, anche se per poco, ero davvero felice.
Con Anna lamore di una volta è passato. Ma cè stato, eccome! Mi mancava il respiro, tanto ero innamorato
Ora è rimasta solo la pietà, nientaltro. Però è anche colpa sua. Si è bevuta tutto il mio affetto, mio caro marito, perdonami
Insomma, in quegli anni ho fatto confusione. A Lidia però non ho mai detto nulla di Sofia. Crede ancora che io sia uno stinco di santo. E va bene così
E il Signore non mi ha voluto in chiesa oggi Forse per segnarmi a dito
Dimenticare Sofia è stata dura. Eravamo anime gemelle, bastava un mezzo sguardo o una mezza parola
Forse non riuscirò mai a cancellarla. Era tutto così travolgente, così istintivo, così unico.
Una cosa così accade solo una volta nella vita.
Vuoi riprovarci, Matteo? ECCOME! Eh, incosciente che sono
Così pensava un uomo di quarantacinque anni
Lidia, versa quel tè ho detto tutto dun tratto, e lho abbracciata.
E nella mia testa, come se avessi sentito una voce limpida: Riflettici bene, figlio mio. Lava la tua anima. Io ti voglio bene. Devi imparare a volerti bene anche tu. E poi, vieni pure a me
Oggi ho capito che a volte, più che entrare in una chiesa, bisogna imparare a entrare dentro sé stessi. E perdonarsi.





