11 giugno
Oggi mi sono ritrovata a riflettere su quante cose sono cambiate nella mia vita. Quando mamma ha scoperto che ero finalmente sposata, che avevo un buon lavoro e un appartamento tutto mio a Firenze, è arrivata subito per chiedermi aiuto economico.
Mamma è sempre stata molto severa con me. Papà, sempre in giro per affari, c’era poco e quando rientrava portava con sé tanti regali, quasi per farsi perdonare le assenze. Mamma, invece, mi mostrava poco affetto. Ricordo ancora il vuoto lasciato il giorno in cui papà è partito per Milano e non ha più fatto ritorno.
A scuola non avevo amici. Mi presentavo sempre con una divisa sformata e lisa che mamma aveva recuperato al mercatino dellusato. Indossa questo, finché dura. Prima devo mettere a posto la mia vita, non posso spendere per te”, mi ripeteva spesso. Così ho passato tutta la quinta elementare con quei vestiti consumati.
Poi, una vicina, la signora Rosati, mi ha regalato il grembiule della figlia appena diplomata. Lho usato fino allultimo anno. Per quanto riguarda le scarpe, indossavo quello che trovavo, e solo quando erano ormai troppo strette ero costretta a lasciarle. Alla fine sono riuscita comunque a diplomarmi brillantemente e ho scelto di studiare Economia allUniversità di Bologna. Anche lì, continuavo a vestire ciò che gli amici mi passavano perché si erano stancati dei loro vestiti.
Un giorno, durante una lezione, ho conosciuto Giulio, di cinque anni più grande. Abbiamo iniziato a frequentarci e presto mi ha presentato ai suoi genitori. Ricordo ancora limbarazzo per le mie scarpe rovinate e bagnate. Cercavo di nasconderle sotto il tavolo, ma la madre di Giulio ha fatto finta di nulla. Il giorno dopo mi ha invitata a casa e mi ha regalato un bel paio di scarpe nuove.
Avevo paura che i genitori di Giulio non mi accettassero, invece mi hanno subito fatta sentire parte della famiglia. Non so ancora cosa abbia fatto per meritare tutto questo affetto. Come regalo di nozze ci hanno dato una casa a Siena, e dopo la laurea la suocera mi ha offerto lavoro nella sua azienda vinicola. Finalmente potevo permettermi di comprare ciò di cui avevo bisogno. Non finirò mai di ringraziare il Signore per avermi accompagnata fin qui.
Dopo un po, quando mamma ha saputo che mi ero sistemata, sposata e che avevo una bella posizione, non ha esitato a dirmi che aveva bisogno di soldi. Quella richiesta però è stata sentita anche dalla mia suocera. Senza esitare, la suocera ha chiamato subito Giulio e mio suocero per raccontare tutto. Alla fine, è stato Giulio a spiegare con garbo a mia madre che, ormai, non doveva aspettarsi più nulla da me. Siamo grati di averla come figlia, ma adesso la nostra casa deve restare serena, le ha detto con una fermezza gentile.
Da allora, mamma non mi ha più cercata. E io, giorno dopo giorno, mentre la vita va avanti e cresce la pancia, aspetto con ansia larrivo della mia bambina, sperando di riuscire a dare a lei quellamore e calore che a me è mancato.







