Il profumo magico del pane casereccio: la storia di Valentina, una sera di ritorno dalla casa di campagna, dell’incontro con una misteriosa nonnina panettiera in un paesino italiano, e di come cinque pagnotte appena sfornate abbiano portato felicità in famiglia, risvegliato vecchi amori e ridato speranza a tre amiche disilluse

Guarda, ti racconto questa storia che mi sembra uscita da un piccolo film italiano Allora, cera Valeria, che stava tornando a casa da una casa di campagna nei dintorni di Siena, destate, ma già era calato il buio. Era partita tardi apposta, e invece di prendere la solita strada trafficata, sera messa sulla panoramica che abbracciava tutti quei colli, piano piano, senza la solita fretta. Se il mattino dopo non doveva lavorare in banca a Firenze, giuro che sarebbe rimasta a dormire lì tra le vigne.

Lo capisci da te perché non aveva ganascia di rientrare, no? Non fosse altro che a casa ad aspettarla cera il marito. Da un pezzo ormai, tra loro, solo silenzi, rabbie represse e discussioni da strapparsi i capelli. Gli anni felici erano finiti, Valeria lo sapeva bene. E mentre guidava sotto le stelle, coi cipressi che sfilavano, pensava proprio a questo, a come fosse strano vivere assieme, quasi da sconosciuti.

Succede però che la strada costeggia un paesino, di quelli con due vie e una piazzetta. Valeria abbassa la velocità, e proprio allaltezza della fermata dellautobus, nei fanali, vede una signora anziana. Avrà avuto sui settantanni, avvolta in uno scialletto, teneva fra le braccia qualcosa. Stretta a sé come una neonata. E aspettando le macchine, la signora aveva negli occhi una speranza che spaccava il cuore. Senza nemmeno pensarci, Valeria frena, accosta, esce.

Signora, tutto bene? Posso aiutarla? Cosha lì, un bambino? chiede subito, un po agitata.

Un bambino? la donna resta sorpresa e poi sorride imbarazzata. No, signorina, è solo pane Pane fatto da me

In effetti, avvicinandosi, Valeria vede una sportina sulla terra. Ma come, vende pane? Da dove lo prende?

Lo faccio con le mie mani… Nel forno di casa. La pensione non basta mai, così vendo qualche pagnotta Ma non è solo pane, sa? Porta anche fortuna. Così dice un signore che me lo compra sempre

Fortuna? Valeria si lascia scappare una risata. E oggi ne ha?

Dieci, sono appena arrivata, non ne ho venduto ancora.

Valeria allora pensa subito che la signora abbia bisogno di qualche euro. Li prendo tutti! Quanto glieli paga?

Due euro a pagnotta… risponde la vecchietta col fiato sospeso. Non sono troppi?

E giusto. Davvero, li prendo tutti.

No! Non posso… Non posso darle tutto il pane! si agita la signora. Lei lo fa solo per aiutarmi, ma magari qualcun altro stanotte chiederà pane, forse quel signore… Non posso mandarlo via a mani vuote!

Questa sua ingenuità spiazza pure Valeria. Alla fine la vecchietta cede: Gliene do cinque, daccordo? dice, come se barattasse un tesoro.

Va bene, facciamo così. Valeria paga, ringrazia, prende il sacchetto col pane caldissimo, e risale in macchina.

Appena riprende la strada, il profumo del pane appena sfornato le riempie la macchina. È così forte che le viene fame allistante. Ne stacca un pezzo, lo assaggia e… mamma mia, mai mangiato un pane così! Così buono che sembra una carezza.

Proprio in quel momento, squilla il telefono. Sul display il nome del marito, Leonardo. Valeria sospira e risponde.

Vale, porta il pane, mi raccomando, passami in un panificioqui è arrivata la tua allegra brigata, le amiche delluniversità. E in casa non ce nè nemmeno una fetta!

Valeria sbircia il sacchetto vicino al cambio. Ma come mai ci tieni tanto? Di solito mica te ne frega

Perché sono qui le tue amiche, stanno in cucina a farsi il tè, tra poco mi tocca cantare Romagna Mia dalla disperazione. Compra il pane!

Valeria, a quel punto, accelera.

Dopo mezzora è a casa. Entra e dal corridoio si spande quel profumo che, giuro, fa venire lacquolina. Appena la vedono, le tre amiche sgranano gli occhi: Valeee, ma che porti dietro? Profumi di forno toscano!, ridono abbracciandola.

Nel frattempo Leonardo, stregato dal profumo, affonda la mano nel sacchetto e si prende mezza pagnotta. Se la gira davanti al naso incredulo: Vale, dove diamine hai trovato questo pane?

Dove lho trovato non ce nè più sorride lei, lasciandolo senza risposte.

Leonardo, col bottino in mano, sparisce in camera. Le ragazze, invece, restano in cucina con Valeria. Si stappano una bottiglia di Chianti, tagliano il pane e cominciano a confidarsi sulle loro vite e sui loro mariti. Tra una fetta e laltra, saltano fuori le delusioni, le risate, persino qualche lacrima. Alla fine, Valeria regala a ciascuna una pagnotta della nonnina.

Quando le accompagna alla porta, suo marito già dorme, e lei si piazza sul divano del salotto per dormire da sola.

Ma la mattina dopo, succede qualcosa di incredibile. Appena apre gli occhi, Leonardo si siede accanto a lei, tutto strano, la guarda e fa: Vale, stanotte ho divorato il tuo pane e… mi sono illuminato! Siamo due sciocchi. Diamoci una seconda chance. Stasera ti porto al ristorante dove ti ho chiesto di sposarmi

Ma che dici?

Sto dicendo che non è tutto perduto. Passo a prenderti alle sei, mi raccomando. E se ne va a lavorare, lasciandola di stucco.

Non fa in tempo a scendere dal letto, che la chiama Laura, una delle amiche della sera prima. Vale, non ci crederai, ma con Marco ho fatto pace! Siamo stati fino alle tre a mangiare quel pane, e ora, boh tutto diverso! Sei magica!

Poi chiamano pure le altre due tutte coincidenze strane, anche da loro la notte porta consiglio e dolcezza. Eravamo delle ragazzine, ieri, a lamentarci così sussurrano.

Valeria, dopo tutte queste confidenze, va in cucina, prende lultima pagnotta, la annusa, ne assaggia un pezzetto: davvero, quel pane ha qualcosa di unico Come il sapore dellamore. Quellantico e semplice amore per le persone, che ti aggiusta lanima anche quando pensavi che fosse ormai impossibile.

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La lupa venne al villaggio in cerca di cibo e il guardaboschi ebbe pietà di lei: due mesi dopo tornò, ma non era sola