SOTTOMESSA ALLAMORE
Martina, ripensaci! Il tuo fidanzato ha diciotto anni, tu ne hai ventisei! Bella coppia! Da rimanere incantati. Che cosa mai potrebbe offrirti? Solo guai senza fine, ecco cosa. I tuoi colleghi ti derideranno. Linsegnante che si innamora di un suo allievo… dove si è mai visto? Dimettiti da questa scuola, fallo tu prima che lo facciano loro per mancanza di morale, mia madre non risparmiava le parole.
Mi veniva da piangere. È successo così: io e Lorenzo ci siamo innamorati. Sì, lui è molto più giovane e mio alunno. Ma fra un anno Lorenzo finisce il liceo. Ci sposeremo. La differenza detà non si noterà più. Basta avere pazienza e aspettare un po. Non ho la forza di lasciarlo. Lorenzo è il mio primo amore. Mia madre, ovviamente, esagerava quando diceva che tutti sanno della nostra relazione. Io e Lorenzo ci vedevamo di nascosto.
Eppure, capivo che una notizia tanto scottante sarebbbe bastata poco a farla circolare in tutta la scuola. Solo un sordo non lavrebbe sentita. Ma non riuscivo a fermarmi, mi consumavo fra le sue braccia, aspettavo impaziente ogni suo sguardo. Sapevo di non dare il buon esempio. E io, che dovrei seminare senno e gentilezza come insegnante…
Mia madre è anche lei uninsegnante, e non riusciva a darsi pace per quel che stavo facendo. Mi pentii di averle confidato questa mia gioia inquieta. Non ho sentito il suo sostegno. Quante volte, nella mia mente, avevo già lasciato Lorenzo? Innumerevoli. Ma poi lo vedevo, il cuore si fermava, il respiro si mozzava, e tutto il resto non contava: io lo amavo! Tutti i divieti svanivano, facevo di testa mia.
Con Lorenzo mi sentivo una ragazzina inesperta. Era bravissimo a scuola, atletico, maturo nella vita. Le sue compagne di classe gli stavano sempre accanto, e io, di nascosto, ero gelosa. Felicità e inquietudine lottavano in me.
Suonò lultima campanella. Lorenzo si iscrisse alluniversità. E io… rimasi incinta.
Mamma, accorgendosi del mio cambiamento, non mancò di commentare:
Ecco qua, ci siamo arrivati! Che farai ora? Lo terrai, questo frutto dellamore? Non mi hai ascoltata, adesso paghi, sciocca.
No, non lo elimino, risposi.
Nacque la nostra Silvia. Ma Lorenzo non aveva fretta di sposarmi. Lo studio veniva prima di tutto. E, anzi, si stava allontanando da me. Evitava di vedermi, dimenticava di chiamare.
La vita universitaria, le nuove conoscenze… In pochi mesi ci separammo. Le nostre strade si divisero. Mi fu come cadere dal paradiso sulla terra dura. Rimasi sola con mia figlia. E a chi potevo raccontare che avevo avuto una storia con un allievo? Avrebbero iniziato le chiacchiere, risate, giudizi. La mia anima si era spenta
Mamma, vedendomi in quello stato, cercava di consolarmi:
Sento che fra te e Lorenzo non va più. Ma non disperare, Martina: la brace cova anche sotto la cenere. Smettila di tormentarti. Tutto si sistema, vedrai.
Passarono due anni. Lorenzo non lavevo più rivisto. In quel periodo iniziò a corteggiarmi un ragazzo col cane. Così lo chiamavo il ragazzo col cane. Con Stefano mi sono incontrata al parco, io con la carrozzina, lui col suo cucciolo di bassotto, Hugo. Chiacchierammo, un po qua un po là…
Stefano era un ragazzo simpatico, profondo, con unironia che lo rendeva speciale. Tra noi nacque qualcosa di vero. Silvia e Hugo li lasciavamo a mia madre, e noi correvamo al cinema o al bar. Mamma era felice:
Andate, ragazzi, divertitevi finché avete voglia. A Silvia e al cane ci penso io!
Dopo tempo, io e Silvia ci trasferimmo da Stefano. Era una vita serena, semplice, senza strappi. Solo quiete e dolcezza
Un giorno mi chiama mamma, agitata:
Martina, è passato il padre di Silvia. Urlava sulle scale, ti cercava. Mi sono spaventata e gli ho dato il vostro indirizzo. Hai visto che razza di persona era il tuo caro allievo? Così gentile, ma pronto a colpire.
Tranquilla, mamma, lasciami fare, la rincuorai, ma dentro mi sentivo agitata. Cosa voleva da me, dopo tanto tempo?
Eccolo che arriva Lorenzo:
Ciao, Martina. Vedo che te la passi bene. Hai trovato un uomo che cresce mio figlio… Che diritto ha?
Lorenzo, dove sta scritto che Silvia è tua figlia? Lhai lasciata tu. Nessuna pretesa, per favore.
Lorenzo subito si rammollì:
Martina, non volevo… Forse potremmo riprovarci? Ci siamo amati, ricordi?
Ci ho pensato, tanto. Ma Stefano mi ha aiutata a dimenticarti per sempre. Grazie, Lorenzo. Hai avuto la tua occasione, lhai persa. Non torni più. Addio, e serenamente lo accompagnai fuori dalla porta.
Quando Stefano tornò a casa, capì che cera qualcosa che non andava:
È successo qualcosa, Martina?
Gli raccontai della visita di Lorenzo.
Sciocchezze. Non pensarci più. Forse era nostalgia. Vieni, che ceniamo insieme, Stefano mi strinse e mi portò in cucina.
Ceniamo, sì… ma sulla carta didentità, la voce Stato Civile è ancora vuota, risposi ridendo, strizzando locchio.
Martina, vuoi sposarmi? Stefano si mise in ginocchio, le mani verso di me.
Hai paura che il mio ex ti porti via? scherzai.
Ho paura, sì. Mi dici di sì?
Ci devo pensare… risposi civetta, anche se già sapevo che Stefano era luomo che mi avrebbe coccolata per sempre.
Poi, destate, abbiamo festeggiato il nostro matrimonio. Stefano ha adottato Silvia. Dopo un anno, la nostra famiglia si è allargata. È nato Marco. Insieme, io e Stefano abbiamo costruito un nido pieno daffetto.
Lorenzo non ci ha più disturbati. Ho saputo che si era sposato con una sua collega universitaria, ma lei lo ha lasciato con una figlia piccola, fuggendo via con un militare in una città di caserme.
Gli anni sono volati, senza accorgercene.
Io e Stefano abbiamo i capelli argentati.
Silvia si è sposata con uno straniero e vive a Firenze. Con sé ha portato il figlio di Hugo:
Almeno uno di famiglia che mi tenga compagnia lontano da casa.
Restava solo una preoccupazione Marco. Ventidue anni, studente allaccademia, pazzo della sua professoressa di letteratura. Pare che anche lei sia innamorata di lui. È proprio una specie di eredità, questa… Non so come comportarmi. Accettare questa relazione proibita, o convincere mio figlio a lasciar perdere? So, ricordandomi di me, che convincerlo è impossibile. Marco ama alla follia, come me un tempo. Ma la sua amata è sposata, con due figlie. Cosa posso consigliare? Tanto nessuno ascolta mai i consigli. Ognuno impara coi propri errori, seguendo strade mai battute.
Marco, la scelta è tua. Chiedo solo una cosa: non far del male a questa donna. Non renderla ridicola. Sii uomo. Pensaci bene, prima di decidere il tuo passo. Non si può improvvisare, questo è tutto ciò che sono riuscita a dire.
Mamma, tu e papà per me siete lesempio più bello. Grazie che non fate mai prediche, Marco mi ha baciato sulla guancia.
Non cè stato matrimonio. La professoressa Marina e Marco si sono presentati in comune per le firme. Dopo qualche tempo, è nata Zita.
Non si sfugge allamoreLa chiamata arrivò una mattina qualunque, una di quelle in cui la vita sembra avanzare silenziosa, a piccoli passi: Martina, vieni a conoscere tua nipote, disse Marco, la voce rotta dallemozione. Mi precipitai a casa loro, cuore in gola, Stefano che mi prendeva la mano ridendo della mia fretta. Entrammo piano: cera Marco che sorreggeva la piccola Zita, minuscola e già fiera nella culla, e Marina, occhi lucidi, sorrideva grata. Era tutto così nuovo eppure familiare.
Silvia ci raggiunse da Firenze poco dopo, portando vino e ricordi, Hugo anziano la seguiva lento scodinzolando. Ci stringemmo tutti intorno a questo miracolo: quattro generazioni, storie intrecciate di errori, scelte impopolari, felicità conquistata, cicatrici, risate.
Guardai Stefano, le sue mani leggere sulla mia spalla: Vedi? disse piano, Alla fine vince lamore, comunque si presenti. Mi sentii leggera come mai: tutto aveva avuto senso. I sogni inseguiti e perduti, i giudizi della gente, i giorni di solitudine, le notti di speranza. Eravamo qui. Uniti.
Fu allora che pensai ai consigli e alle paure, ai mille doveri che pesano sulle donne, e provai solo gratitudine per quella lucida follia che mi aveva cambiato la vita. Lamore non chiede permesso, fa il suo ingresso quando meno te laspetti, scompiglia le regole, raccoglie i cocci e li trasforma in famiglia.
Zita sorrise nel sonno. Stefano mi strinse più forte: Che bella storia la nostra, Martina. Annuii, mentre il sole filtrava dalle persiane e sentivo, in fondo al cuore, che la vita sarebbe continuata imperfetta, sorprendente, piena damore sempre.






