Ho chiesto il divorzio, mi ha detto con una calma incredibile Valeria, appena una settimana dopo tutto quello che era successo.
Ma che stai dicendo? Giulio è rimasto allibito. Ma noi stavamo così bene, facevo sempre tutto quello che volevi
Non ti amo più e non posso perdonarti, gli ha risposto Valeria con lo stesso tono. Anche solo stare nella stessa stanza con te, ormai, è una tortura.
Valeria non aveva mai pensato di sposarsi a ventanni, voleva prima laurearsi, costruirsi una carriera. Solo che Giulio era stato così insistente, garbato, perfetto. Si era impegnato a corteggiarla per due anni, facendosi adorare perfino da sua madre.
Guarda che se perdi un ragazzo così sei una sciocca, la mamma glielo ripeteva ogni volta che Giulio aggiustava qualcosa in casa loro o portava i fiori a entrambe.
Alla fine Valeria aveva ceduto solo quando si era resa conto che senza quel ragazzo, allapparenza normale ma così premuroso e attento, la sua vita non avrebbe più avuto senso.
E così sono passati quattordici anni felici: hanno comprato un appartamento insieme a Bologna, si sono concessi qualche bella vacanza in Sicilia e a Ischia, hanno cambiato macchina con unAlfa Romeo nuova. Mai una vera lite.
Ma che vita piatta, borbottava spesso la sua amica Francesca, che con il marito invece aveva sempre scenate da film italiano. Ma ti pare normale? Dove sono la passione, la follia?
Ci amiamo tanto e ci rispettiamo, rispondeva Valeria con un sorriso tenero. Lamore vero non è fatto solo di litigi e drammi.
Lei e Giulio erano davvero in sintonia: stessi film, stessi gusti a tavola, stessa voglia di mare. Lunica cosa su cui non andavano daccordo era il figlio.
Valeria desiderava diventare madre da sempre, ma purtroppo non riusciva ad avere bambini. Aveva tentato due volte la fecondazione assistita, senza fortuna, e Giulio per la prima volta aveva perso la pazienza.
Valeria, basta così! le aveva urlato. Ti stai rovinando la salute! Stiamo bene anche senza figli, non capisco perché devi torturarti così!
Ma io voglio essere mamma! E tu, non vuoi diventare papà? lei piangeva.
Non al costo della tua salute. Ti amo, non voglio perderti.
Ma sulladozione, lui era irremovibile.
Un figlio di altri, con chissà che storie dietro, io non lo voglio crescere. Piuttosto lutero in affitto, ma almeno uno con il nostro sangue.
Peccato che di soldi per fare una cosa del genere non ne avessero abbastanza. Avrebbero dovuto risparmiare per anni: Valeria faceva la contabile in una fabbrica di Parma, Giulio era tecnico nello stesso stabilimento.
Lo stipendio bastava, ma i risparmi erano pochi. E Giulio di certo non aveva intenzione di stringere la cinghia solo per accontentare il grande sogno di Valeria.
Quel giorno, mi racconta, la chiama unamica che lavora in ospedale: «Vale, ascolta, qui cè un bimbo appena nato che la mamma ha lasciato. Sta benissimo, la madre non è una poveraccia, solo una testa calda Se ti interessa, devi muoverti, perché lo danno via in un attimo».
Valeria, appena riagganciato, prende la borsa e corre a casa. Deve convincere Giulio! Non può lasciar andare questa opportunità!
Fa una scorciatoia attraverso il parco, ansiosa e agitata, e proprio lì si trova davanti Giulio che, con sua sorpresa, va in direzione del loro bar preferito. Avrà prenotato una cena romantica per noi, pensa. Forse vuole prenderle il suo spiedino di pesce preferito.
Poi però vede che Giulio non è solo: cè una ragazza accanto a lui, e quando lui la abbraccia e la bacia con quella dolcezza Valeria si blocca, incredula.
Li segue piano nel locale e si mette al tavolo accanto al loro. Il bar ha quei separé di legno alti che danno privacy: li avevano sempre adorati per quello. I due non si accorgono di lei, ma Valeria sente tutto.
Ma come mai hai voluto vederci al bar così, in pieno giorno? Non hai paura che tua moglie ti scopra? chiede, scherzando, la ragazza.
Ma dai, ti pare? Valeria si beve tutto quello che le racconto, non sentirà mai le chiacchiere di paese! scoppia a ridere Giulio, Ho la reputazione del marito perfetto! Ma non parliamo di lei, pensiamo a noi, Luisa
La “Luisa” ride, dice qualcosa Valeria non sente più nulla. Esce dal bar come in trance e vaga senza meta, le gambe di gelatina. Il cuore e la testa fanno a botte con la realtà, ma ormai aveva visto tutto coi suoi occhi.
Resta seduta su una panchina del parco, attonita, per unora.
Cosa doveva fare adesso? Non riusciva neanche a immaginarselo.
La fa tornare alla realtà una telefonata, sempre dellamica Chiara.
Vale, allora? Ci avete pensato? Devi fare in fretta, il bimbo lo danno via in un attimo!
Giulio ha unaltra, le esce di bocca senza pensarci.
Finalmente lha fatta grossa pure lui!
Cioè, sapevi qualcosa tu?
Ma Vale, su, lo sanno tutti che lui da mesi fa il piacione in giro. Solo che nessuno aveva il coraggio di dirti niente, vi credevamo la coppia perfetta!
Basta, non ne voglio più parlare, riattacca e si lascia andare a un pianto liberatorio.
Dopo unora si asciuga le lacrime, si calma. Guarda il telefono: 14 chiamate perse, tra Giulio e Chiara. Lo mette in silenzioso, poi si alza e torna a casa.
Aveva preso la decisione.
Vale! Ma dove eri finita? Tutto bene? Giulio era in ansia. Hai il cellulare spento
Appena la vede, le si butta addosso, la abbraccia forte.
Mi sono fatto mille paranoie
Sente il cuore di lui battere forte: sì, si era davvero spaventato. Ma lei si scioglie dallabbraccio, posa la borsa e dice:
Giulio, lo so che mi tradisci. Non ti chiedo il perché, tanto non cambierebbe nulla. Io chiedo il divorzio.
Ma che dici? Chi ti ha riempito la testa di fesserie? Ma ti giuro, non è vero ma si ferma, vede lo sguardo di Valeria e si ammutolisce. Ti supplico, fammi spiegare
Lui balbetta qualcosa, ci prova a scusarsi, supplica. Lei lo ascolta fino a che diventa sempre più incerto, più basso.
Giulio, non ti amo più e non ti credo. Basta, prende a raccogliere la sua roba dalla camera.
Valeria, ti prego, sono stato uno stupido! Amo solo te, dico davvero! Dimmi cosa vuoi che faccia, qualsiasi cosa!
Davvero qualsiasi cosa? lo fissa dritta negli occhi.
Sì, davvero! lui annuisce deciso.
Bene, allora adottiamo il bambino di cui Chiara mi ha parlato oggi. E poi forse ci penserò
Sì, sono daccordo! Faccio tutto quello che vuoi!
E questa volta mantiene la promessa: si attiva, trova uno studio legale tramite amici che in poco tempo sbriga tutte le carte delladozione. Frequenta con Valeria le lezioni del corso per genitori adottivi, laccompagna a scegliere tutto per Mattia, il loro nuovo figlio. Fa tutto come se fosse un marito perfetto, sempre più attento, sempre a dirle parole damore e promesse che la renderà felice.
Valeria però non gli crede più. Era solo una maschera.
Dopo sei mesi, diventano genitori ufficiali di Mattia.
Ho chiesto il divorzio, dice Valeria con la stessa freddezza, una settimana dopo questa bella notizia.
Ma come?! Stiamo bene, ti ho dato tutto quello che volevi, Giulio è distrutto.
Non ti amo, non posso perdonarti, ribadisce lei. Anche solo stare insieme è una sofferenza.
Tu mi hai sfruttato, allora… solo per avere il bambino che volevi?
Valeria si stringe nelle spalle e si gira dallaltra parte.
Ognuno per sé.
Non ci posso credere, Giulio esce sbattendo la porta.
E pensare che aveva pure intestato la sua parte della casa a Mattia, sicuro che così avrebbe cementato una famiglia vera: moglie, figlio, futuro insieme.
Si era convinto che sarebbe riuscito a cambiare.
Torna a casa solo a tarda sera.
Sei sicura di voler divorziare?
Sì. Se vuoi puoi trasferirti momentaneamente da mia madre. Poi vendo la casa e ti do qualcosa in euro.
Non ti devo nessuna scusa, Giulio. Mi hai tradita. Adesso lunico uomo della mia vita è mio figlio.
Ok, se lo vuoi davvero Sappi però che Mattia è mio figlio, la guarda dritta negli occhi.
Sì, lo so: eravamo insieme in tutte le carte per ladozione. Puoi vederlo, tranquillo.
No, intendevo biologico. Mattia è figlio mio, nato dalla mia ex. Abbiamo chiuso proprio perché lei era rimasta incinta. Sperava che la sposassi, ha tenuto il bambino ma poi è scappata. Voleva che mi assumessi le responsabilità, ma io amavo solo te! Capito?
Valeria lo ascolta senza muovere un muscolo.
Sì continua Giulio, ha lasciato il bambino in ospedale e se ne è andata. Ma io non sapevo che tu stessi per adottare proprio lui. Non lo sapevo… Poi ormai era tardi
Ho capito, Giulio, ma non cambia niente, risponde lei dopo una lunga pausa. Ora vai e non perderti la causa di separazione.
Giulio ha fatto fatica a crederci, ma il divorzio cè stato davvero.
Ora li vede solo nei weekend e spera, ancora, che Valeria un giorno lo perdoni.




