– Dov’è tua madre? – Ha detto di aspettarla qui, ma non è ancora tornata.

Dovè tua madre? Mi ha detto di aspettarla qui, ma ancora non è tornata.

La stazione era gremita. Alcuni salivano sul treno, altri attendevano larrivo dei convogli. Una bambina osservava i viaggiatori e sussurrava: Mamma, dove sei?.

Un uomo si avvicinò alla piccola, le porse una tavoletta di cioccolato e chiese:
Di chi sei figlia?
Della mia mamma
Come ti chiami?
Mi chiamo Elisabetta.
E tua madre dovè?
Mi ha detto di aspettarla qui, ma non è ancora tornata.

Dalla tasca del cappottino di Elisabetta spuntava un biglietto. Luomo lo prese e lesse: Se stai leggendo questo, vuol dire che sei una brava persona. Mia figlia si chiama Elisabetta. È nata il 22 giugno 2002. La affido volontariamente. Puoi adottarla o affidarla a un orfanotrofio. Ti prego di perdonarmi. Nella vita succedono molte cose.

Luomo si tolse il berretto, grattandosi la testa pensieroso. Poi, insieme alla bambina, si recarono al commissariato dei carabinieri.

Da ormai sedici anni Elisabetta vive da sola. Frequenta luniversità e lavora part-time per riuscire a mantenersi. Nessuno lha mai adottata ha passato tutta linfanzia in orfanotrofio. Per tutti quegli anni la povera ragazza ha sognato solo una cosa: trovare sua madre.

Non serbava rancore verso di lei, desiderava soltanto incrociare il suo sguardo. Unamica, qualche tempo fa, le suggerì di contattare chi si occupa di ricongiungere le famiglie in televisione ci sono persino delle trasmissioni dedicate. Allinizio lidea parve sciocca a Elisabetta, ma poi capì che non aveva nulla da perdere.

Non le restò che attendere. E dopo soli sei mesi ricevette finalmente una telefonata: la invitarono a Roma per una sessione fotografica. Elisabetta saltava letteralmente di gioia, sperando che la redazione del programma avesse trovato sua madre.

Qualche mese più tardi, Elisabetta raggiunse la capitale. La sua migliore amica la accompagnò.

Per Elisabetta quel programma passò in un lampo aspettava lesito con il cuore in gola, chiedendosi chi avesse risposto al suo appello. E quando il presentatore disse:
Facciamo entrare Antonio.

Comparve sul palco un bambino di dieci anni, che le rivelò dessere suo fratello. Sua madre gli aveva raccontato di Elisabetta, la sorella più grande data in adozione.

Con chi sei venuto oggi? domandò la conduttrice.
Con mia nonna. La mamma è mancata lanno scorso.

La nonna entrò in studio. Abbracciò forte Elisabetta e le sussurrò:
Perdonami, figlia mia. Non ti lascerò mai più!

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– Dov’è tua madre? – Ha detto di aspettarla qui, ma non è ancora tornata.
Cara Mamma, il tuo consiglio sulla mia generosità mi ha ispirata: ho regalato il tuo servizio alla zia.