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“SONO DISOCCUPATA, C’È QUALCHE LAVORO QUI VICINO?” CHIESE UNA GIOVANE UMILE, SENZA IMMAGINARE CHE IL COWBOY…
Caro diario, Sono disoccupata. Cè qualche lavoro qui? chiese la giovane umile, ignara che il contadino
Prima Impressione — Mamma, ti presento Elisa, disse Clemente con un leggero imbarazzo mentre presentava la giovane donna che portava a casa sua a un’ora così tarda. — Buonasera, rispose Simona scrutando con sguardo contrariato l’ospite a sorpresa. Che ora deliziosa per fare le presentazioni! Mancano cinque minuti a mezzanotte… — Gliel’avevo detto a Cleo che era troppo tardi, si giustificò subito Elisa, ma mi ascolta mai? Testardo com’è! “Bel colpo,” pensò Simona, amareggiata. “Si giustifica e lo fa passare per un tiranno. Non mi piace per niente, questa ragazza.” — Accomodatevi, sospirò prima di ritirarsi in camera senza aggiungere altro. Che poteva fare, in fondo? Mettere alla porta il suo unico figlio a notte fonda? Per colpa di una sconosciuta? Se vogliono vivere insieme, va bene. Una madre serve a proteggere il figlio e ad aprirgli gli occhi. E Simona se ne sarebbe occupata presto. Clemente avrebbe mandato via la fidanzata senza rimorsi. Forse ne sarebbe persino sollevato! Tutta la notte, Simona rimuginò il suo piano per allontanare Elisa dall’appartamento. Non era contraria al matrimonio di Clemente. A trent’anni, era ora che mettesse su famiglia. Ma non con lei! Prima di tutto, era molto più giovane. Segno che aveva la testa tra le nuvole. Moglie? Madre? Padrona di casa? Poi il comportamento parlava chiaro: arrivare a casa di qualcuno a un’ora improponibile, senza nemmeno scusarsi! E accusare lui, il suo adorato figlio, senza motivo… E aveva persino passato la notte lì! Era la prima volta, o una consuetudine? Insomma. A Simona, semplicemente, non piaceva. Dunque Clemente avrebbe finito per pensarla allo stesso modo. Che senso aveva perdere tempo con lei? Il piano divenne inutile. Elisa le offrì tutte le occasioni per rimettere le cose in chiaro. Il primo segnale arrivò la mattina. Restò chiusa in bagno… per un’ora. Clemente, impotente, girava per casa, sempre più irritato. — Amore, che c’è che non va? chiese Simona con una dolcezza esagerata. Si sta preparando, vuole piacerti… — Ma devo andare a lavoro! — Allora bussa, spiegale che qui non è sola, suggerì la madre. — Sarebbe imbarazzante, borbottò lui. Ne parliamo dopo. E tu, mamma, non farai tardi? — Io? No, sono pronta da un pezzo. Guarda, ho fatto le crêpes. Vieni a fare colazione. — Non mi sono neppure lavato! — Pazienza, lo farai dopo. Per ora mangia, ti servono energie per la giornata. Clemente si sedette a tavola. Proprio in quel momento, Elisa uscì dal bagno con l’asciugamano tra i capelli, radiosa. — Finalmente! esclamò Clemente correndo allo specchio appannato. Si lavò in fretta, si rase di corsa, divorò una crêpe in tre morsi e, già sulla porta, gridò: — A stasera! Spero vi intendiate! — Clemente! lo richiamò Elisa. Oggi dovevamo andare a prendere le mie cose. — Ci andremo. Stasera. Non annoiarti! La sua voce risuonava già sulle scale. Simona si alzò, chiuse la porta dietro il figlio, si girò verso Elisa e chiese secca: — Non ti vergogni? — No, rispose la ragazza sorridendo. Dovrei? — Clemente farà tardi per colpa tua! — Non farà tardi. Prenderà sicuramente un taxi. Non si preoccupi, andrà tutto bene. — In ogni caso, ricorda questo: qui non sei sola. Se vuoi monopolizzare il bagno un’ora al mattino, devi svegliarti prima. Menomale che oggi non lavoro. — Non succederà più, rispose semplicemente Elisa. Mi scusi. Simona rimase senza parole. Si aspettava una lite, invece… — Va bene, brontolò andando in bagno. La prima cosa che notò fu un tubetto di dentifricio aperto, anche se l’altro era ancora a metà. — Elisa, perché hai aperto un dentifricio nuovo? — Lo preferisco. — Spero che porterai il tuo? E il tuo shampoo? — Certo, signora Rossi… — E i tuoi asciugamani! — Li porterò… Nonostante i tentativi di provocare una lite, Elisa non abboccò. Acconsentiva a tutto, annuiva educatamente, “prendeva nota” delle future regole. A corto di argomenti, Simona passò all’attacco diretto. — Perché sei venuta qui? — Clemente e io ci amiamo… — Ovviamente lo ami, un ragazzo così! Ma io non capisco: lui cosa trova in te? — Non gliel’ho mai chiesto… — E i tuoi genitori? — Mamma fa la sarta. — E tuo padre? — Non l’ho mai conosciuto. — Capisco. Una senza padre. E come pensi di diventare una buona moglie per mio figlio? — Farò del mio meglio… — Anche, ma non basterà. Mio figlio non ti ama. Crede di amarti. Lo conosco io! E non ti sposerà mai! Perché dovrebbe? Sei già ai suoi piedi. — Mi ama, mormorò Elisa, la voce tremante. Ne sono sicura. — Ti illudi. Pensi di essere la prima? — No… ma non importa… — Non importa? Si stuferà di te in una settimana! Non sei alla sua altezza! Sai che vuol dire intelligenza? — Certo. Ma qui la parola è fuori luogo. — E perché? — Ho una laurea. — E allora? Senti, cara, torna a casa. Qui non è il tuo posto. Te lo sto facendo capire da stamattina, ma non vuoi sentir ragioni. — Va bene, me ne andrò. Ma cosa dirà a Clemente? Non la prenderà bene. — Non sono affari tuoi! Vai via e non tornare. Non sei la benvenuta. Simona si stupì della propria cattiveria. Mai avrebbe immaginato di arrivare a tanto. Quelle parole velenose uscivano senza controllo. E Elisa? La ragazza la guardava, capendo tutto. Sua madre era gelosa. Non si conoscevano nemmeno, e già l’odio ribolliva. Era solo l’inizio… La porta d’ingresso sbatté: Clemente rientrava prima del previsto. — Già qui? si infastidì Simona, che sperava di vedere Elisa sparire prima del suo ritorno. — Mi hanno lasciato andare! esclamò allegro. Ho detto che avevo una questione di famiglia. Hai sentito, Eli? Di famiglia! — Che questione? brontolò Simona. — Andiamo a dichiarare la nostra unione in Comune e poi a prendere le sue cose! Eli, preparati!Simona, stringendo il cuore, capì di aver perso più di una battaglia — forse aveva rovinato per sempre la sua possibilità di diventare nonna.
Mamma, ti presento Letizia, disse Giulio con un po’ di imbarazzo, mentre introduceva la giovane
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Michele abbandonò le canne da pesca e si avvicinò curiosamente a un ritrovamento insolito. In fondo al sacchetto si celava un cucciolo. Tremava tutto e, guaendo dolcemente, si strusciava contro la mano dell’uomo…
Michele Rossi lasciò le canne da pesca e si avvicinò a guardare più da vicino lo strano oggetto intrappolato
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Il milionario licenzia la tata perché aveva abbandonato i bambini
Il milionario licenziò la bambinaia perché aveva lasciato i bambini fuori dal giardino di Firenze.
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Non è mai troppo tardi per educare: la crescita personale in ogni fase della vita
Caro diario, questa sera ho sentito il rumore della porta che si chiudeva dietro la piccola Giulia, la
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Andare via e non tornare mai più.
Andare via e non tornare. Sofia, ieri sera ho visto negli annunci un appartamento in vendita, tre locali
«L’appartamento dove non siamo più i benvenuti: quando la mamma ha trasformato la casa in un vero campo di battaglia»
Milano, 14 ottobreNon dimenticherò mai il giorno in cui il nome di mia moglie è apparso sullo schermo
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«Non sei la padrona — sei la serva»
«Non sei padrona di casa, sei solo la domestica» Loredana, cara, un pochino di insalata per questa signora
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Sergio porta sua moglie e sua figlia in un remoto villaggio per fuggire al mare con la sua amante, ma al ritorno a casa realizza che la cosa più importante per lui è la famiglia.
23 ottobre 2025 Oggi ho dovuto fare un viaggio che mi ha messo di fronte a quello che conta davvero.
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Il Silenzio Incantato
Tutti la chiamano Muta Ninetta. Il soprannome non nasce da cattiveria, ma semplicemente perché così labitudine