Il figlio di mio marito è piombato nelle nostre vite dopo dodici anni
Quindici anni fa mio marito faceva il servizio militare in Marina. Era un marinaio doc. Ovviamente, nella caserma le ragazze erano meno frequenti di una nevicata ad agosto, ma le ragazze del posto sciamavano appena sentivano profumo di uniforme.
I ragazzi, poveretti, avevano la nostalgia e la fame di affetto i loro amori erano lontani, così si lasciavano coinvolgere senza troppi pensieri. Mio marito stesso allora si lasciò travolgere da una storia con una ragazza di diciassette anni. Finito il servizio, la salutò e tornò a casa come se nulla fosse.
Anni dopo ci siamo conosciuti io e lui. Prima qualche appuntamento, poi il matrimonio e da dodici anni condividiamo la stessa casa, una routine e, sì, anche il mutuo. Dopo quattro anni è arrivata nostra figlia, Chiara, ora una meravigliosa e vivacissima ottoenne. Mio marito ha sempre sognato un maschietto.
Non che sia il padre dellanno ma con Chiara fa i compiti, ogni tanto la vizia e la porta perfino a pescare sul lago, che lei odia cordialmente.
La nostra tranquilla vita familiare è stata spazzata via da un fulmine a ciel sereno. Un giorno mio marito ragguaglia un vecchio amico della Marina e scopre che quella ragazza di tanti anni prima, lasciata indietro tra un saluto e un arrivederci, era rimasta incinta. La caserma aveva fatto circolare voci a tal punto che pure le statue si vergognavano ad ascoltare, ma lei ha tenuto duro e ha avuto il bambino. Avrebbe potuto cercare il vero padre, ma ha scelto di non disturbare, forse per orgoglio, forse per dignità. Quando ho saputo tutto questo, avrei voluto svenire.
Ovviamente la prima cosa che mio marito ha fatto è stata aprire Facebook e trovare la ragazza. Lha scovata in un attimo. Nella foto profilo lei era abbracciata a un ragazzino che, inutile dirlo, era la copia sputata di mio marito. Da gelosa cronica quale sono, ho iniziato a mangiarmi le mani. Nostra figlia somiglia più a me che a lui, e questa cosa lo ha sempre innervosito. Mio marito stesso era tra il beato e il traumatizzato: in un lampo ha sentito risorgere listinto paterno e ha cercato ogni modo per contattare il figlio. Lei, la madre, per un bel po ha ignorato i suoi messaggi, ma alla fine ha risposto. Il ragazzo, Simone, ha quattordici anni, gioca a calcio, è bravissimo a scuola, adora i gatti e naturalmente la mamma.
Padre e figlio hanno stretto subito un legame strettissimo. Parlano di scuola, videogiochi, il futuro… Tutto il tempo libero di mio marito ora vola in chat col primogenito. Per nostra figlia non rimane quasi nemmeno un augurio di buonanotte: lui sempre lì, a messaggiare con Simone, come se il telefono fosse la vera anima gemella.
Più si va avanti, più la situazione si ingarbuglia, come diceva la mia zia Rosa. In estate Simone è venuto da noi. Mio marito lha portato ovunque, esaudendo ogni desiderio al primo accenno: gelato qui, pizza là, come se fosse la festa del Santo Patrono ogni giorno. Io e Chiara morivamo dalla gelosia. Ha praticamente dimenticato tutto il resto del mondo, ripetendo: Beh, sono con te da otto anni, ma con lui sono rimasto indietro di quattordici!. Non cè molto da aggiungere Mia figlia piangeva.
E così va avanti da allora. Ora spedisce euro su euro a Simone per Natale, onomastico, compleanno e incredibile ma vero spesso si dimentica degli auguri a Chiara. Gli ho provato a spiegare che non è questo il modo di fare il papà, ma lui niente, come parlare con un soprammobile. Io la colpa la do pure a quella donna: se per quattordici anni te ne stai zitta, ora almeno non scombussolare la vita della mia famiglia. Ovviamente mantenere un figlio nuovo pesa eccome anche sul bilancio familiare.
Non oso pensare cosa succederà questestate. Se Simone torna ancora, Chiara questi mesi se li ricorderà come la vacanza del fratello. Mio marito si giustifica sempre con la mitica frase: I maschi vogliono il papà, le femmine la mamma. A me invece pare che ora abbia un istinto paterno che sa esprimere solo con Simone, mentre Chiara sembra quasi trasparente.
Loro due parlano ore e ore ogni giorno, mentre Chiara il padre lo vede appena di sfuggita. A me sale il nervoso, altro che! Ma tanto non ci posso fare nulla. Se è così stufo di questa famiglia, che prenda pure il treno per Napoli e vada a vivere con suo figlio. Almeno qui si torna a respirare!







