La Seconda Volta Conta Davvero: La Piccola Beatrice e il Valore dell’Amore di Nonna nella Famiglia Allargata Italiana

Mamma, non voglio andare dalla nonna! urlò la piccola Giulia, sette anni appena compiuti, cercando di divincolarsi dalle braccia della madre. Non le piaccio, a lei importa solo dello zio Marco!
Giulia, non dire sciocchezze rispose Francesca, esausta, mentre le allacciava la giacca. La nonna vuole bene a tutti i suoi nipoti allo stesso modo.
Non è vero! replicò la bambina, battendo il piede sul pavimento. Ieri ha dato il gelato a Matteo, il figlio della zia Silvia, e a me non ha dato niente!
Forse avevi mal di gola? provò a giustificare Francesca.
No! Semplicemente non mi vuole bene perché non sono la figlia di suo figlio!
Francesca si bloccò, ancora con la spazzola in mano. Ma come faceva una bambina di sette anni a capire certe cose? Chi gliele aveva dette?
Giulia, chi ti ha raccontato queste cose?
Nessuno rispose la bambina, voltandosi verso la finestra. Lho capito da sola. Matteo dice che suo papà e il mio papà sono fratelli. E io so che il mio papà vero non è quello che vive con noi. Lui abita lontano.
Il cuore di Francesca si strinse. Si sedette accanto alla figlia sul divano.
Giulia, ascoltami bene. Papà Luca è il tuo vero papà. Ti vuole bene tantissimo, si prende cura di te da quando eri piccola. E anche la nonna Maria ti vuole bene.
Allora perché con me è sempre fredda e invece con Matteo sorride e mi sgrida? negli occhi della bambina spuntarono le lacrime.
Francesca rimase senza parole, perché Giulia aveva ragione. Sua suocera trattava davvero sua figlia in modo diverso rispetto al nipote vero.
Amore, siamo in ritardo entrò Luca in soggiorno. Giulia, sbrigati che sennò la nonna si fa aspettare.
Non ci voglio andare! pianse di nuovo Giulia Non mi vuole bene!
Luca guardò perplesso sua moglie.
Che succede?
Te lo spiego dopo sussurrò Francesca. Giulia, forza. Andiamo insieme tutti e tre.
Camminarono in silenzio per le vie di Bologna fino al parco. Giulia trascinava i piedi, singhiozzando qua e là. Luca teneva in mano la borsa della spesa per la madre, e Francesca pensava a come sarebbe andata la giornata.
Maria era sempre stata una donna complicata. Quando Luca aveva presentato Francesca e la piccola di due anni, la suocera li aveva accolti in modo gelido.
A che ti serve una bambina che non è sangue del tuo sangue? diceva spesso a Luca. Trova una brava ragazza, mettete su famiglia vostra.
Ma Luca era testardo. Amava Francesca e vedeva Giulia come una figlia sua. Si erano sposati, lui laveva adottata ufficialmente e le aveva dato il suo cognome.
Maria aveva accettato, ma non aveva mai mostrato affetto vero a quella nipote acquisita, soprattutto da quando il figlio maggiore, Davide, le aveva portato un nipote di sangue Matteo.
È in casa? chiese Luca, suonando al citofono.
Sì sì, salite pure arrivò la voce dallinterno. Venite su.
Maria aprì la porta e abbracciò forte il figlio.
Oh Luca, quanto mi manchi! lo baciò sulla guancia e fece un cenno a Francesca. Ciao cara Francesca.
Salve, signora Maria.
E dovè la mia nipotina? si accorse allora di Giulia, nascosta dietro il papà.
Sono qui sussurrò la bambina.
Entrate, sedetevi accompagnò tutti in salotto. Come state? Luca, sei diventato più magro?
No, mamma, sto bene rise lui la Francesca cucina alla grande!
Meno male. E tu Giulia, come vai a scuola? Prendi bei voti?
Sì brontolò la bambina.
Giulia, rispondi alla nonna con gentilezza la rimproverò Francesca.
Lasciala stare tagliò corto Maria, facendo un gesto con la mano. I bambini sono così. Matteo ieri ha preso sei in matematica. Davide ha fatto i salti mortali per fargli studiare.
Guarda che Giulia prende sempre dieci in matematica disse Luca, orgoglioso.
Bravo la nonna la lodò tiepidamente. Davide oggi dovrebbe passare con Matteo. Vi manca lo zio, eh?
Francesca vide il viso di Giulia oscurarsi. Sapeva bene che per la suocera la visita di Matteo era una festa, quella di Giulia invece era routine.
Mamma, ti ricordi che il mese scorso Giulia ti ha recitato una poesia? chiese Luca. Hai visto che brava è stata?
Sì, ricordo. Era bella.
Vuoi che te ne dica unaltra? si offrì Giulia timida.
Sì, certo, fammi sentire.
Si mise al centro del salotto e cominciò a recitare una poesia di primavera. Francesca vedeva quanto ci tenesse, quanto desiderasse compiacere la nonna.
Brava, batté le mani distrattamente Maria. Ora va a lavarti le mani, tra poco si mangia.
Giulia obbedì e Francesca restò in cucina ad aiutare a preparare la tavola.
Signora Maria, posso parlarle? chiese a bassa voce.
Di cosa?
Di Giulia. Sente che la tratta in modo diverso.
La suocera sbatté un piatto sul tavolo.
Non so di cosa parli.
Sa benissimo. I bambini capiscono tutto. Oggi ha pianto perché non voleva venire.
E io cosa dovrei fare? si girò Maria. Le do da mangiare, la invito qui. Cosa vuole di più?
Ma avverte la differenza. Quando viene Matteo lo bacia, lo abbraccia, fa i regali. Con Giulia niente.
Perché non è figlia mia! esplose la donna. Non lho partorita io! Ha già la sua nonna, che si occupi lei!
Signora Maria, Giulia non ha nessuna colpa di essere la figlia di un altro. Da cinque anni è sua nipote quanto Matteo! Luca lha riconosciuta!
Sono solo carte sbuffò. Ma il sangue è sangue. Matteo è mio nipote, lei al massimo… una figlioccia.
Francesca sentì un nodo alla gola.
Quindi non amerà mai mia figlia?
E perché dovrei? Se farete figli veri, allora ne riparliamo.
Proprio in quel momento, Giulia entrò in cucina.
Mamma, perché la nonna dice che sono una figlioccia? chiese, con la voce tremante. Io sono sua nipote!
Francesca si accorse che aveva sentito tutto. Maria arrossì.
Giulia, vai dal papà le chiese Francesca.
Non voglio! Voglio sapere perché la nonna non mi vuole bene!
Giulia, io ti voglio bene tentò Maria.
Non è vero! Hai appena detto che sono solo una figlioccia! Io sono la figlia di papà Luca!
La bambina scoppiò a piangere e corse in salotto. Francesca, infuriata, seguì sua figlia.
Sul divano, Giulia era tra le braccia di Luca, in lacrime, mentre lui le accarezzava i capelli senza capire.
Che succede?
Tua madre ha chiamato Giulia figlioccia disse Francesca, fredda. E non se ne vergogna neanche.
Luca impallidì.
Mamma, è vero?
Maria uscì dalla cucina, con le guance rosse.
Figlio mio, non volevo mi è scappato.
Ha detto che non sono sua nipote singhiozzò Giulia che io ho la mia nonna.
Luca si alzò, la mascella tesa.
Mamma, davvero puoi pensare una cosa simile?
Io solo…
Ma alla fine, dopo molte lacrime e parole, Maria abbracciò forte Giulia, le promise che avrebbe imparato a volerle bene come una vera nipote. E da quel giorno, Giulia non si sentì mai più sola in quella famiglia.

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