Ma guarda, Giulia, ti racconto come è andata, perché ancora oggi ci penso. Proprio non riesco a credere di averti messo addosso una responsabilità così grande… eppure neanche mio padre, insieme ad Alessandra, aveva accettato di prendere in custodia quel piccolo.
Marina, figlia mia, ma ti sei resa conto di chi vuoi sposare? si disperava mia mamma, sistemandomi il velo prima dellaltare.
Spiegami almeno cosa non va in Sergio le rispondevo io, confusa, vedendo le sue lacrime.
Ma come fai? Sua madre lavora come commessa in piazza, sempre sgarbata con tutti. Suo padre, poi, sparito nel nulla e da giovane pensa solo a divertirsi e bere.
Il nonno anche beveva e di storie nel paese ne raccontavano Eppure era rispettato da tutti.
Certo, tuo nonno era una figura Ma per la nonna non è stato affatto facile. Me lo ricordo pure io da piccola, lei lo temeva. Ma con Sergio, mamma, sarà diverso. Per favore, non giudicare una persona dai suoi genitori.
Vedrai quando arriveranno i figli. Allora capirai! mi lanciava mia mamma, sospirando amareggiata.
Non sarebbe stato semplice, lo sapevo, se mamma non avesse cambiato idea su Sergio. Ma nonostante tutto abbiamo festeggiato un matrimonio allegro e ci siamo costruiti la nostra famiglia. Fortuna che lui aveva una casa in paese, ereditata dai nonni, proprio quelli del padre disperso.
Col tempo Sergio ha ristrutturato tutto e la nostra casa è diventata un vero gioiello: moderna, accogliente, con ogni comodità. Davvero, Giulia, il mio Sergio è unico. E tutti quei discorsi di mia mamma Chissà perché.
Lanno dopo è nato il nostro primo figlio, Giovanni, e quattro anni dopo la piccolina, Maria. Eppure bastava che i bambini stessero male o combinassero qualche guaio che subito saltava fuori mia madre con il solito Te lavevo detto io! E ancora aggiungeva la sua massima preferita: Figli piccoli, problemi piccoli! Quando crescono, vedrai tu la confusione che faranno, con tutta quella eredità!
Io provavo a non dare peso alle sue lamentele, ormai era diventata unabitudine. Dopotutto, avevo scelto di vivere contro il suo volere, senza il suo benestare. Mia mamma doveva avere il controllo su tutto… Ma poi si è arresa e in fondo al cuore, nevvero, aveva capito pure lei che Sergio valeva oro. Mai però che lo ammettesse ad alta voce, perché avrebbe dovuto riconoscere di aver sbagliato. Impossibile! E i nipoti? Si lamentava per principio, in realtà li amava da morire. Se fosse successo qualcosa si sarebbe buttata nel Tevere! Letteralmente.
A volte però la paura per quei grandi problemi tornava. Lo sai anche tu, ogni generazione ha i suoi drammi da affrontare crescendo i figli.
E i figli crescono eccome. Giovanni ha finito il liceo ed era pronto per luniversità. Una delle più rinomate, qui vicino, a Bologna. Ti sembrerà poco, ma 143 chilometri per una mamma sono come la distanza tra la Terra e Mercurio!
Le prime notti non dormivo, pensando a come fosse solo e se qualcuno lo facesse piangere, se mangiasse bene, se la città non lo rovinasse Giovanni è sempre stato un bravo ragazzo. Allinizio stava in una stanza del collegio informale riservato ai ragazzi di paese, ma il mio cuore di mamma non reggeva. Ho convinto Sergio a prendere in affitto un monolocale per lui in città. Giovanni ha promesso di pagarne una parte con i suoi lavoretti online brillante, no?
Ogni fine settimana andavo a Bologna, a vedere come stai, ti serve qualcosa? Pulire, cucinare… ma la casa era perfetta e in ordine, più della sua stanza a casa nostra! E da solo si cucinava anche polpette, arrosti, tutto da chef. Un genio, altro che figlio!
Dopo un po, le mie trasferte iniziavano a pesare su Sergio.
Marina, basta tenere Giovanni attaccato alla gonna! Non lo lasci respirare, e poi non mi consideri più! Vado dalla postina, da Lara scherzava, ma ci resto male Io senza di lui non saprei stare. Alla fine aveva ragione: era ora di lasciare andare nostro figlio e fargli vivere la sua vita.
Allinizio ero la solita chioccia, poi ho capito che dovevo lasciare spazio a Giovanni. E invece pochi mesi dopo ricevo una chiamata dal dipartimento universitario: Suo figlio salta le lezioni e rischia il ritiro! Giovanni? Ma è impossibile! Prendo un paio di giorni di ferie e corro a Bologna. Nemmeno Sergio riesce a fermarmi: quando mi metto in testa qualcosa divento un trattore.
Giovanni non se lo aspettava proprio. Ma non era questione di pulizia stavolta non aveva neanche nascosto il vero motivo: una ragazza, Anna.
Anna era dolcissima, sembrava un angelo. Ma oltre a lei, in casa cera un bambino piccolo, giusto un annetto. I miei sospetti si sono subito accesi La ragazza con un bebè, che cerca di incastrare mio figlio e sposarselo! Lo so che sono una mamma moderna, che ormai queste storie sono allordine del giorno Ma Giovanni è troppo giovane, e quei problemi li dovrà affrontare dopo, non adesso! Anna, tra laltro, sarà avrà avuto 18 anni, massimo.
Dentro di me tremavo, ma ho cercato di restare calma. Ho salutato Anna, poi mi sono chiusa in cucina con Giovanni per una chiacchierata seria.
Sei innamorato davvero? gli chiedo, provando a sorridere.
Tantissimo, mamma e sorride anche lui.
E con luniversità come fai?
Lo so che ho un po trascurato gli studi, ma sto attraversando un periodo particolare Non ti preoccupare, sistemerò tutto.
Che periodo sarebbe?
Non posso dirtelo, non è un segreto mio Magari, se conoscete meglio Anna ve ne parlerà.
Non volevo spingere troppo, rischio che si chiuda in se stesso. Così prendo tempo, torno a casa.
Questione di dare libertà a tuo figlio, ecco come va a finire! rimprovero Sergio. Adesso che facciamo?
Non capisco il problema se Giovanni si affeziona a quel bambino, non sarà mica qualcosa di male.
Vuoi diventare nonno così, da un giorno allaltro?
Perché no! Da quando sono nati i nostri figli lo immagino prima o poi arriva.
Ma non di un figlio di altri!
Marina! Mi sembri unaltra. Nessuna creatura è mai di altri. Pensaci.
Sergio va a dormire in salotto e io mi giro e rigiro nel letto vuoto arrabbiata con tutti: la vita, Anna, Giovanni, lo stesso Sergio che mi sembrava troppo accomodante. Ma poi, come sempre, ho capito che aveva ragione lui.
Il bambino non ha colpa di nulla nemmeno Anna probabilmente. Siamo tutti vittime delle circostanze. Mi sono detta che basta, niente giudizi: li amo tutti.
Alla fine mi raggomitolo accanto a Sergio e gli chiedo scusa. Scusami, Sergio, sono una sciocca. Vi amo troppo.
Vieni, donna pazza che sei!
E dormiamo abbracciati. Sì, lo ammetto: sono felice. Diventerò nonna, che sarà mai? Il piccolo si chiama Michele, che meraviglia.
Poi, però, le complicazioni aumentano. Giovanni ci dice che passerà al corso serale e che lui e Anna vogliono sposarsi.
Questa volta mi faccio forza, digerisco linformazione e poi propongo di parlare insieme a Sergio. Andiamo a Bologna un weekend. Ero sicura che lui avrebbe trovato il modo giusto per affrontare tutto, senza errori. Perché, Giulia, anche se mi ripetevo che dovevo essere razionale, dentro di me avrei spaccato legna per tutto linverno
Anna si fa trovare sulla porta, già con gli occhi lucidi:
Scusate la situazione, non volevo che Giovanni prendesse questa decisione; siete la sua famiglia, meritate di sapere.
Testardo ma intelligente commenta Sergio togliendosi le scarpe Se lui ha deciso così, sarà il momento. Dai, Anna, calmati, ragioniamo insieme.
Entriamo in cucina, Giovanni era fuori a comprare il latte.
Giovanni arriva tra poco, scusate dice Anna.
Ma perché ti scusi sempre? le chiede Sergio Non abbiamo ancora capito la situazione. Dai, offrici un tè, dopo 143 km di viaggio ci sta!
Lei quasi arrossisce: Avete ragione, scusate. Sergio sbuffa, Anna sorride imbarazzata. Avevo capito: ormai Sergio approvava Anna. Che ci volevi fare?
Il tè era pronto, Sergio già mangiava il terzo biscotto fatto in casa da Anna una rarità tra le ragazze giovani! Quando rientra Giovanni, lo noto cambiato: serio, deciso, quasi irriconoscibile, un vero uomo.
Dunque, vi sposate? domanda Sergio a tavola.
Sì, e non cambiamo idea risponde sicuro Giovanni.
Va bene. Ma tutta questa fretta? Cè una gravidanza in corso?
No! Anna scuote la testa e si fa rossa.
Poi, Giulia, ti racconto: mi è venuto il pensiero che forse tra loro non era ancora successo niente serie assurdo, lo so.
Allora perché la fretta del matrimonio?
Se no Michele finirà in orfanotrofio risponde Anna a bassa voce.
Come è possibile? chiede Sergio.
Sua madre non cè più Anna trattiene le lacrime.
Non devi spiegare niente fa Giovanni, Mamma, papà, dovete solo accettare quello che vi ho detto. Il resto riguarda me e Anna.
Aspetta, Giovanni lo interrompe Anna. Se io e te siamo una coppia, le vostre famiglie sono anche la mia. Voglio essere onesta: vi racconto tutto.
Anna si ferma, si tengono per mano sotto il tavolo. Giulia, lì ho capito che non tutto mi era ancora chiaro.
Michele non è tuo figlio, Anna? le chiedo.
No, è mio fratellino, stesso madre, ma padre diverso.
In quel momento, giuro che avrei saltato dalla gioia e abbracciato tutti! Ma mi sono trattenuta, però Anna ha continuato e mi ha spezzato il cuore.
La mia mamma è morta in carcere, aveva una grave malattia al cuore. Dicono che comunque abbia resistito tanto. Ma la sua vita non è stata facile, aveva un carattere difficile.
Anna beve un sorso di tè, respira profondo. Giovanni voleva fermarla, anche noi, ma lei ha continuato.
La prima volta che fu arrestata fu dopo un litigio con mio padre: investì unanziana sulle strisce. Sui giornali ne parlarono a lungo.
Quando mamma è finita dentro, papà mi ha preso con sé. Poi si è risposato. Non lo biasimo: mamma era complicata, lui soffriva. La nuova moglie, Alessandra, è fantastica, dolce, mi ha cresciuta con papà, sono loro la mia vera famiglia.
Anna si zittisce, si stringono forte la mano. Poi riprende:
Tre anni fa mia madre si innamora di Denis, più giovane di lei di dieci anni. Così nasce Michele e io ero felicissima. Da noi le cose sembravano normali, nessuna lite. Ma i vicini, in tribunale, hanno detto che sentivano sempre urla e piatti rotti.
Un giorno, dopo una brutta lite mamma gelosa lo ha spinto, lui è caduto e si è ferito gravemente. Dopo un paio di giorni è morto in ospedale e mamma è stata arrestata.
Anna si affretta a finire:
Mamma è morta in custodia cautelare, prima del processo. Il suo cuore si è fermato. Vi chiedo una cosa: non giudicate troppo mia madre! Era come un colibrì, vivace, imprevedibile Ma lho sempre amata.
Sergio ci interrompe appena Anna finisce:
Anna, scusaci tu per aver dovuto raccontare tutto questo. Ma hai ragione: ora siamo famiglia e ci sosteniamo sempre.
Ci vergogno a dirlo, ma dentro di me gridavo: Fermati, Giovanni! Non abbiamo bisogno di questi casini in famiglia! Mai avuto criminali tra noi! Ma poi mi si è illuminata la mente: limmagine di me in abito da sposa, con mamma in lacrime a supplicarmi di non scegliere Sergio.
Mi sono detta: Non puoi giudicare, Marina, lo sai meglio di chiunque altro!
Ed ecco la brillante idea! Guardo Sergio, lui sorride capito! Siamo daccordo!
Sergio mi fa locchiolino:
E se adottassimo noi Michele, così voi due potete continuare a studiare e pensarci su prima di sposarvi?
In che senso? chiede Anna.
Papà, dai! esclama Giovanni.
Qui in campagna Michele starà benone, ricorda che infanzia felice hai avuto tu. E se vorrete, potrete sempre riprendervelo.
Ormai con noi, Giovanni, la casa è più vuota, saremmo felici di occuparci di Michele.
Maria pensa solo ai ragazzi, mai ai genitori
Anna la guardo negli occhi la decisione spetta solo a te.
Ma come posso chiedervi una cosa simile? Mio padre e Alessandra non hanno voluto prendersi Michele.
Proprio in quel momento si sveglia il piccolo, si infila nel salotto e corre dritto tra le braccia di Sergio.
Oh, mamma che fatica! ride Sergio, prendendolo in braccio.
Beh, direi che te la cavi ancora lo sfotto io.
Aspetta, ti faccio vedere stanotte cosa vuol dire essere nonno mi minaccia con una risata.
Alla fine i ragazzi accettano, con qualche protesta, ma ci affidano Michele. Per il tutore legale nessun problema, te lo giuro.
La signora dellassistenza ci dice che ora è normale che coppie della nostra età accolgano bambini. I figli grandi, ma la voglia di dare amore ancora tanta. A noi di sicuro! Col piccolo Michele ci siamo sentiti rinati.
Di notte, quando lo coccolo, spesso mi viene da piangere di felicità.
Mia mamma, come al solito, mi rimprovera, dice che non siamo normali. Ma poi è la prima ad adorare Michele, più di tutti. E lui ricambia.
Ah, Marina! Ma cosa avete combinato! si lamenta, poi lo prende in braccio E questi occhiolini che si chiudono? Chi vuole dormire qui?
E poi riprende:
Ma a che pensate, Marina? E questi ditini pieni di cioccolato? Come fate? Dove si è nascosto il mio Michele?!
Ecco, Giulia, questa è la mia storia e davvero, ora è tutta italiana.







