Cane Inizia ad Abbaiare nel Cuore della Notte e il Suo Abbaio si Fa più Forte al Mattino: La Storia di un Pastore Tedesco e del Suo Eroe Ferito a Milano

Ascolta, ti devo raccontare quello che è successo qualche notte fa nel mio quartiere qui a Firenze, una cosa che sembrava un film, ma era tutto vero.
Verso le quattro di notte, senti abbaiare forte dietro i palazzi. Allinizio pensavo fosse il solito cane che fa storie, ma alle cinque ti giuro che sembrava impazzito, abbaiava più forte ancora. La gente iniziava a svegliarsi per andare al lavoro, già tutti nervosi per colpa del chiasso. Alle cinque e mezza si vedevano i primi vicini che uscivano coi cappotti, sciarpe calate e scarpe in mano.
I primi a uscire sono stati una coppia, marito e moglie, ti direi uno di quei signori sulla cinquantina, magari gente di quelle abitudini antiche. Si sono guardati e hanno deciso di vedere cosa stava succedendo. Vanno verso le autorimesse e vedono sto cane, che continuava ad abbaiare e fissare le case. E poco dietro cera un uomo sdraiato per terra, sembrava serio. Sono corsi subito verso il cane e finalmente hanno capito che cercava proprio aiuto.
Più si avvicinavano, più il cane diventava nervoso, ringhiava pure. Un pastore tedesco, grande, bello, ma di quelli con cui non rischi tanto a avvicinarti. La signora ha subito detto, chiamiamo lambulanza.
Sono arrivati dei soccorritori in pochi minuti, a sirene spiegate. La donna li ha fermati al volo: “Attenti al cane!” Ma appena hanno puntato verso luomo ferito, il cane ha smesso di abbaiare; si è messo vicino al padrone, in silenzio.
I soccorritori si sono avvicinati piano, guardandolo di sottecchi. Il ragazzo, sui 35 anni, aveva una brutta ferita alladdome, stava perdendo molto sangue. Hanno fatto il primo soccorso in fretta e intanto il pastore tedesco non mollava un secondo.
Intorno si era già formato un piccolo gruppetto di condomini, tutti a distanza, nessuno però osava andare troppo vicino. Uno dei soccorritori ha preso una barella. Hanno caricato luomo, ma il cane non ha potuto salire. Lo guardava andar via con quegli occhi che ti spezzano il cuore, ma le regole sono regole. Lambulanza è partita piano e il cane la seguiva di corsa, ogni tanto la superava, poi la perdeva di vista.
Arrivati allospedale Santa Maria Nuova, la scena era assurda: il portinaio ha alzato la sbarra, ma il cane si è fermato davanti.
È il cane del ferito spiega il conducente dellambulanza.
E io che ci devo fare con lui? borbotta il portinaio, poi grida: Ferma! Stai buono! Siediti!
Il cane rimane un attimo immobile, poi si siede davvero. Ha visto lambulanza sparire e lui è rimasto lì, paziente. Dopo unora era steso vicino al muro, ma non dava fastidio a nessuno.
I portinai allinizio lo guardavano preoccupati, poi hanno visto che non voleva entrare a tutti i costi, insomma, ubbidiente.
Che facciamo con sto cane? chiede uno.
Nulla. Se vuole stare qui, che stia.
Ma se il padrone ci mette tanto?
Vedrai che è furbo, se la cava.
Poverino. Gli diamo qualcosa da mangiare? Alla Coop qui vicino magari
Se inizi, ogni giorno sarà così.
Intanto il cane continuava a scrutare.
Dopo una quarantina di minuti, uno dei portinai torna tutto allegro.
Il ragazzo è stato operato, adesso è stabile in terapia intensiva. Ho portato al cane un po di salsiccia e dellacqua.
Lascia il piattino con il cibo accanto a un pino. Il cane guarda, controlla tutto, ma resta fermo.
Dai, mangia. E bevi, su sussurra il portinaio, cercando di ricordarsi i comandi.
Il pastore si alza, annusa, poi però si risiede. Non si fida ancora.
Fai come vuoi
Piano piano si avvicina e inizia a bere.
Passa una settimana e il ragazzo si sveglia in una cameretta dospedale, ancora debole. Gli manca già il suo cane, ma non ha nessuna notizia.
Quei due, da quando lui era tornato dallEsercito dopo una ferita, vivevano assieme sempre. Si erano fatti la guerra insieme e poi la vita normale. Sperava tanto che il cane, così sveglio, sapesse arrangiarsi.
Intanto, il pastore tedesco si era ormai piazzato sotto un albero, fedele davanti al cancello. Uno dei portinai aveva preso a portargli da mangiare, poi gli viene unidea.
A fine turno sale nella stanza del ferito.
Buonasera, signore, lei è il signor Romano, Andrea?
Sì, che succede?
Sono della vigilanza, sa. La sua cagna è ancora fuori, che aspetta. Labbiamo nutrita, ma non si allontana mai.
Andrea si illumina, un sorriso spettacolare.
Sì, è mia. Si chiama Fiorella. Siamo una squadra io e lei. È molto intelligente, sa?
Lo abbiamo capito ride il portinaio. Vuole che le dica qualcosa?
Andrea prende un fazzoletto, se lo strofina tra le mani e il viso.
Prenda questo sacchetto. Porti a Fiorella, lei capirà.
Il portinaio lo porta giù al cancello. Fiorella, appena riconosce il fazzoletto, lo annusa a lungo e poi lo porta sotto lalbero, dove si sdraia sopra.
Ed è rimasta lì, imperterrita. Finché dopo giorni finalmente Andrea è uscito dallospedale e Dio, la festa che ha fatto quel cane! Si sono davvero meritati lattesa. Sempre insieme, nel bene e nel male. E lei, ti giuro, non lha mai abbandonato.

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Non è cosa di tutti i giorni