Punii tutti: marito, suocera e cognata
Dovè la cena, Bianca? Ti ho chiesto, dovè la cena?!
Bianca non girò nemmeno la testa verso il marito. Sedeva ai margini del divano, cullando tra le braccia un fagottino da cui giungeva un flebile lamento.
Salvo, piano sussurrò. Si è appena calmata! Sono stata tutta la mattina dalla pediatra, poi in farmacia, poi
Non mi interessa dove sei stata! gridò lui, varcando la soglia del salotto ancora col giubbotto addosso. Io lavoro, mantengo te e la bambina!
Quando torno a casa voglio trovare un bel piatto di minestra calda, non la tua faccia lunga e quel pianto perpetuo.
Coshai fatto tutto il giorno?
Ho curato tua figlia alzò gli occhi Bianca. Le sono tornate le macchie sulle guance.
I dottori non sanno che fare, mi sono dovuta arrangiare da sola con le pomate.
Non hai mai chiesto come sta?
A che serve chiedere? Urla: quindi è viva. Sei tu la madre, pensaci tu.
Il tuo unico compito è quello di farmi star bene. Perché credi che mi sia sposato?
Per ingurgitare tortellini scadenti e perdere il sonno?
Ti sei sposato per comodità tagliò corto Bianca. E io ho acconsentito solo perché tutti continuavano a ripetere: è ora, è ora.
Ed ecco lora che volevano.
Salvo storceva la bocca, si avvicinò alla carrozzina nel corridoio e ne colpì con stizza una ruota.
La carrozzina slittò contro il comò.
La figlia, tra le braccia di Bianca, scoppiò in un nuovo pianto acuto.
Falla tacere! ruggì Salvo. O perdo la testa!
Solo un anno prima, la vita di Bianca era completamente diversa.
Era la ragazza su cui tutti si voltavano per strada: impeccabili tailleur, occhi vivaci, mille piani per ogni weekend.
Salvo sembrava un principe: bello, sicuro di sé, capace di farsi valere.
Si lasciavano e ritrovavano in scenate piene di gelosia e altrettanta passione plateale.
Quando Salvo le offrì lanello, Bianca era indecisa, ma i genitori fecero pressione.
Biancuccia, basta gironzolare la materna le versava nel piatto le sue famose crespelle. Hai ventisette anni.
Salvo è un bravo ragazzo, viene da una buona famiglia. State già programmando lacquisto di una casa, e i bambini? Hai pensato al futuro?
Mamma, lasciami lavorare! Ho appena cominciato quel progetto nuovo, mi piace.
Il lavoro passa mormorava il padre tenendosi il giornale davanti al viso. Una donna senza famiglia è come un albero senza radici. Si secca senza nemmeno accorgersene.
Salvo ti ama, il carattere con il tempo va a posto.
Così Bianca si arrese. Quella stessa debolezza lavrebbe rivista, ogni notte insonne, come unombra.
Il matrimonio fu sfarzoso, acquistarono casa con un mutuo, la gravidanza arrivò come un temporale estivo.
Tutto troppo veloce. Non ebbe il tempo di sentirsi moglie che già si ritrovò contenitore di nuova vita.
Desiderava tantissimo un figlio maschio: si immaginava a giocare a calcio insieme, lui calmo e riflessivo come lei.
Allecografia invece: Una bambina. Dentro di lei qualcosa si spezzò.
Il parto si trasformò in un incubo: tra complicazioni, flebo, corridoi con odore di disinfettante e assenza di speranza.
Quando finalmente la dimisero, Bianca si sentiva un vaso rotto incollato in fretta e furia.
Guardava la piccola creatura nella culla e provava solo una rabbia sorda.
Perché piange sempre? chiedeva alla madre venuta ad aiutarla.
Coliche, tesoro, abbi pazienza. Abbiamo sopportato tutte. Devi tener duro, vuole mangiare.
Non si attacca! Ho male dappertutto, mamma!
Allora non la prendi bene. Devi sforzarti. Ora sei madre: voglio non esiste più, esiste solo devo.
Salvo nel frattempo si era ritirato in se stesso. Le prime due settimane ancora fingeva interesse, poi svanì.
Il fastidio per lodore del neonato, le tutine sparse in giro, ma soprattutto per la perdita della sua geisha personale gli davano ai nervi.
***
Ha chiamato mamma annunciò Salvo osservando Bianca che, con una sola mano, tentava di mescolare un brodo annacquato mentre con laltra reggeva la neonata irrequieta. Dice che Giulia è di nuovo in lacrime.
Giulia, la sorella di Salvo, di tre anni più grande, sposata da cinque e senza figli.
Ogni volta che vedeva nei social una foto di Bianca, o sentiva parlare della nipotina, le prendeva una crisi isterica.
Che dovrei fare, chiedere scusa per aver partorito? sbottò Bianca lasciando cadere il cucchiaio.
Dovresti essere più umile. Mamma dice che ti vanti a bella posta della maternità.
E, a parte questo, sostiene che non sei una buona padrona di casa. Cè polvere sui battiscopa, Bianca.
Tua madre non mette piede qui da almeno due settimane, Salvo. Lo sa grazie alla sfera di cristallo?
Lo sento nellaria! batté un pugno sul tavolo. Ha ragione. Guarda come sei messa: vestaglia macchiata, occhi rossi.
Sei diventata una massaia di paese.
Se mi aiutassi, se per una volta ti alzassi tu di notte
Io lavoro! urlò. È chiara questa cosa dentro quella testa vuota? Io porto a casa i soldi.
A te toccano casa e bambina.
A proposito, sabato andiamo dai tuoi alla villetta. Hanno telefonato, dicono che laria fa bene alla piccola. Verranno anche i miei.
Non voglio andare. Fa freddo, manca lacqua calda per lavarla, tua madre sparlerà con la mia appena le dai spalle.
Non mi interessa cosa vuoi. I genitori hanno detto che si fa. Prepara i bagagli per le otto. E non fiatare.
***
Nella villetta campestre andò pure peggio. I genitori di Bianca, orgogliosi del ruolo di nonni, si contendevano la bambina.
Bianca, così la reggi male! gridava la madre dalla veranda. Sorreggi la testolina! Oddio, ma come la fasci? Fai fare a me.
Lasciatemi in pace ribatteva, fuggendo nellorto in fondo al giardino.
Salvo ignorava moglie e figlia, restando a chiacchierare col suocero di motori, e soffiando sul fuoco ogni volta che la suocera punzecchiava Bianca.
Oh, Biancuccia, cosha quella sulla guancia? Ancora sfoghi? domandava la suocera, Antonietta, stringendo gli occhi. Non ci badi come si deve. Forse mangi qualcosa di sbagliato.
La mia Giulietta, se avesse un piccolo, non avrebbe polvere nemmeno sulle ali delle mosche. È di una cura
Allora che la faccia, un bambino! tagliò corto Bianca.
Antonietta portò teatralmente una mano al petto.
Salvo! Hai sentito? Deride le disgrazie di tua sorella!
Salvo si fiondò da Bianca, la ghermì per un gomito stringendola forte.
Chiedile scusa. Subito.
Lasciami, fai male!
Ho detto: scusa. Chi credi di essere?
I genitori di Bianca erano lì, spettatori: ma invece di difenderla, il padre si oscurò:
Bianca, non insolentire la madre di tuo marito. Salvo ha ragione, portale rispetto.
In quel preciso istante, Bianca capì: era sola, contro tutti.
Un marito che la trattava da serva, dei genitori schiavi dellapparenza e una suocera impegnata a frantumare il suo matrimonio per invidia.
***
Crollò una settimana dopo, tornando dal paese in città.
La figlia piangeva col mal di pancia, Bianca non dormiva da due notti.
Quando finalmente la piccola cedette a un sonno pesante, Bianca si sedette sul pavimento di linoleum in cucina chiudendo gli occhi.
La porta di casa si spalancò. Salvo rientrò di malumore dal lavoro.
Perché ci sono i sacchi della spazzatura in corridoio? fulminò invece di salutare.
Bianca non rispose. Non aveva più neanche la forza di aprire la bocca.
Mi senti quando parlo?! attraversò la cucina urtandole una gamba. Alzati e portali fuori. Ora.
Fallo tu sussurrò. Non reggo più. Mi fa male la schiena, voglio solo dormire. Unora, Salvo. Ti prego.
Ah non ce la fai? la sollevò per il collo della vestaglia.
La stoffa cedette.
Guarda la signora sono stanca. Altre ne fanno cinque di figli e lavorano nei campi, questa si dissolve!
Dal corridoio la figlia si svegliò, piangendo forsennata. Salvo, ringhiando, la raggiunse.
Di nuovo! Sempre questo strillo! afferrò la culla, scrollandola. Sta zitta una buona volta!
La bambina ansimò dal terrore.
Bianca irruppe nella stanza tentando di allontanare Salvo.
Non toccarla! Lasciala!
Lei mi ha rovinato la vita! Salvo le rifilò un ceffone in pieno viso.
Volò contro la parete, battendo la testa sullangolo dellarmadio.
Vide tutto nero. Ma ciò che accadde dopo fu anche peggio: Salvo si avvicinò ancora alla culla e, in un moto di rabbia, pizzicò la bimba sulla gamba, facendola urlare come mai aveva fatto.
Fu allora che qualcosa dentro Bianca si spezzò per sempre. Tutta la pena, la stanchezza, lindifferenza: sparito in un attimo.
Rimase solo la furia.
Bianca afferrò con decisione una statuetta pesante dalla mensola uno dei tanti regali kitsch della suocera e avanzò.
Unaltra volta che tocchi mia figlia, ti spacco la testa sibilò con la statuetta alzata. Sparisci.
Salvo rimase interdetto.
Ma chi ti credi di essere? Questa è casa mia!
La casa è stata comprata da sposati Bianca scandiva le parole. Il mutuo labbiamo pagato con i miei assegni maternità e i tuoi bonus, e la chiusura anticipata fu coi soldi dei miei. È metà mia.
Ma adesso non mimporta. Esci subito, prima che chiami i carabinieri e denunci tutto.
La tua mano sulla mia faccia, Salvo. E sulla bambina resteranno i lividi.
In galera forse non ci vai, ma ti rovino la vita che dovrai lavorare per avvocati fino allultimo giorno.
Bianca uscì dalla cameretta e chiamò la polizia.
***
Ci vollero mesi per risolvere la cosa. Salvo cercò di coinvolgere madre e sorella, che la chiamavano e scrivevano minacciandola, ma Bianca non vacillò: li bloccò da ovunque.
Quando arrivarono i suoi genitori con lintento di riconciliare, non li lasciò nemmeno salire.
O state dalla mia parte, o dimenticatevi dove abito.
Vostro genero ha alzato la mano sulla vostra nipotina. Se per voi va bene così, non abbiamo più nulla da dirci.
Il papà si rabbuiò, la mamma pianse, ma vedendo il livido sulla coscia piccola rimasero zitti.
Ammettevano che non cera finzione che potesse coprire la brutalità verso una neonata.
Bianca non solo fece domanda di separazione, ma andò personalmente sul lavoro di Salvo. Pacata, con la cartellina dei documenti.
Niente scenate: al responsabile della sicurezzache peraltro conosceva il padreconsegnò il video della telecamera della cameretta. Laveva installata Salvo, ancora in gravidanza.
Si vedeva tutto. Anche quella scena nella cameretta.
A Salvo chiesero di dimettersi. La reputazione lì valeva oro, nessuno voleva scandali.
La suocera cadde a letto per la pressione quando seppe del licenziamento, e Giulia, temendo che Bianca pubblicasse il video (conoscendo molti amici del marito), sparì allimprovviso.
***
Ora Bianca vive tranquilla. Sì, i soldi non bastano quasi mai, ma non si lamenta.
Salvo le ha lasciato la sua parte di casa in cambio di non pagare gli alimenti. A lei andò bene.
La famiglia dellex marito ha già rimosso lesistenza della nipote; il padre alla figlia non pensa.
E alle donne che incontra, Salvo racconta sempre di non essere mai stato maritato.







