Il padre ha deciso di risposarsi
La madre di Livia è morta cinque anni fa. Aveva soltanto quarantotto anni. Il suo cuore si è fermato mentre annaffiava le violette in cucina. Il padre, allepoca, aveva cinquantacinque anni.
Non ha pianto, non ha urlato. Si è semplicemente seduto nella poltrona della moglie e ha fissato la sua foto per ore, con uno sguardo talmente intenso che sembrava volesse riportarla in vita con la sola forza del pensiero.
In quel giorno, Livia ha perso non solo la madre. In realtà, ha perso anche il padre. Anche se dividevano lo stesso appartamento, condividevano solo lo spazio fisico era come se fosse rimasto solo il suo corpo, unombra intrappolata nel dolore.
Il primo anno è stato durissimo. A ventitré anni, Livia si è ritrovata a essere, per suo padre, una figlia, uninfermiera, una psicologa. Gli preparava minestrone che lui non mangiava, lavava le sue camicie che rimanevano nellarmadio, e tentava in ogni modo di tirarlo fuori dallabisso nel quale era sprofondato, parlandogli continuamente.
Il padre restava in silenzio. Rispondeva a monosillabi. Ogni sua risposta era come uno schiaffo: Non immischiarti! Non toccarmi!.
Col tempo, fra padre e figlia è cresciuto un muro grigio e impenetrabile
***
Il tempo passa. Vivono insieme, ma ognuno nella propria bolla.
La mattina si incontrano in cucina, poi ognuno va per la sua strada. Alla sera si rivedono qualche istante, poi si chiudono nelle proprie stanze. Le parole sono ridotte al minimo. Il rapporto praticamente non esiste più.
Livia ha smesso di soffocare il padre di attenzioni. Lui le è grato per questo. Ognuno, lentamente, si abitua a questa nuova realtà.
Senza la moglie Senza la mamma
***
Col passare degli anni, il padre ha iniziato a tornare alla vita.
Ha ripreso a sorridere alla vicina, che ogni tanto portava una teglia di torta margherita. Talvolta usciva a pescare con un vecchio amico. Ha riscoperto il laptop e i suoi amati film italiani.
Livia non vedeva più sulle sue spalle la disperazione di un tempo. Pensava che il peggio fosse passato. Si sentiva persino tranquilla allidea di lasciarlo solo per tutta lestate: le avevano offerto un lavoro stagionale alle Terme di Sirmione.
Quando è tornata, però, lattendeva una sorpresa che non avrebbe mai previsto.
***
Il padre le annuncia che si risposa.
Appena Livia mette piede in casa, lui glielo dice, con voce calma, come a comunicare una decisione già presa e irrevocabile.
Si siedono in cucina, luno di fronte allaltra.
Ho conosciuto una donna dice lui, sorridendo. Si chiama Ornella. Stiamo per sposarci.
Livia si sente gelare il sangue. Non per aver scoperto che avesse trovato unaltra donna, anzi: sarebbe stata felice di vederlo ritrovare il sorriso. Ma nella sua mente scatta un campanello dallarme: Lappartamento!
Il loro appartamento! Dove è cresciuta! Dove ci sono ancora la macchina da cucire della mamma e la sua tazza preferita nellangolo! E non quellorrenda tazza sbeccata, lasciata lì da una sconosciuta senza nemmeno lavarla!
Livia guarda loggetto sul tavolo con malcelato disprezzo
Papà inizia, faticando a trovare le parole, non pensi che sia una cosa un po affrettata? La conosci davvero bene? E dove pensate di vivere? Spero non qui Questa casa non è solo tua, è anche della mamma
Il padre alza lentamente lo sguardo su di lei. Nei suoi occhi non cè altro che stanchezza e un freddo disprezzo.
Ah, ecco mormora. Si comincia. Sei stata veloce. E io sarei già un morto che cammina, vero? Un po presto per azzannare la pelle dellorso
Non sto azzannando nessuno! Voglio solo chiarezza! scatta Livia. Non è assurdo, dai! Adesso avrai una nuova famiglia e io io che farò se dovesse succederti qualcosa?
Ci penserai quando sarà il momento, borbotta cupamente il padre, uscendo dalla stanza.
***
La nuova compagna la presenta due giorni dopo. Ornella è alta, magra, uno sguardo dolce e triste, e di una gentilezza quasi stucchevole.
Livia cara, capisco bene i tuoi sentimenti dice Ornella. Ti assicuro che non pretendo niente. Ho la mia vita, la mia casa. Voglio solo bene a tuo padre.
Ornella si sforza di essere simpatica, ma quelle sue domande!
Ma il vostro casale, è molto lontano dal centro? chiede con finta aria di curiosità. E da quanto vivete qui? Questi appartamenti in palazzo depoca valgono una fortuna.
Inoltre, Ornella sostiene che non sia opportuno parlare di eredità prima del tempo, dicendo che questi discorsi feriscono tuo padre e lo fanno sentire inutile.
Dopo quella visita, i dubbi di Livia sono solo cresciuti. È più che convinta che quella donna sia furba e interessata, e il rapporto col padre, già fragile, si spezza definitivamente. Lei vede in lui un anziano permaloso, accecato dallamore tardivo, disposto a dare tutto alla prima che passa. Lui, probabilmente, vede in lei una figlia avida, incapace di pensare alla sua felicità.
Ogni loro scambio diventa una scintilla. Il padre rivendica il diritto alla sua vita privata, Livia la sicurezza di un futuro sereno. Si pungono, ferendosi inconsapevolmente.
***
Infine, Livia non ne può più e propone una visita dal notaio per chiarire una volta per tutte la questione delleredità.
Il padre fa resistenza, poi alla fine si arrende con un sospiro.
Va bene, dice con tristezza, che sia come vuoi.
Durante il tragitto verso lo studio notarile stanno in silenzio. Livia tortura la borsa tra le mani, pronta alla battaglia
Nello studio regna il silenzio. Il padre si siede in disparte, le mani raccolte sulle ginocchia. Il suo viso è impassibile.
La notaia, una donna dai capelli corti e dallaria severa, apre la cartella.
Bene, oggi siamo qui per inizia con tono professionale.
Un momento, la interrompe il padre. La sua voce è bassa ma incredibilmente ferma, tanto che Livia sussulta. Io sono venuto per unaltra ragione
Allunga un documento alla notaia.
Ecco.
La notaia indossa gli occhiali, dà unocchiata al foglio e, sorpresa, chiede:
Ne è sicuro? È un atto di donazione. Lei sta trasferendo tutti i suoi beni, senza nessun corrispettivo, a favore di sua figlia?
Livia trattiene il fiato. Cosa? Le sta cedendo tutto? Così? Sarà una trappola? O vorrà dirle che lo ha costretto?
Livia cerca negli occhi del padre una spiegazione.
Ma lui la guarda con unespressione gelida che le dà i brividi. Non cè rabbia né rancore, solo unenorme delusione e pietà. Pietà per lei. Per Livia.
Ecco, dice piano, alzandosi e lasciando il documento davanti a lei. Prendi. Tutto quello che volevi così tanto. Lappartamento. Il casale. Tutto. Ora puoi stare tranquilla: nessun vecchio stanco baratterà la tua casa per un po di felicità “irreale”.
La parola felicità la pronuncia con tale amarezza che Livia rabbrividisce.
Papà io io non volevo sussurra, sentendo le lacrime di umiliazione scendere sulle guance.
Non volevi? sorride amaramente. Un sorriso più duro di qualsiasi rimprovero. Livia, in sei mesi non ti sei mai preoccupata della mia salute. Non hai mai chiesto se stessi bene, se avevo bisogno di qualcosa. Tutte le tue domande riguardavano solo i documenti. Solo i metri quadri. Non vedevi in me un padre, ma un peso che ti ostacolava a ottenere ciò che volevi. E pensavi che non me ne accorgessi?
Fa verso la porta. Si volta ancora:
Sognavi questa prigione? Eccola. È tutta tua.
Il padre esce. Livia rimane immobile, con le mani fredde sul foglio. Ha vinto! Ora è padrona di tutto. Ma a un tratto si rende conto di aver perso tutto.
***
Gli anni sono passati.
Il padre e Ornella stanno ancora insieme. Livia li incrocia a volte alla Coop o al parco. Quasi sempre si tengono per mano. Il padre è invecchiato, ma quando guarda Ornella il suo volto si illumina di felicità.
Livia vive da sola.
In un bellappartamento di tre locali, tutto ristrutturato a nuovo.
Nei weekend va al casale. Anche lì tutto è perfetto.
Solo che la felicità sembra essersi smarrita
Livia sa che il padre le ha lasciato la casa non per rabbia o rancore. Le ha ceduto ciò che lei stessa aveva scelto: le pareti al posto di una persona, le carte al posto dellamore.
Ha barattato il proprio padre per tre stanze e un casale fuori città. E questa consapevolezza è leredità più pesante che abbia mai ricevuto.





