A ventisei anni Gianna ha sposato Nicola e, dopo altri due anni, è nata la loro splendida bambina. La giovane famiglia viveva nell’appartamento che Gianna aveva ereditato dalla nonna. Un giorno, in primavera, la signora Nunzia, mamma di Nicola, decide di fare una ristrutturazione completa nella sua casa e chiede ospitalità al figlio e alla nuora. Nonostante i rapporti tra Gianna e la suocera fossero tesi, Gianna accetta per amore del marito e grazie al suo carattere conciliatorio, che Nunzia interpreta come debolezza. Così la suocera, invece di comportarsi da ospite, si sente la vera padrona di casa, critica la cucina della nuora e impone le sue regole. Ma la situazione prende una svolta inaspettata quando Gianna, ormai stanca, invita la mamma di Nunzia, nonna Elvira, a trascorrere qualche giorno da loro: l’arrivo dell’“altra suocera” cambia l’atmosfera e, tra battute pungenti e ricordi del passato, Nunzia improvvisamente decide che la sua casa è pronta e se ne va, lasciando finalmente la serenità in famiglia.

A ventisei anni, Giulia sposò Nicola, e dopo due anni nacque la loro adorata bambina. La giovane famiglia viveva in un appartamento nel centro di Firenze, ereditato da Giulia dalla sua nonna paterna.

Era una primavera piena di pioggia quando Donatella Borghese, la madre di Nicola, decise di ristrutturare completamente la sua casa in via dei Macci. Per evitare il caos e il forte odore di vernice, chiese di potersi trasferire temporaneamente da Nicola e Giulia. I rapporti tra suocera e nuora erano già tesi, ma Giulia accettò, influenzata dalla preghiera insistente di Nicola e dalla sua indole diplomatica che Donatella interpretava come debolezza.

A Donatella, in fondo, non dispiaceva affatto la nuova sistemazione: nella casa altrui si comportava più da padrona che da ospite.

Ma che razza di colazione hai preparato per mio figlio? Una roba del genere manco la dai alla bambina, ma a lui sì? brontolava Donatella già dal mattino presto.

È Nicola che sceglie cosa mangiare. Ieri ha chiesto uova strapazzate con la salsiccia e un caffè appena fatto. Ha trentun anni, mamma, non è più un bambino, rispondeva Giulia con calma, ricordando letà di Nicola.

Se lasci a lui la libertà di scegliere, prenderà solo decisioni sciocche. Non è mai stato capace di volere qualcosa di sensato, ribatteva Donatella, senza sfiorare mai lo sguardo della nuora.

Nicola restava seduto in silenzio, spettatore del duello silenzioso tra madre e moglie. Giulia lo guardò, ma scelse la via del silenzio. Dopotutto, difendere la propria colazione era una battaglia che Nicola doveva imparare a combattere da solo.

La suocera spinse da parte la colazione preparata e si mise a cucinare il porridge di avena nel latte per suo figlio. Giulia sorrise, rivolgendosi a Nicola, e mangiò luovo con la salsiccia e bevve il caffè, soddisfatta.

Cera solo una regola invalicabile: Donatella non aveva mai il permesso di intromettersi nelleducazione della nipotina. Era uno spazio sacro che nessuno osava violare.

Passò un mese così, e Giulia si decise a porre la domanda che le pesava sulla lingua da tempo:

Allora? Come va la ristrutturazione? Quandè che finiranno, secondo i muratori?

E chi li capisce, quei muratori… Altro che artigiani, sono solo fannulloni. Gli ho detto di pitturare il muro color pesca, e hanno macchiato tutta la stanza di giallo. Ora devono rifare tutto daccapo, borbottava Donatella, scuotendo la testa.

Ma almeno una data ve lhanno data? incalzava Giulia.

Un mese, forse due… rispondeva Donatella, facendo capire che la cosa la lasciava indifferente.

Due mesi dopo, con la tolleranza ormai al limite, Giulia decise di riprendere largomento:

Insomma, il fine lavori? Ci riusciranno entro questanno, sì o no?

Tranquilla, mancano solo i sanitari, poi sarà tutto pronto, rispose Donatella con freddezza.

In un mese ce la faranno? Anche se qualcosa mi dice di no… disse Giulia con un sorrisetto sarcastico.

Aveva capito già da un bel po che la suocera si godeva la nuova vita nel loro appartamento fiorentino, mascherando con i lavori la reale voglia di stare lì. Alla fine Donatella non faceva quasi nulla in casa, ogni tanto badava alla nipotina e a volte cucinava quando ne aveva voglia. Risparmiava anche parecchio, visto che spese per la spesa erano tutte sulle spalle di Nicola e Giulia.

Ma sai che fortuna hai avuto con me? Io, in confronto a mia suocera, sono un tesoro! La nonna di Nicola, Ermelinda Josephina, mi ha fatto una guerra terribile: ogni giorno mi trovava un difetto! Io almeno non ti tormento! tentava di difendersi Donatella.

Certo, quasi non tormentate… A parte ridicolizzare ogni mia colazione o prendermi in giro ad ogni occasione, ribatté Giulia.

Ma dài, non fare così, era solo una battuta… Siete così delicati: con quello che mangiate, qualcuno vi deve pur insegnare a vivere meglio! si giustificava Donatella, sgattaiolando nella sua stanza.

In quel momento Donatella, senza neanche saperlo, diede a Giulia una grande idea: invitare la suocera… della suocera! Che la nonna di Nicola le ricordasse cosa vuol dire non avere pace in casa propria.

Quella sera stessa, Giulia telefonò a Ermelinda Josephina e la invitò a Firenze. La bisnonna desiderava da tanto vedere la pronipote, perciò accettò volentieri.

Il mattino seguente tutto filava come sempre: Nicola armeggiava svogliato nella sua ciotola di avena mentre Donatella rimproverava Giulia sul modo di trattare il marito. Giulia, ormai, aveva imparato a filtrare le prediche. Poi il citofono interruppe la routine.

Giulia corse nel corridoio, rispose e aprì il portone.

Chi è che ti viene a trovare così presto? Ricorda che sei una donna sposata! Non voglio gente sconosciuta in questa casa! la ammonì Donatella con voce dura.

Niente paura, è una parente, disse Giulia con aria innocente, anticipando con piacere lincontro tra la suocera e la sua suocera.

Dopo qualche istante, la porta dingresso si aprì ed entrò Ermelinda Josephina.

Buongiorno! Che piacere trovarvi. Nicola sarà pazzo di gioia, stasera torna dal lavoro e trova la sua nonna preferita, cantilenò Giulia con una voce zuccherina.

Ciao, tesoro! Oh Donatella, anche tu qui?! Passando vicino ai bidoni della spazzatura, subito ho pensato a te. Se non fosse stato per mio figlio, lì dentro saresti tu ora! rise la vecchia donna con malizia.

Donatella rimase pietrificata, la sua allegria svanita allistante.

Buongiorno. Che ci fai qui tu? chiese Donatella, con sarcasmo tagliente.

Lho invitata io, Ermelinda Josephina, a vedere la pronipote, intervenne subito Giulia.

Ah, ospite, certo… bofonchiò delusa Donatella.

E vedo che proprio non mi aspettavi, eh? Pensavo che ti fossi già mancata, rise di nuovo la bisnonna, punzecchiando la nuora.

Donatella abbassò la testa in silenzio e si rifugiò in cucina.

Venite, vi faccio vedere la piccolina, disse calorosamente Giulia, affaccendandosi.

Aspetta, ho qui qualche panzerotto; lo gustiamo con un po di tè. Sono certa che Donatella ormai vi avrà fatto odiare la sua cucina, scherzò la nonna, cercando nella borsa.

Per tutto il giorno, Ermelinda non risparmiò battute e frecciatine a Donatella, fino a che la pazienza di questultima si esaurì: alzò il telefono e fece una chiamata misteriosa.

Ho una bella notizia: la casa adesso è pronta, hanno finito tutto! Domani torno nella mia adorata casa, annunciò improvvisamente Donatella a Giulia, ignorando la presenza ingombrante della suocera.

Vado a chiamare subito un taxi, non vedo lora di tornare nel mio appartamento, dichiarò Donatella, radunando freneticamente le sue cose.

Appena se ne fu andata, Giulia si lasciò sfuggire un lungo sospiro di sollievo. Nicola rimase sorpreso dal repentino addio di sua madre, ma sentì un peso in meno sul cuore.

Anche Ermelinda, dopo aver goduto della quiete riconquistata e aver colto lantifona, il giorno dopo fece ritorno alla sua casa di Livorno. Aveva capito benissimo perché Giulia laveva invitata.

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A ventisei anni Gianna ha sposato Nicola e, dopo altri due anni, è nata la loro splendida bambina. La giovane famiglia viveva nell’appartamento che Gianna aveva ereditato dalla nonna. Un giorno, in primavera, la signora Nunzia, mamma di Nicola, decide di fare una ristrutturazione completa nella sua casa e chiede ospitalità al figlio e alla nuora. Nonostante i rapporti tra Gianna e la suocera fossero tesi, Gianna accetta per amore del marito e grazie al suo carattere conciliatorio, che Nunzia interpreta come debolezza. Così la suocera, invece di comportarsi da ospite, si sente la vera padrona di casa, critica la cucina della nuora e impone le sue regole. Ma la situazione prende una svolta inaspettata quando Gianna, ormai stanca, invita la mamma di Nunzia, nonna Elvira, a trascorrere qualche giorno da loro: l’arrivo dell’“altra suocera” cambia l’atmosfera e, tra battute pungenti e ricordi del passato, Nunzia improvvisamente decide che la sua casa è pronta e se ne va, lasciando finalmente la serenità in famiglia.
— Dopo la mia morte dovrai andartene, lascerò l’appartamento a mio figlio… — Mi dispiace, Giulia, ma quando non ci sarò più dovrai lasciare questa casa, la lascio a mio figlio. Ho già dato disposizioni. Spero non me ne vorrai: anche tu hai dei figli che si prenderanno cura di te. La vita di Giulia non è mai stata facile: cresciuta in un orfanotrofio, non ha mai conosciuto i genitori. Si sposa giovane per amore, ma rimane presto vedova con due figli piccoli. Dopo anni di sacrifici, incontra Antonio, uomo di tredici anni più grande con un buon lavoro e un comodo appartamento a Milano. Si trasferiscono insieme, i figli accettano il nuovo “papà” e Antonio cresce i bambini come suoi. Passano decenni: i figli crescono e se ne vanno. Giulia vende l’appartamento ereditato dall’ex marito per aiutare la figlia, che ha un figlio malato, e per ristrutturare la casa di Antonio, dove ormai vivono insieme. Lei non immagina che dopo trent’anni Antonio cambierà atteggiamento. Quando Antonio si ammala e torna nella sua vita Sergio, il figlio mai conosciuto avuto da una relazione precedente, tutto cambia. Un giorno Antonio rivela a Giulia: “Dopo la mia morte dovrai lasciare la casa, la lascio a mio figlio Sergio. Spero tu non sia arrabbiata. Anche tu hai i tuoi figli, saranno loro a occuparsi di te.” Giulia, ferita, si rende conto di aver investito tutto in una casa che non sarà mai sua, e deve ricominciare da capo, da sola, dopo aver dato tutto per una famiglia che ora la esclude.