Evidentemente ho perso tempo inutilmente… disse la suocera con una smorfia che avrebbe fatto impallidire la Gioconda.
È il castigo divino per aver distrutto una famiglia che non era la tua! rincarò la dose la signora Teresa. Adesso, cara mia, paga pegno!
Non ho rovinato nessuno, protestò finalmente Viviana. Diego stava già divorziando!
Ma certo! Aveva proprio tanta voglia! Eppure con Chiara ci ha vissuto quasi 15 anni! E tu lo hai convinto a lasciarla, e quella poveraccia si è data al vino e ciao ciao.
A trentanni, Viviana era già fresca di matrimonio fallito e altre altrettanto entusiasmanti relazioni. Non chiedeva la luna solo una famiglia normale e magari un bambino.
Quando arrivò Diego, si sentì di nuovo la regina della sagra.
Cinque anni più di lei, alto come un cipresso, robusto da far invidia a un carabiniere, Diego guidava un camion facendo le consegne. A Viviana sembrava il tipo duomo con cui si può andare in montagna senza temere di rotolare giù.
Dopo solo due settimane, già fantasticava insieme a lei sul futuro, preconizzando un figlio con laccento bolognese.
Viviana incrociava le dita e fra sé e sé diceva due Ave Maria sperando che i progetti si realizzassero.
Quello che non si aspettava, però, era scoprire quattro mesi dopo che Diego era felicemente si fa per dire sposato.
Dai, non fare quella faccia, sospirò Diego quando la vide impallidire come se avesse mangiato una parmigiana scaduta. Era già tutto finito. Non me ne sono andato solo perché non sapevo dove andare!
Mica posso tornare a vivere con mia madre alla mia età…
Ma quanti uomini sposati dicono così, balbettò Viviana, trattenendo a fatica le lacrime di delusione.
Io non sono quanti uomini, tagliò corto Diego.
E infatti mantenne la promessa.
Due mesi dopo scodellò il certificato di divorzio come si offre un caffè. Dopo altri due, erano marito e moglie.
Diego aveva già una figlia dalla prima moglie, rimasta con la mamma, ma non smetteva di incoraggiare Viviana a diventare genitori insieme.
Lunico intoppo? Il bambino non arrivava.
Due anni di tentativi e nulla. Viviana alla fine cedette e andò dal medico.
Mai avuto un raffreddore, figurarsi dei problemi. E invece la dottoressa fece la faccia di chi sa di dover dare brutte notizie.
Guardi, signora, capita! Una terapia e vedrà che andrà tutto benissimo. la rassicurò con tono da suora.
Il trattamento, però, fu una via crucis.
Con tutte quelle medicine, Viviana aveva sbalzi dumore che manco in telenovela argentina, una fame da lupo e lo stomaco che urlava vendetta.
Diego si accorse che qualcosa non andava e provò a scavare.
Perché sei sempre nervosa? Perché gridi per niente? Cosa succede?
Viviana decise che lui non doveva sapere nulla. E se poi la lasciava? Non avrebbe retto! Nessuno doveva sapere, punto e basta.
Poi, un giorno Diego si presentò a casa con una ragazzina al seguito.
Ti presento Giulia, mia figlia, disse indicandola come si fa con un mobile nuovo. Questa è Viviana, mia moglie.
Sua mamma… non cè più. Dora in poi vivrà con noi, buttò lì Diego, come se stesse annunciando la pizze del venerdì.
Viviana rimase a bocca aperta, ma si contenne. Accomodatevi…
Incredibilmente, Giulia Viviana non laveva mai neanche vista. Diego la vedeva solo fuori casa e pure poco; pagava il mantenimento, fine.
Tragedia per una tredicenne restare senza madre, per carità. Ma Viviana non era affatto pronta a diventare la matrigna di turno.
Lo disse chiaro e tondo al marito appena poterono parlare da soli.
E dove dovrebbe andare allora? In orfanotrofio? ringhiò Diego.
Ma no, potrebbe stare da tua mamma, la signora Teresa! Lhai sempre detto: le vuoi un bene dellanima!
Mia madre ha più acciacchi che anni, come fa a occuparsi di una ragazzina?
Tra Viviana e la suocera dire che non correva buon sangue era un eufemismo. Si erano viste una decina di volte e stop, sempre con uneducazione degna di uno scambio formale di torte. Teresa, tra laltro, a 58 anni era più in forma di una trentenne.
E io starei bene secondo te? sbottò Viviana, poi si trattenne. Meglio evitare domande sospette.
Pare di sì, solo che sei parecchio nervosa. Magari un giro dal dottore, che dici?
Ma io e Giulia nemmeno ci conosciamo!
È bravissima, vedrai che la prenderai in simpatia. E chiudiamola qui: domani mi sveglio allalba.
Viviana si morse la lingua. Arrabbiarsi con Diego non le andava.
Il giorno dopo ci provò con la suocera, che neanche la lasciò finire.
Ti sei sposata uno che aveva già una figlia! Ora che vuoi? e giù la cornetta.
La sera, Diego le urlò contro in presenza della figlia.
Basta! Non ne posso più! Ci separiamo. Giulia sta con te. Io mi trovo un appartamento e poi la porto via.
Raccolse due paia di mutande e sbatté la porta mentre Viviana restava pietrificata.
Magari Diego cambierà idea, pensò Viviana. Intanto vivranno lei e Giulia, e amen.
La ragazza però si dimostrò una presenza angelica: tranquilla, educatissima, ordinata come una caserma dei carabinieri, mai un capriccio e sorrideva pure.
Dopo una settimana, Viviana si scoprì persino affezionata alla ragazzina. E andavano anche daccordo. Giulia amava cucinare, imparava volentieri, la sera guardavano film insieme, progettavano la giornata dopo.
Diego era evaporato, ma Teresa chiamava spesso la nipote.
Viviana capì che la suocera voleva sapere se la matrigna era una strega, ma Giulia parlava solo bene di lei.
Unico pensiero: la scuola. Prima Giulia andava vicino alla casa delle madre; adesso era unodissea.
Viviana provò a chiamare Diego, ma niente. Quella sera, invece, lui apparve di nuovo sul pianerottolo con luragano.
Non puoi darmi un figlio? Ma a mentire sei bravissima! Da te non me lo aspettavo…
Diego, aspetta, di che parli?
Non fare la scema! Mamma mi ha detto tutto! La sterilità, le cure inutili…
E poi a fare tutte queste scenate! Non ti voglio più vedere!
Diego, parliamone, ti prego, Viviana stava scoppiando a piangere, ma lui già buttava roba nei sacchetti.
Meno male che Giulia era fuori a fare la spesa e non vide la scena.
Dovè la roba di Giulia? Ce ne andiamo! Stavolta divorzio sul serio.
Che fesso che sono stato a pensare che funzionasse, che mi amassi, che accettassi mia figlia…
Io ti amo!
Finitela, Viviana, basta… lei piangeva mentre lui riempiva le borse alla belle meglio.
Ed ecco, Giulia tornò in quel momento.
Sei stata tu? Hai raccontato tutto a nonna? domandò Viviana tra i singhiozzi. Pensavo che fossimo amiche…
Non ho detto nulla! Ma di cosa stai parlando? Giulia era inorridita.
Su, piccola, andiamo giù in macchina, sbucò dalla porta Teresa come una statua di Michelangelo. Ti avevo detto di non frequentare questa casa!
Viviana la guardava allibita.
Nonna, che dici mai?
Dai, tesoro, aspetta giù, la spedì via Diego.
Giulia obbedì, uscendo piano piano.
Ma che colpa ne ha la ragazza? si accanì Teresa. Sono stata io, sono venuta a portare una maglietta e ho visto quella farmacia! Ci ho messo un attimo a capire…
Chiaramente, la signora aveva frugato altro che maglietta ma Viviana ormai non se la prendeva nemmeno più.
È una punizione divina, te lho detto! Hai distrutto una famiglia, adesso soffri!
Non ho distrutto niente! Viviana trovò la voce. Diego già si voleva separare!
E certo, quante storie! Ma con Chiara ci stava sì e no quindici anni! Lha lasciata per te, quella si è rovinata e ora la povera nipote è orfana e la colpa è tua!
Diego sembrava lorologio di Parma: avanti e indietro con lo sguardo, senza riuscire a fermare nessuno.
Ma ci pensò Giulia.
Nonna, perché dici bugie?! spalancò la porta allimprovviso. Evidentemente non era scesa per niente. Mamma beveva da un pezzo, litigava sempre con papà! Per quello volevano separarsi!
Piccola, ma cosa dici? Teresa sgranò gli occhi. Non sai quello che dici, sei sconvolta…
No, non è vero! Papà ha fatto bene a lasciarla: non si poteva vivere con lei! Era sempre ubriaca, gridava contro tutti, anche con me! Solo che dovevo stare con lei, era mia mamma…
E la zia Viviana è buona! Mi aiuta con la scuola, mi ascolta, mi insegna a cucinare… Giulia scoppiò a piangere.
I tre adulti si fiondarono a consolarla in coro.
E allora? Anche se zia Viviana è malata, guarisce, io lo so! Papà, perché sei andato via? Zia ti ama, io pure…
Evidentemente ho sprecato le mie energie, sbuffò Teresa tra i denti. Avrei potuto prendermi Giulia, pensavo che Viviana non avrebbe retto e si sarebbe divorziata da Diego.
E tutte quelle medicine le ho scoperte per questo. Ma guarda mia nipote come ci soffre.
Eh già. Complimenti, non si trattenne più Viviana. Prese sottobraccio Giulia e la portò in bagno a lavarsi la faccia.
Diego rimase lì, impalato come il Duomo di Milano.
Alla fine i coniugi fecero pace. Giulia restò con loro e, anzi, rifiutò persino di andare a vivere con la nonna, cosa che a Viviana, in fondo, non dispiacque affatto.
Ogni tanto sentono ancora Teresa, più che altro perché spera ancora, la poveretta, di tornare a fare l’ape regina in famiglia.







