Il papà presenta la nuova compagna: quando la badante diventa la “fidanzata” e la famiglia va in pezzi dopo la morte della mamma

Il padre portò a casa la nuova moglie

E allora, come la risolviamo, Romano? chiese Dario, che era arrivato per primo dai genitori. Papà ieri ha sbottato: Sono stanco. Stanco, ma pensa te! Mamma per trentanni ha pulito, lavato, gli preparava tutto, quasi lo imboccava, e adesso che lei è malata, in due mesi lui già stanco.

Dario non aveva mai avuto peli sulla lingua. E con papà era in guerra da quando era bambino. Forse per questo prendeva spesso le sculacciate.

Romano, seduto su uno sgabello nella grande cucina familiare, osservava: tutto era dalla parte di prima della malattia di mamma. Quante serate avevano trascorso lì, tra chiacchiere e risate, e quanti Natali avevano festeggiato in quellambiente

Romano? Romano? Ma ammettilo, papà sta esagerando. Dice che è stanco!

Romano si riscosse dai suoi pensieri.

Sì, lo so rispose svagato Ma cosa gli manca? Noi veniamo sempre, ci alterniamo, cè il calendario con i turni Ma lui pensa che non bastiamo noi, che serva uno specialista. Ok, lo assumiamo

La cura della mamma non era ricaduta solo sulle sue spalle. Tutti partecipavano e la settimana era organizzata in modo che papà restasse solo pochissimo come badante.

Serve una persona.

E secondo te quantè che costa questo specialista? Dario si girò verso il fratello Non è come prendere un caffè. Qui, secondo me, i prezzi sono come quelli del petrolio.

Ecco, penso anche io così. Dovremmo dividere per tutti. Se vuoi posso mettere qualcosa in più, visto che

Romano guadagnava più di tutti.

Sì, qualcosa in più replicò Dario. No, Romano, paghiamo uguale. Lavoriamo entrambi, guadagniamo entrambi. Cavolo, mica voglio trovarmi in debito con te! Se proprio non dovessi farcela, allora ti chiedo un prestito, fratellone. Ma poi te lo restituisco, eh? Me lo fai, vero?

Romano, come al solito, era pronto a prendersi la sua porzione di responsabilità finanziaria.

Sì, te lo faccio. Quindi? È deciso? Ora manca solo che arrivi Irene

Ma dovè finita quella?

Sta da mamma. Le sta raccontando qualcosa.

La loro mamma ormai non riusciva più a parlare, ma Irene le raccontava sempre novità e cose sue.

Tum!

Da dietro la porta cadde qualcosa.

Ecco la nostra Irene commentò Dario.

Irene, quella che sempre urta e fa cadere tutto.

Nella cucina entrò in fretta la sorella minore con la sua solita massa di riccioli, sempre allegra. Nonostante tutto, Irene non aveva perso la sua vitalità. Sperava ancora che la mamma si sarebbe ripresa.

E voi due di cosa state confabulando? domandò Della badante per mamma, vero? Ho sentito papà parlarne. A me però non ha detto niente Ma so già tutto. Allora, quanto mettiamo a testa?

I fratelli la fissarono.

Che stai dicendo? chiese Romano.

Oh, la nostra Irene-fiorellino! allungò Dario E che centri tu? Hai appena finito luniversità, sei troppo giovane per queste cose. E poi soldi da te non ne vogliamo.

Irene si rabbuiò.

E perché mai sarei troppo giovane? fece il broncio, ma sorrise subito vedendo che i fratelli si rilassavano. Partecipo anche io, siamo una famiglia, o no? Tutti dobbiamo contribuire

Sì, sì partecipi rispose Romano Ma vai a comprarti una cioccolata, sei appena diventata indipendente. Qui dobbiamo parlare di cose da adulti.

Irene, abituata alle loro prese in giro, fece spallucce, salutò e uscì dalla stanza, lasciando i fratelli ai loro problemi da grandi.

Allora Dario batté un colpo sul tavolo Restiamo noi due. Dividiamo. Ma devessere alla pari. Ok? E iniziamo già a cercare qualcuno serio

Daccordo. Scegliamo bene, non un improvvisato qualunque.

Passarono ancora unora a scorrere annunci, chiamare agenzie, finché trovarono lei: Ornella, 35 anni, sorriso rassicurante, ottime referenze. E soprattutto, esperienza.

Ornella si inserì in casa come se ci fosse sempre stata. Paziente, gentile, sapeva quando parlare e quando restare in silenzio. Aveva un talento naturale per ascoltare, confortare, e soprattutto far sentire la mamma a suo agio.

Irene, che non pagava perché sei la nostra piccolina, veniva spesso lo stesso, dando così anche lei una mano. Le mancava la mamma più dei fratelli. Loro erano adulti, prossimi al matrimonio, ma Irene era ancora in parte bambina, cera ancora bisogno di venire a sedere accanto alla mamma e parlare

***

Passò poco più di un anno. E quellanno si portarono via la mamma.

Era sorprendente pensare come una sola persona riuscisse a tenere unita una famiglia. Sparita lei, quasi si sciolse ogni legame. Parlottavano ancora tra loro, ma meno, e il padre non li invitava mai, né sembrava desiderare visita.

Ma la settimana prima, chiamò tutti e disse che non facessero programmi per sabato.

Così si ritrovarono lì.

Irene, Romano, Dario. Da poco erano passati i quaranta giorni della scomparsa. Lavevano ricordata in assenza del padre, che aveva rifiutato di venire. Irene aveva convinto i fratelli a non esagerare, forse per lui il dolore era ancora troppo forte.

Bene che siete venuti tutti oggi mormorò il padre, Devo dirvi una cosa. A tutti.

Romano e Dario intuirono subito che aria tirava.

Papà, per te saremmo venuti quando volevi! esclamò lIrina solare.

Grazie, grazie annuì lui Ma non vi ho chiamati così per caso. Vi devo presentare la mia fidanzata.

Sembrava impossibile. Più facile credere che avesse perso la testa col dolore. Una fidanzata? Adesso? Nemmeno due mesi dalla morte della mamma

Che intendi? Dario abbassò la voce quasi fino a un sussurro.

Papà, ma sei serio? Romano non si capacitava, gli pareva una barzelletta.

Eppure il padre non scherzava affatto.

Nicola fece un cenno.

Ornella, vieni!

Entrò. Era proprio Ornella, la badante. Tutta la sua timidezza era sparita: ora si comportava da padrona di casa.

Ornella? Irene ripeté incredula Non può essere

Sì, Ornella sorrise Nicola Abbiamo deciso di vivere insieme. So che è una sorpresa, nemmeno io pensavo potesse succedere, ma Ornella si trasferisce qui con me.

Era come se li avesse schiaffeggiati. Romano, il maggiore e punto di riferimento, fu il primo a dirglielo fuori dai denti:

Senti, papà, ma stai scherzando? Romano scavalcò Dario sulla poltrona Ma da quanto va avanti? Cioè quando mamma era qui malata, tu già avevi una storia con lei? Proprio qui? E ora ce lo racconti così? Non è che ti sei confuso?

Romano fu trattenuto da Dario che si era subito alzato.

Romano, calma! Irene si mise tra il padre e Romano. Perché in quel momento Nicola rischiava davvero le botte. Romano era uno che se lo facevi arrabbiare, erano dolori per tutti.

Calma? Romano era furioso Lasciatemi! Ora gli faccio capire chi è nel torto!

E poi magari rincara la dose.

Romano, dai! Dario cercava di fermarlo.

Romolino, non fargli male chiese Irene Magari papà non intendeva così Vero che non ti metti a vivere con lei, papà?

Ma Nicola guardava solo Ornella. Donne così non lavevano mai considerato, neppure in gioventù: non amava quella che era diventata sua moglie, non aveva divorziato solo per rassegnazione Chi avrebbe puntato su di lui? Ma quando Ornella prese liniziativa, era come un sogno tardivo di felicità.

Non capite disse Forse lho aspettato una vita intera, questo momento

Romano allontanò Dario, aggirò Irene e prese il padre per il collo del maglione:

Aspettato cosa? Quando mamma non cera più?!

Quando avrei trovato il vero amore!

Amore? E con mamma non era amore? domandò Romano, quasi sollevandolo.

No! Lei era incinta di te, ho dovuto sposarla! E basta! Voglio una vecchiaia serena! Non capite

Romano lo lasciò andare.

Dario, cercando di calmare, disse:

Cosa non capiamo, papà? Che ti serviva unaltra? Ma mamma? Ci pensavi mai, mentre tutto cominciava?

Che dovevo fare, restare vedovo per sempre?!

No! urlò Dario, mentre Romano si appoggiava al muro, esausto. No! Ma papà, sono appena passati quaranta giorni lhai fatto mentre mamma era qui io non riesco neppure a dirlo!

Ovviamente, il padre non si fermò. Mentre loro discutevano, Ornella lo guardava piena di ammirazione. E Nicola, anche se ogni tanto si rabbuiava per gli attacchi dei figli, tornava a sorriderle, indifferente a tutto. Per loro era amore; il resto, nulla.

Alla fine, Romano e Dario, nauseati, sbottarono:

Basta, ce ne andiamo Romano gettò al padre unultima occhiata piena di disprezzo.

Irene, vieni Dario la prese per mano.

Ragazzi balbettò Irene, arrivati giù nellandrone. Forse siamo troppo severi? Magari è davvero amore. Sì, la mamma è morta da poco, ma forse per papà Ornella è lunica ragione di andare avanti.

Il suo tentativo di mediazione non colpì nessuno.

Amore? Dario si fermò, scoppiò a ridere amaramente Queste sono altre cose, Irene. Non sei più piccola. Non è amore che gli gira per la testa adesso.

Ma Irene non mollava È pur sempre nostro padre.

Un padre che tradisce la memoria della mamma non è un grande padre. Nemmeno si è nascosto! Neanche sei mesi di decenza

Irene era sempre stata una brava ragazza. Nonostante amasse tantissimo la mamma, abbandonare il padre le sembrava troppo. Non andava a trovarlo solo per rispetto dei fratelli, ma ne soffriva.

Nicola, invece, non sembrava patire.

Quando i figli ripresero a rispondergli al telefono, arrivarono richieste continue, anzi, ordini mascherati. Sistemare cose varie, riparare tutto Non gli parlavano, ma gli davano comunque una mano.

Un giorno in cui Romano e Dario stavano aiutando il padre a montare un armadio nuovo, Nicola, distratto, disse ad alta voce:

Eh, peccato non aver conosciuto Ornella prima. Vi avrei dato una madre diversa. Molto meglio.

Dario, che aveva in mano il sacchetto di viti, lo lanciò contro il tavolino di vetro che si frantumò con un suono secco. Le viti volarono ovunque.

Basta! Romano posò il cacciavite Non ne possiamo più. Papà, renditi conto! Parli così di nostra madre!

Non discutete con vostro padre! sbottò Nicola Altrimenti vi diseredo!

Non avrebbe dovuto nominarlo.

Sei sicuro? Romano rise amaro Lappartamento era di mamma, la legge dice che lo dividiamo in quattro. Quindi ora stai attento tu. Giusto, grazie per avermelo ricordato.

Nicola ammutolì di colpo. Gli attrezzi restarono lì doverano, larmadio smontato. I figli se ne andarono.

Non tornarono più. Ma nelle loro teste già maturava unaltra idea: vendere la propria parte. Se il padre si comporta così, non cè motivo di compassione.

Irene, invece, rimaneva fedele ai suoi principi.

Ragazzi diceva Possiamo anche non parlarci più con papà. Ma lasciarlo in un appartamento condiviso, in vecchiaia, è troppo

Irene, sempre il solito soffione, credeva che prima o poi si sarebbe potuto fare pace. Decise di andare lei stessa dal padre per convincerlo a chiedere scusa. Era una missione impossibile ma Irene non si tirò indietro.

Arrivò a casa e trovò il caos.

Ornella, con gli orecchini della mamma alle orecchie, buttava nei sacchi dellimmondizia le cose di sua madre: foto, vestiti, persino le bambole fatte alluncinetto dalla mamma per loro.

Ornella, ma cosa fai mormorò.

Ah, butto via un po di roba Nicola ti sta aspettando, sei in ritardo!

Irene sentì il cuore crollare Se avesse pensato che la roba di mamma finiva in discarica, lavrebbe portata via lei.

Coshai fatto? afferrò Ornella per un braccio, il sacco cadde Era tutto di mia mamma!

È roba vecchia! Dove vuoi metterla ancora??

Irene la tenne forte.

Sì, Irene, sono cose della tua mamma aggiunse il padre ma ora non serve più a nulla. Che dovremmo fare, tenerle lì altri trentanni?

Irene raccolse i sacchetti ancora integri.

Non ti voglio più vedere disse rivolta al padre. E dal suo sguardo anche lui, che non si impressionava mai, ebbe un brivido.

Poco dopo, Irene, Romano e Dario vendettero le loro quote due stanze su tre. Nicola rimase con una sola camera, e capì che avrebbe dovuto vivere con degli estranei. E conoscendo quei vicini, non si prefigurava niente di buono.

Ti è andata anche bene gli disse Romano Una stanza tutta per te. È già abbastanza. Te la sei voluta tu.

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Il papà presenta la nuova compagna: quando la badante diventa la “fidanzata” e la famiglia va in pezzi dopo la morte della mamma
Non a caso esiste un proverbio italiano: “Dio ti dà un figlio, Dio ti dà anche il pane per crescere un figlio”.