-Busta? La tua figlia morirà presto! Promozioni? la cassiera continuava a scannerizzare gli articoli con calma.
-Cosa? Martina scivolò il portafoglio dalle mani.
-Busta, ti serve? Promozioni?
***
Martina uscì dal supermercato di Porta Romana, sospirò a lungo e chiamò la figlia.
-Mamma, dopo la scuola vado al cinema con le amiche, va bene? rispose Giulia. Ok, ci vediamo al refettorio, è il mio turno.
Stanca, Martina si trascinò verso casa. Da qualche mese le cose si facevano strane: sconosciuti ripetevano la stessa frase, come se non sentissero bene. Anche la cassiera del supermercato laveva detto: la tua figlia presto avrà fine. Martina giurava di averla sentita.
Giunta davanti alla porta, si aggirava con le chiavi.
-Ciao, Martina! la salutò allegra la vicina, Isabella ti ricordi quando mi consigliavi quel rimedio per
Che succede?
Martina si voltò, gli occhi in lacrime, e singhiozzò:
-Isabella, è tutto un disastro
Sospirando, raccontò tutto alla vicina. Così era nata lamicizia, dieci anni di vicinato, case accanto, figli e mariti che si capivano al volo.
-Questa settimana lho sentita per la terza volta: la tua figlia presto avrà fine. È un avvertimento? Che cosa significa?
Isabella si tolse una ciocca ribelle dalla fronte. In quel momento si aprì la porta di un altro appartamento e una vecchietta sbucò sul pianerottolo:
-Cara, ti serve una buona strega! Ce la farà!
-Che strega? Isabella arricciò il naso lentigginoso Martina, ti ricordi quando hai provato a sfuggire a tutte le streghe, stregoni e sensi? Hai cercato la tua famiglia. E cosa? Nessuno ti ha aiutata!
Martina abbassò lo sguardo. Era vero, aveva cercato i parenti, o almeno qualcuno che la conoscesse prima.
-Basta, Martina! Calmati. Stasera vieni, ne parliamo Isabella scomparve dietro la porta.
La vecchietta si avvicinò e le porse un foglietto.
-Questo è il numero. È una buona professionista. Consiglio!
***
Dopo un attimo di dubbio, Martina chiamò la strega e fissò un incontro.
Qualche giorno dopo era nella sua cucina di via dei Tigli, una casa normale, senza sfere magiche, gatti neri, teschi o candele. Quella semplicità le dava speranza di non trovarsi davanti a un ciarlatano.
-Una foto della figlia, per favore tirò fuori un cristallo leggero appeso a una catenina. Lo fece ondeggiare sopra la foto, poi fissò Martina con occhi furiosi.
-State scherzando? Portate una foto di una persona viva! Guardate come reagisce il pendolo. Volete mettermi alla prova o cosa?
Martina urlò, le lacrime le inondarono il viso. La donna saltò dalla sedia, uscì di corsa dallappartamento, presa da una vera isteria. Prese il telefono dalla borsa e chiamò la figlia.
-Pronto, tesoro iniziò Giulia senza salutare sono a casa, ma alle cinque esco a fare una passeggiata. Torni prima? Ah, il tutor ha rimandato le lezioni di domani
-Stai bene? Tutto ok? sentì Martina, e si sedette su una panchina vicina non andare fuori oggi! Arrivo fra unora!
***
-Isabella, è possibile? sussurrò Martina alla sua amica la sera non dirmi che è solo nella mia testa.
-È nella tua testa! rispose fermamente la donna, raccogliendo i capelli ribelli in una coda non ficcare il naso dove non ti riguarda! La tua figlia sta bene, così sarà!
-Perché neghi quello che vedi? Sta succedendo qualcosa di brutto
Martina non sapeva a chi rivolgersi. Anche la migliore amica non voleva credere a quella strana coincidenza.
Il giorno dopo la strega richiamò Martina, ma rispose a malincuore.
-Ciao, Maria. Prima di tutto scusami, ho agito in modo poco professionale. Sono sommersa da chi vuole testare il mio dono. Sì, la tua figlia è viva e sana. Quando te ne sei andata, ho ricontrollato tutto. Qualcuno lha nascosta dalla morte. Cè stato un potente incantesimo. Hanno dichiarato la bambina non più viva per ingannare la Morte, così il pendolo ha mostrato il contrario. La morte non può prendere chi è già protetto.
-Non capisco Che incantesimo? Chi lha fatto? Perché? la testa di Martina girava.
***
-Ecco quello che ho scoperto. In alto ci sono leggi diverse. Gli esseri superiori possono fare accordi tra loro o con persone speciali, come me. Possono salvare uno e prendere un altro in cambio. Quindi la tua figlia è stata promessa alla morte, ma qualcuno lha salvata, lha coperta di unombra. La Morte però non è stupida, gira intorno, fa domande, e così senti la frase: la tua figlia presto avrà fine.
Martina rimase al telefono, senza sapere cosa chiedere, ma con mille domande.
-Chi ha compiuto il rito? È nella mia famiglia
La donna esitò. Non conosceva nemmeno la sua stirpe, solo gli ultimi tredici anni di vita.
-Vieni da me, ricontrolleremo tutto, va bene? propose la strega.
Martina improvvisamente capì che non voleva più vedere nulla. Non era paura, era una certezza interiore: doveva lasciare le cose come stanno.
-No! sbottò non verrò più. Lombra è lì, la mia figlia starà bene. Non ho bisogno di nientaltro!
La strega chiuse il telefono, pensierosa. Era davvero tutto collegato?
Tredici anni prima, Martina si era risvegliata alla stazione di Milano senza documenti, senza soldi, senza memoria di chi fosse. Ha ricostruito la vita da zero, ha incontrato il futuro marito in ospedale, ha una famiglia e la fedele amica Isabella. Forse non doveva scavare nel passato.
Accese il computer, cercò nei forum chi cercava parenti. Un suono di telefono la interruppe.
-Martina, che succede? era Isabella.
-Tutto bene. Non cerco più i miei parenti. E la figlia sta bene, davvero.
-Perfetto! Io sto lottando con i capelli li taglierò! Venga a scegliere il nuovo taglio.
-No! Sono così belli! Ci vorrà tempo a farli ricrescere Sto cancellando tutti i dati sulla ricerca dei parenti. Forse è meglio così, capito?
Martina sentiva il bisogno di sparire. Non sapeva da dove o da chi, né ricordava di aver fatto un rituale anni prima. Allora, in realtà, non era più Martina, ma Rita.
***
-Sorellina, sorridi! Troveremo un modo, siamo streghe o cosa? Siamo maghe, creiamo il nostro destino. Non morirai le tenne la mano fredda Rita.
-Basta, il mio momento è arrivato. Anche il dono non garantisce una vita lunga rispose debolmente.
-Lo garantisce! Posso tutto! Sarai salva!
Rita uscì dalla stanza dospedale, aveva già pensato a tutto. Il rituale pericoloso sul campo desolato era al culmine. Un fuoco acceso illuminava il volto dellaltra strega, quando una ombra si posò sul fuoco: la Morte stessa comparve.
-La mia sorella deve restare viva. Voglio un patto: lasciala andare disse Rita senza paura.
-Dammi qualcosa in cambio! sussurrò una voce leggera.
-Prendi chi vuoi! Ma io ho solo lei tra i miei cari. È con me.
-Solo lei ora, ma il tuo futuro figlio Lo darai a me. Tra tredici anni tornerò a prenderlo. Ricordalo.
Unombra nera avvolse Rita, le ultime parole della Morte riecheggiarono nella sua mente.
Una settimana dopo la sorella di Rita uscì dallospedale; i medici erano senza parole.
-È un miracolo! È completamente guarita.
Rita raccontò tutto alla sorella, che impazzì di rabbia.
-Non dovevi stipulare quel patto! Che cosa gli hai promesso? A chi?
-Al futuro figlio. Non voglio figli, non voglio sposarmi stringeva la mano della sorella.
-Non dovevi sacrificare la tua vita futura! Pagherai!
Isabella, con il naso lentigginoso, si strofinò la fronte, spostando una ciocca immaginaria.
-Cavolo, ho dimenticato di essere calva. I capelli ribelli non ricresceranno presto sussurrò dimenticherai tutto: me, te, te stessa. Ma avrai una seconda possibilità, e anche il tuo bambino. Ti coprirò.
Abbracciò Rita, sussurrò parole segrete allorecchio.
-No! Che? No, Isabella urlò Rita, cadendo in un sonno profondo.
-Ti troverò. Ti cercherò, ma non ricorderai. Non devi.
Isabella sorrise alla sorella addormentata, ringraziandola.
Ora deve compiere un rituale complesso: tessere una coperta invisibile di parole per proteggere il bambino che arriverà tra qualche anno. Deve estrarre tutti i ricordi di Rita, lasciarla andare per poi ritrovarla, così un giorno potrà incontrare sua figlia, il bambino promesso alla morte.




