Perché non puoi perdere almeno una volta
Seduta comodamente sulla poltrona con il portatile sulle gambe, Dina si preparava a cercare online qualche spunto interessante per la lezione di storia del giorno dopo. Ai suoi studenti piaceva la professoressa e aspettavano sempre qualcosa di speciale dalla loro amata Dina Simonetti.
Il telefono squillò allimprovviso.
Ciao, Dina, ti chiamo per sapere se nella tua scuola cercano una prof di italiano. Sto tornando a casa, sai? Secondo te il preside mi assumerebbe? Ti prego, aiutami, siamo amiche da sempre, diceva Lilia. Ho già avvisato mia madre, è felicissima che rientro.
Lilia, ma come mai? Ti è sempre piaciuta la vita in città, che ci fai qui in paese? Dicevi che ti stava stretto
Eh, mi sono stancata di tutto, ho vissuto ogni fase, gli uomini qui non sono mai riuscita a sposarmi, saltavo da uno allaltro, ma nessuno mi ha mai chiesto di sposarlo. Eppure abbiamo entrambe quarantadue anni. Ma non mi abbatto, ho ancora tempo, andrà tutto bene, Lilia rise forte al telefono. Va bene, Dina, ci vediamo presto
Dina rimase pensierosa, era tanto che non vedeva lamica. Dopo la laurea era tornata a insegnare nella scuola del paese, mentre Lilia era rimasta in città. Lilia tornava solo in vacanza dalla madre, che abitava accanto alla mamma di Dina, e si incontravano di sfuggita, perché lamica ripartiva subito.
Dina viveva sola nel suo appartamento, la figlia studiava architettura alluniversità di Milano, aveva finito il liceo con il massimo dei voti, Ksenia era lorgoglio di mamma e nonna. Peccato che il padre non potesse vederlo. Andrea era morto sulle Dolomiti, dove andava ogni anno con gli amici. Non sapeva vivere senza le montagne, e loro se lerano preso. Sono passati già sette anni.
Lilia e Dina erano cresciute insieme, vicine di casa. Lilia era sempre vivace e un po pigra, spesso copiava i compiti da Dina, ma a scuola se la cavava. Aveva scelto di iscriversi a lettere solo per stare con lamica, non perché volesse davvero insegnare
Entrarono entrambe, Dina si immerse nello studio, Lilia invece passava il tempo a cercare un fidanzato ricco in città. Allinizio vivevano nella stessa stanza in studentato, ma Lilia si annoiava con Dina e presto si trasferì con altre ragazze più allegre.
Dina, non prendertela, cambio stanza, ora vivrai con Caterina, siete uguali, tutte e due secchione, pensate solo allo studio.
Dina non si offese. Sapeva che Lilia le era amica per comodità. Eppure, Lilia riuscì a laurearsi, tra assenze e debiti, grazie a Dina, ai soldi della madre e al suo sorriso civettuolo. Dopo la laurea, Lilia decise di restare in città a cercare marito.
Dina, io non torno in paese, qui non cè futuro, meglio insegnare in città.
Va bene, Lilia, io invece torno. Ho sempre sognato di insegnare nella mia scuola.
Il preside, Antonio Michelini, fu felice di vedere Dina con la laurea, la conosceva come la migliore studentessa, responsabile e gentile.
Benvenuta, Dina Simonetti, ora siamo colleghi, sono sicuro che ti integrerai subito, disse sorridendo.
Così iniziò la carriera di Dina. Amava il suo lavoro, trovava subito sintonia con gli studenti, era giovane e capiva i ragazzi. Gli studenti sentono subito chi ama davvero insegnare e chi lo fa solo per lo stipendio.
A scuola Dina incontrò anche suo marito Andrea, già insegnante di fisica, si sposarono presto e nacque la figlia.
Sembra che la vita con Andrea sia volata, pensava a volte Dina, eravamo felici, mai una lite. Con Andrea era impossibile discutere, sapeva sempre sdrammatizzare, era unico, eravamo due metà perfette. Mi manca tanto.
Sono passati quasi sette anni dalla sua morte, e ora nella vita di Dina cera Oleg. Non insegnava, era imprenditore, aveva unofficina in paese. Divorziato da tempo, tre anni più grande di Dina.
Stavano insieme da otto mesi, Oleg amava Dina, capiva che era una donna da famiglia, le aveva già chiesto di sposarlo, stavano per presentare la domanda.
Oleg è diverso da Andrea, pensava Dina, ma anche lui è tranquillo e premuroso. Ogni persona è unica, non bisogna fare paragoni. Spero che Oleg sarà un buon marito.
Dina, raccontami, quanto si guadagna ora a scuola, ci sono bonus? Chi è il preside, sono rimasti i vecchi insegnanti? chiese Lilia appena arrivata in paese, andando a trovare lamica.
Lilia, quante domande! Prendiamo il tè e poi parliamo Ma perché sei tornata, ti manca la città?
Dina, hai parlato di me al preside?
Non ancora Ma basta che vai a parlare, hai esperienza, magari cè posto.
Davanti al tè chiacchierarono di tutto, Dina chiese della vita sentimentale dellamica. Lilia era sempre stata bella, con la figura slanciata, i capelli scuri e mossi, sapeva come farsi notare, ma le sue storie erano sempre fallimentari. Appena un uomo la conosceva meglio, perdeva interesse.
Che vita sentimentale, uomini tanti, ma nessuno giusto. E qui in paese non ci spero, che uomini ci sono?
Non dire così, Lilia Sai che Andrea era speciale, ma
Eh, Andrea era uno su un milione, rispose Lilia con tono sprezzante, io ormai non credo più negli uomini.
In quel momento qualcuno bussò alla porta, era Oleg. Un uomo affascinante, alto, sui quarantacinque, vestito con stile, sportivo, Lilia rimase senza parole.
Buonasera, salutò educatamente, Dina, non mi avevi detto che avevi ospiti.
Vieni, Oleg, questa è la mia amica dinfanzia Lilia, non sapevo che sarebbe venuta, sorrise Dina, versandogli il tè.
Buonasera, disse Lilia riprendendosi. Sono Lilia, amica dinfanzia, abbiamo studiato insieme sia a scuola che alluniversità.
Rimasero a parlare a lungo, ricordando linfanzia, ridendo. Ma Lilia pensava solo che Oleg doveva essere suo, non di Dina, che secondo lei era meno attraente.
Che fortuna ha avuto, un uomo così, con unattività tutta sua Ho perso anni a cercare uno così, e ora pensava tra sé.
Lilia decise che portare via Oleg allamica sarebbe stato facile, con la sua bellezza, bastava solo loccasione giusta.
Il giorno dopo Lilia andò a scuola. Era convinta che bastasse un sorriso al preside per ottenere il posto. Ma vedendo Antonio Michelini, invecchiato, esitò e porse il diploma.
Mi dispiace, Lilia Andreoli, disse il preside con tono formale, dovrà rivolgersi a unaltra scuola, qui non ci sono posti disponibili. Mi scusi
Laltra scuola era in un vecchio borgo oltre il fiume, non le piaceva, ma non aveva scelta.
Dina, quel vecchio Antonio non mi ha presa, sembrava un gufo, neanche un sorriso, mi ha mandata altrove.
Eh, Lilia, se dice che non ci sono posti, sarà vero. Aspettiamo, magari si libera qualcosa, ti avviso E non dimenticare che venerdì è il mio compleanno. Festeggio al ristorante.
Oddio, che amica! Me ne ero scordata, ma verrò di sicuro. Meno male che me lo hai detto, così compro il regalo.
Ma non è per il regalo, Lilia, rise Dina.
Sì, sì, pensò Lilia, ecco loccasione giusta, devo pianificare tutto.
Venerdì mattina Oleg era in officina, tanto lavoro, ma pensava al compleanno di Dina, aveva già preparato il regalo, felice di sorprenderla.
Lilia invece chiamò Dina per sapere quando sarebbe stata a casa.
Sono già a casa, oggi ho solo due lezioni, rispose Dina.
Lilia andò a trovarla, Dina si stupì, visto che la festa era la sera.
Che succede, Lilia?
Dina, questo è il mio regalo, stasera non posso venire al ristorante.
Come mai?
Ho un appuntamento, non voglio perdere luomo che ho incontrato qui, rispose evasiva Lilia. Mi ha invitata altrove.
Va bene, grazie per il regalo, venite insieme se volete.
Dina non si accorse che Lilia aveva preso il suo telefono, poi andò da Oleg in officina.
Ciao, Oleg si sorprese vedendo Lilia. Che ci fai qui?
Ciao, sono qui per Dina. Ha perso il telefono, non può chiamare, e ha cambiato idea sulla festa, dice che con gli amici va sulla riva del fiume, dove cè il grande gazebo.
Lilia, non ne so nulla disse Oleg confuso.
Te lo dico io, ha perso il telefono. Vieni al fiume.
Non sospettò nulla.
Dina aspettava Oleg al ristorante, ma lui non arrivò. Passò la serata con pochi amici, tutti capirono che era triste.
Oleg non capì, trovò solo Lilia al fiume. Lei cercò subito di sedurlo, aveva pianificato tutto.
Cosa trovi in Dina, è sempre stata una grigia, lo abbracciava, guarda me, sono meglio, più affascinante, dovremmo stare insieme.
Oleg non capì il trucco di Lilia, ma non cedette, le offrì un passaggio in città. Passando davanti al ristorante, videro Dina che tornava a casa, rimase scioccata vedendo Oleg con Lilia. Tutto fu chiaro.
Per una settimana Dina non parlò con lui, Oleg non poteva chiamarla, lei aveva cambiato SIM. Andava a casa sua, suonava, ma lei non apriva. Finché non la aspettò fuori da scuola.
Dina, che succede? Perché hai annullato tutto? O è stata tua amica a combinare qualcosa
Quando si chiarirono, capirono tutto. Lilia aveva tramato. Lamicizia finì lì. Dina sposò Oleg, vivono felici.Solo Lilia non riusciva a darsi pace. Continuava a cercare, ogni volta convinta che il prossimo incontro sarebbe stato quello giusto, ma tornava sempre a casa con la stessa malinconia negli occhi. Nei bar del paese, tra chiacchiere e caffè, si raccontava che Lilia avesse provato a conquistare altri uomini, ma nessuno si era fermato davvero accanto a lei.
Dina, invece, aveva ritrovato la serenità. Le domeniche le passava con Oleg tra passeggiate nei boschi e pranzi in famiglia, la figlia tornava da Milano per le feste e la casa si riempiva di risate. Ogni tanto, guardando fuori dalla finestra, Dina pensava a quanto fosse cambiata la sua vita, a quante prove aveva dovuto superare per arrivare a quel momento di pace.
Oleg la guardava con affetto, le portava i fiori freschi dal mercato e le preparava il caffè la mattina, scherzando come faceva Andrea, ma con un modo tutto suo, più silenzioso e protettivo. Dina sentiva che, anche se il dolore non sarebbe mai sparito del tutto, aveva trovato un nuovo equilibrio, una nuova felicità.
Lilia, invece, si aggirava per il paese come unombra, sempre elegante, sempre pronta a sorridere, ma con una tristezza che nessuno riusciva a scacciare. Ogni volta che incrociava Dina e Oleg insieme, abbassava lo sguardo e accelerava il passo, come se volesse fuggire da un passato che non le apparteneva più.
Col tempo, la voce della loro amicizia spezzata si affievolì, sostituita dai racconti di nuove storie, nuovi amori, nuove speranze. Ma nel cuore di Dina rimase sempre un piccolo rimpianto per quella ragazza vivace che aveva condiviso con lei sogni e segreti, e che ora sembrava così lontana, persa in una ricerca senza fine.






