Ha rifiutato di pagare per l’intervento della moglie, ha scelto una tomba per lei al cimitero e se n’è andato al mare con la sua amante.

Racconto di un uomo che, rifiutandosi di pagare lintervento per la moglie, le riservò una tomba in un cimitero e poi partì per il mare con la sua amante.

Nella sala di terapia di una clinica privata di lusso a Milano, una giovane donna stava lentamente spegnendosi. I medici giravano intorno a lei con la massima cautela, quasi temessero di disturbare la morte stessa. Continuamente lanciavano occhiate preoccupate ai monitor, dove i segni vitali lampeggiavano fiocamente. Era evidente a tutti: anche le somme più ingenti non riescono sempre a riportare indietro chi è sul punto di attraversare lultimo confine.

Nel frattempo, nella stanza del primario, si teneva una riunione tesa. Medici in camice immacolato erano seduti attorno al tavolo sotto una luce fioca. Al loro fianco, il marito della paziente, un uomo daffari ben curato in un elegante completo, con taglio di capelli alla moda e orologi doro al polso. Il giovane chirurgo Lorenzo Martelli era particolarmente agitato: insisteva con passione per loperazione.

«Non è tutto perduto! Possiamo salvarla!» urlò quasi, facendo vibrare la penna sul tavolo.

Allora intervenne il marito: «Non sono medico, ma sono il più vicino a Cinzia», iniziò drammaticamente, colmo di dolore. «E per questo mi oppongo categoricamente allintervento. Perché farle subire altra sofferenza? Non farebbe che prolungare la sua agonia», disse con tale intensità che anche gli scettici più spietati versarono una lacrima.

Il primario balbettò incerto: «Forse ti sbagli»

Ma Lorenzo balzò in piedi, la voce tremante per la rabbia: «Non capisci che le stai negando lultima possibilità?!»

Il marito, Alessandro Moretti, rimase impassibile come una roccia. Aveva i suoi metodi per influenzare le decisioni e li usava senza esitazione. «Lintervento non avrà luogo», affermò con decisione. «Firmerò qualsiasi rifiuto.»

E così firmò. Un solo colpo di penna e il destino di Cinzia era segnato.

Solo pochi conoscevano il crudele motivo di quella scelta. Bastava osservare per capire tutto. Alessandro si era arricchito grazie a Cinzia: i suoi contatti, i suoi soldi, la sua intelligenza. E ora che lei era sullorlo della vita, già immaginava il giorno in cui avrebbe potuto gestire liberamente il suo impero. La morte della moglie gli era di grande vantaggio e non nascondeva nulla a chi potesse smascherarlo.

Nel frattempo aveva corrotto il primario con un premio impossibile da rifiutare, così da bloccare loperazione. Alessandro aveva già prenotato un lotto nel cimitero per la donna vivente!

«Ottimo lotto», mormorò, passeggiando tra le tombe con laria di un esperto immobiliare. «Terreno asciutto, in una zona elevata. Da qui lo spirito di Cinzia potrà guardare la città.»

Il custode del cimitero, un uomo anziano dagli occhi infossati, ascoltò confuso. «Quando prevedete di portare il corpo?»

«Non lo so ancora», rispose Alessandro indifferente. «È ancora in ospedale. Resiste.»

Luomo inghiottì un colpo di tosse. «Quindi avete scelto un posto per una persona viva?»

«Non intendo seppellirla viva», sbuffò Alessandro. «So solo che presto non soffrirà più.»

Discutere era inutile. Alessandro aveva fretta: doveva partire per una vacanza al largo e incontrare la sua amante di lunga data, una ragazza di nome Maria. Sognava di tornare giusto in tempo per il funerale.

«Che calcolo fortunato», pensò, sistemandosi nella sua Mercedes. «Arriverò, tutto sarà pronto, il funerale e la libertà.»

Il custode non disse altro. La documentazione era in regola, il denaro pagato; nessuna domanda, nessuna obiezione.

Nel reparto, Cinzia lottava ancora per la vita. Sentiva le forze svanire, ma non voleva arrendersi. Giovane, bella, desiderosa di vivere come poteva abbandonare tutto? I medici, però, rimanevano in silenzio, gli occhi bassi. Per loro era già una foglia morta.

Lunico a stare al suo fianco fino alla fine era Lorenzo Martelli, il giovane chirurgo. Insisteva ostinatamente per lintervento, nonostante gli scontri continui con il capo reparto. Il primario, per non rovinare il rapporto con il capo, gli voleva sempre bene, come se fosse un figlio.

Inaspettatamente, Cinzia trovò un altro difensore: il custode del cimitero, Giovanni Ruggeri. Qualcosa nella richiesta di una tappa sepolcrale suscitò il suo sospetto. Studiate le carte, riconobbe il cognome da nubile della donna morente.

Era stata sua ex alunna la migliore della classe, brillante e promettente. Ricordava come i genitori di lei fossero morti anni prima e come fosse diventata una donna daffari di successo. E ora il suo nome compariva nei documenti per la tomba

«E ora è malata, e questo parassita si affretta a seppellirla», pensò il vecchio maestro, ricordando il sorriso compiaciuto di Alessandro. Qualcosa non quadrava. Alessandro non aveva talenti speciali; tutto quello che possedeva era grazie a Cinzia.

Senza esitazione, Giovanni si diresse verso la clinica per almeno salutare o provare a cambiare qualcosa. Ma non gli fu concesso parlare con Cinzia.

«Non serve parlare con lei», gli disse una infermiera stanca. «È in coma indotto. È meglio così, non soffre più.»

«Ma riceve le cure giuste, vero?» chiese il docente, ansioso. «È così giovane»

Cercò il capo reparto, poi il primario, ma udì sempre la stessa risposta: «La paziente è senza speranza, i medici fanno il possibile». Realizzando di non ottenere la verità, Giovanni lasciò la clinica trattenendo le lacrime. Il volto pallido della sua ex alunna, un tempo pieno di vita, lo perseguitava.

Mentre se ne andava, Lorenzo lo chiamò. Era lui a insistere con passione per loperazione durante la riunione.

Giovanni spiegò perché era così colpito: «Non riesco a credere che sia destinata a morire Mi sembra che il marito voglia la sua morte.»

«Sono pienamente daccordo!» esclamò Lorenzo. «Può essere salvata, ma serve unazione decisa!»

«Farò di tutto per Cinzia!» rispose il docente.

Allora venne in mente a Giovanni un ex alunno diventato alto funzionario nel settore sanitario. Lo contattò e gli raccontò la storia di Cinzia.

«Capisci, Romano Venturi, la sua vita dipende da te. Deve vivere!»

«Giovanni, perché mi chiami per nome? Grazie alle tue lezioni sono qui!» rise Venturi, e subito compose il numero del primario.

La chiamata fu decisiva. In breve, la decisione sullintervento cambiò in positivo e Cinzia fu riportata dal baratro della morte.

Nel frattempo Alessandro godeva della sua vacanza in una località balneare della costiera amalfitana, sotto il sole rovente, felice del suo astuto inganno. «È andata alla perfezione! Ho preso una ricca ereditiera quando i genitori erano morti, lho consolata, ho organizzato il funerale e ora mi sto riempiendo le tasche», pensava, accarezzando la coscia di Maria. «Non mi sposerò più con donne intelligenti, meglio una bellezza semplice che possa guidare con il naso.»

Il telefono squillò improvvisamente. Era linfermiera della clinica. Alessandro incrinò: «Troppo presto dovrò interrompere le vacanze.»

«Alessandro! La tua moglie ha fatto lintervento è sopravvissuta. Dicono che sia fuori pericolo.»

«Come hanno fatto? Che significa fuori pericolo?!» urlò, suscitando sguardi perplessi tra i bagnanti.

Capì allora che la sua vita era a rischio. Imballò in fretta le valigie e partì. Maria non capì: «Dim, dove vai?»

«Le vacanze sono finite, devo sistemare le cose!»

A casa, pretese spiegazioni al primario. Aveva pagato per la morte di Cinzia, ma era avvenuto lopposto. Il medico scrollò le spalle: «Non siamo stati noi a decidere. Cerano persone più influenti che hanno preso la decisione.»

«Chi? Chi la vuole?», ribatté Alessandro furioso.

Il primario puntò il dito verso Lorenzo. Quella fu la risposta per Alessandro. Il giovane chirurgo venne licenziato, la sua reputazione rovinata così tanto da non poter più praticare la medicina.

Lorenzo toccò il fondo, ma fu salvato da un incontro casuale con Giovanni. Questultimo gli offrì un lavoro al cimitero. «Non guardarmi così, è meglio di cadere più in basso. Hai salvato una vita, vale molto.»

Lorenzo accettò; non cerano altre vie.

Cinzia si riprese gradualmente. Ogni giorno tornava più forte, la morte si ritirava. Ora doveva riconquistare la sua vita precedente.

Cominciò a indagare. Il marito era freddo, quasi non la visitava più, non si rallegrava del suo recupero. I colleghi agivano stranamente, cera molto non detto. Ma la cosa più importante che sentiva era che era tempo di cambiare le regole del gioco.

Capì presto che i suoi problemi al lavoro erano peggiori della sua malattia. Allinizio i dipendenti cercavano di proteggerla, poi il capo contabile scoppiò in lacrime e confessò tutto:

«Cinzia, la situazione è disastrosa! Alessandro ha orchestrato un gioco ha sostituito tutti, ha preso tutto il potere. Ora i suoi uomini comandano, sono intoccabili. Lunica speranza sei tu, una volta guarita prenderai tutto indietro. E se non lo fai non riesco nemmeno a immaginarlo.»

Cinzia era turbata, ma ancora troppo debole per agire. Cercò di calmare il contabile:

«Non preoccuparti, guarirò presto, tutto tornerà alla normalità. Tieni duro e non fargli vedere che cè qualcosa che non va.»

Era più facile consolare gli altri che sé stessa. In quel momento solo due persone la sostenevano: Giovanni Ruggeri, il suo ex insegnante diventato custode del cimitero, e Lorenzo Martelli, il chirurgo che aveva difeso lintervento. Aspettava un incontro con loro, solo per sentire la loro presenza umana.

Ma improvvisamente scomparvero. Alessandro fu più veloce: pagò unaltra mazzetta ai medici, ordinò di limitare le visite e di vietare a quei due di vedere Cinzia. Li considerava una minaccia per i suoi piani.

Quando Giovanni e Lorenzo capirono di non essere più benvenuti in clinica, Giovanni ricordò lex alunno influente, ma scacciò lidea: «È imbarazzante chiedere di nuovo. Aspetterò, sono sicuro che le cose cambieranno quando Cinzia sarà più forte.»

«E se sarà troppo tardi?», disse Lorenzo con tono cupo. «È ormai circondata dai suoi nemici, è pericoloso per lei.»

Cinzia lo sentì. Sdraiata nella stanza, realizzò la sua impotenza. Alessandro stava preparando la sua presa totale, forse già redactando documenti per dichiararla incapace. Se ciò accadesse, sarebbe tutto finito.

Era quasi impossibile parlare con Alessandro aveva smesso di visitare dopo lultima discussione, quando lei iniziò a fare domande scomode.

«Sembra che vi stiano ancora somministrando medicine troppo forti», le disse freddamente.

«Adesso capisco», pensò Cinzia. Luomo aveva già iniziato a farla sembrare incapace di gestire la sua vita.

I medici rimanevano in silenzio di fronte alle sue domande. Lei non era ancora sufficientemente forte per opporsi. Nessuno, né dipendenti né amici, poteva avvicinarsi.

Lorenzo era tormentato dallansia, ora lavorava come becchino aveva perso tutto dopo il licenziamento. Di tanto in tanto aiutava Giovanni al cimitero, il cuore colmo di pensieri su Cinzia.

Un giorno, durante un funerale di un anziano imprenditore, accadde qualcosa che cambiò tutto. Tra i presenti cerano molti parenti, discorsi di addio e lacrime. Lorenzo, in disparte, osservava la scena, quando improvvisamente notò che luomo morto mostrava ancora un battito.

Prese la mano delluomo, sentì il polso debole, ma presente.

«Fate spazio! Chiamate unambulanza!», gridò la giovane vedova, ma Lorenzo non ascoltò. Con voce ferma ordinò: «Via! Aria fresca! Chiamiamo lambulanza subito!»

Riuscì a rianimare luomo. Qualche minuto dopo fu portato in ospedale. Si scoprì che la moglie, sua nuova sposa, stava cercando di avvelenarlo per ereditare la fortuna. Grazie a Lorenzo, luomo sopravvisse.

Quelluomo era il socio principale della società di Cinzia. Sentito il nome di Lorenzo, lo contattò subito e ascoltò la storia di Cinzza.

«Sul serio?», esclamò, riconoscendo il nome della sua migliore socia. «È la mia partner!»

Il businessman intervenne immediatamente, facendo tornare il controllo dellazienda a Cinzia. Alessandro, spazzato via dal suo potere, scomparve con la sua amante come se non fosse mai esistito.

Il primario e il capo reparto furono licenziati e privati della licenza. Nessuna struttura sanitaria avrebbe più avuto fiducia in loro.

Lorenzo riottenne la possibilità di tornare alla professione. Prima fu reintegrato nella clinica, ma non a lungo: Cinzia decise di aprire un centro medico privato e lo nominò direttore.

Col tempo nacque un sentimento reale tra loro. Sei mesi dopo si sposarono; lospite donore al loro matrimonio fu Giovanni Ruggeri, il vecchio maestro diventato custode del cimitero.

Poco dopo la coppia annunciò una buona notizia: attendevano un bambino.

«Spero che il piccolo non venga disturbato dal nonno», scherzò Giovanni con un sorriso, guardando i felici sposi.

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Ha rifiutato di pagare per l’intervento della moglie, ha scelto una tomba per lei al cimitero e se n’è andato al mare con la sua amante.
Un semplice piatto di zuppa ha riportato alla luce il segreto che la sua famiglia aveva nascosto per 20 anni. Il finale ti spezzerà il cuore.