Abbiamo davvero costruito una villa enorme senza un vero scopo? – La suocera esplode: “Allora ridatemi metà del suo valore!” – Il confronto tra la giovane nuora e la madre di Michele, i piani familiari saltati e la richiesta inaspettata di cinque milioni per la casa appena finita

Allora, mi stai dicendo che abbiamo costruito questa casa enorme senza alcun senso? esplose la suocera, il volto acceso dalla rabbia. Restituiscimi almeno metà del suo valore!
Dobbiamo parlare seriamente, la donna dai capelli corti fissava dritto negli occhi Chiara seduta di fronte a lei. Prima che tu inizi questa relazione con mio figlio, devi sapere alcune cose importanti.
Chiara, una ragazza minuta dai capelli biondi, guardava incredula quella donna che, nella sua vita, aveva visto solo due volte prima di quel giorno, ma che adesso le parlava con una strana autorità.
Se vuoi entrare a far parte della nostra famiglia, devi capire che, per Matteo, la cosa più importante al mondo sono i suoi genitori! esclamò con orgoglio Carmela Bianchi. Non vogliamo una nuora che comandi mio figlio.
Io lo comando? intervenne Chiara, sorpresa e sulle difensive.
Aspetta, fatti finire, la bloccò Carmela con voce brusca. Rimani calma e ascolta fino in fondo.
Chiara abbassò lo sguardo, le guance subito arrossate: temeva di aver già offeso la madre di Matteo.
La loro frequentazione era iniziata da poco e Chiara sapeva di dover essere prudente.
Senti bene, riprese Carmela, noi abbiamo già un piano stabilito: appena Matteo e tu vi sposerete, ci trasferiremo tutti nella casa che stiamo ultimando. Saremo una famiglia affiatata sotto lo stesso tetto!
Che bello, sono daccordo, rispose Chiara con un sorriso tirato, quasi meccanico.
Carmela alzò le sopracciglia, stupefatta dalla prontezza della futura nuora. Non si aspettava una risposta così subito, così remissiva.
Sono felice che tu sia così daccordo con noi! Credo proprio che potremmo diventare ottime amiche, strizzò locchio a Chiara, con unespressione furba.
Poco dopo, si prodigò a lodare Chiara davanti a Matteo: la descriveva come una ragazza dolce, brillante, attenta ad ogni dettaglio famigliare.
Chiara, notando quella strategia, decise di impegnarsi ancora di più per piacere alla donna. Le portava piccoli regali, trovando sempre un pretesto, anche solo per ringraziarla dellaccoglienza.
Dopo un anno, temendo che il figlio e Chiara non arrivassero mai al matrimonio, Carmela cominciò a pressare Matteo.
Ma quando ti decidi a farle la proposta? domandava ogni giorno. Stai attento: una come lei te la portano via in un attimo!
Matteo, dopo averci pensato a lungo e ascoltato i consigli della madre, si decise a chiedere la mano di Chiara, che accettò commossa.
Le nozze furono pagate dalla famiglia di Matteo: un segno tangibile che, davvero, aveva scelto la persona giusta.
Appena sposati, per i primi tre mesi vissero in affitto. Poi, una mattina, Carmela arrivò quasi danzando e annunciò:
Preparate le valigie, ragazzi! La casa è pronta, si parte!
Andiamo? Ma qui stiamo così bene rispose Chiara, accigliata: non aveva alcuna intenzione di vivere con i suoceri.
Come sarebbe a dire? spalancò gli occhi la suocera. Abbiamo deciso così: appena finita, saremmo vissuti tutti insieme!
E chi ve lo impedisce? Basta che non venite a impormi nulla! replicò con fredda determinazione Chiara, ormai mutata rispetto alla ragazza timida dun anno prima.
Carmela, sconvolta da quellimprovviso rifiuto, rimase muta per diversi secondi.
Me lavevi promesso sussurrò, fredda.
Magari lho pure detto, le rispose Chiara con fermezza, ma ora ho cambiato idea. Vivremo da soli! Anzi, visto che andate via, io e Matteo ci trasferiamo nel vostro appartamento.
Come?! Ma che razza di pretesa è questa? Carmela tremava dalla rabbia. È un imbroglio!
Chiara rimase in silenzio un istante, il telefono le tremava in mano, poi attaccò.
La chiamata successiva arrivò a Matteo, ancora seduto in cucina; Carmela voleva sfogarsi con lui. Parlarono a lungo. Quando lui raggiunse la moglie, era un uomo ferito e furibondo.
Che succede? chiese, la voce tagliente.
Cosa cè ora? Chiara incrociò le braccia, rigida.
Mia madre mi ha chiesto dei soldi
Soldi? Ma per cosa?! Chiara era più sorpresa che irritata.
Per la casa! Non le avevi promesso che ci avremmo vissuto tutti? si informò Matteo con aria sospettosa.
Non mi ricordo più cosa le ho detto, fece la vaga Chiara.
Ma le hai confermato che saresti stata daccordo, vero? insisté lui.
Magari allora sì, adesso non più, abbassò lo sguardo.
E io che credevo si stesse solo facendo dei film! La verità è che la casa lha finita per te, dopo le nostre nozze! gridò Matteo.
Vabbè, e allora? Chiara allargò le braccia. Qual è il problema?
In quel momento squillò di nuovo il telefono. Matteo lo passò alla moglie, tagliente:
Parla tu, adesso.
Appena riconobbe la voce di Chiara, Carmela si scagliò contro di lei.
Restituiscimi i soldi della casa! urlava.
Ma che soldi? Ma sei fuori di testa? Chiara sbuffava.
Per colpa tua, abbiamo costruito la casa per niente?! ululava Carmela. Allora rivogliono almeno metà del suo valore!
Ma quale metà! digrignò i denti Chiara.
Duecentocinquantamila euro! Mi dovete duecentocinquantamila euro! sbraitava al telefono Carmela. Se no…
E che vorresti farmi? Non ho firmato nulla, non vi devo niente! rispose decisa Chiara.
In tal caso, interrompiamo ogni rapporto, minacciò la suocera.
Santo cielo! sbottò Chiara, sbattendo il telefono.
Carmela non si diede per vinta. Pretendeva da Matteo cinquemila euro al mese, puntuale, come risarcimento.
Così ci vogliono anni per finire! ringhiò la madre un giorno. O venite a vivere qui, o aumentate i soldi.
Matteo non sapeva più dove sbattere la testa, così, alle strette, accettò le condizioni della madre.
Ma Chiara non ci stava. E così, dopo sei mesi di tensioni e litigi, lei e Matteo si lasciarono per sempre.

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Abbiamo davvero costruito una villa enorme senza un vero scopo? – La suocera esplode: “Allora ridatemi metà del suo valore!” – Il confronto tra la giovane nuora e la madre di Michele, i piani familiari saltati e la richiesta inaspettata di cinque milioni per la casa appena finita
Era il giorno in cui mi invitò a una “piccola riunione di famiglia”.