Svelata la astuta nuora!

30 dicembre, 2025

È stata una giornata che mi ha lasciato con la bocca piena di bile. Accidenti!, ho sputato, irritata, quando ho sentito la voce di Sofia, la madre di Stefano, lamentarsi di quanto fosse lento a capire le cose. Tutto è iniziato qualche settimana prima, quando Sofia, facendo i preparativi per il Capodanno, ha deciso di spostare la lavatrice.

Sofia, che il marito la chiamava affettuosamente Sofia, è sempre stata una donna ordinata. Tuttavia, ultimamente non riusciva più a spostare lingombrante macchina da sola: neanche due persone riuscivano a farla. Il marito, Pietro, aveva iniziato a lamentarsi di cervicite e di ernie intervertebrali, dicendo che non voleva finire su una sedia a rotelle.

Sofia, che non perde mai occasione per sfoggiare la sua precisione, si è detta: Chi ha inventato, lo deve anche tirare! E ha aggiunto che, come tutti gli uomini, non vedeva la polvere: Qui è sempre pulito!. Lultima volta che la lavatrice era stata spostata era stato circa tre anni fa, quando era rimasta in un angolo buio della cucina.

Quando labbiamo tirata fuori, abbiamo trovato una cascata di oggetti: occhiali, due pettini, una lima per unghie, tre mollette, una manciata di bigodini, e persino una bustina di compresse. La polvere non ne ha più bisogno di essere descritta.

Ci è servito laiuto di Stefano, perché Pietro e io non ce la facevamo da soli. Ogni oggetto aveva il suo proprietario, tranne le compresse, che nessuno riconosceva. I bambini, senza saperlo, le chiamavano le pillole misteriose. Si è scoperto che si trattava di una forma di contraccezione.

Nella casa vivevamo quattro persone: io, Pietro, il nostro figlio Stefano, e sua moglie Ginevra. Tre di loro erano esclusi dalla ricerca: i due uomini perché, beh, erano uomini, e Sofia perché era in menopausa. Restava solo Ginevra, ma cera un problema: Stefano era sterile.

Avevamo scoperto tutto durante il primo matrimonio di Stefano con Alessia, che non riusciva a rimanere incinta nonostante il suo desiderio di avere figli. Dopo una serie di accertamenti, lo spermiogramma di Stefano era disastroso: pochi spermatozoi e quasi immotili, conseguenza di una rogna dellinfanzia, la parotite, che gli aveva rovinato la fertilità. Alessia, ormai stanca, se ne era andata, rifiutando ladozione.

Da due anni Stefano era sposato con Ginevra. Ma perché prendere la pillola se il marito è già sterile? Questa domanda ha acceso la curiosità di Sofia, che ha iniziato a riflettere. La risposta è sembrata ovvia: qualcuno doveva fornire la pillola, forse il compagno di Ginevra.

Una delle ipotesi più improbabili è stata che le compresse fossero di Pietro, e che fossero state usate da Ginevra. Alla fine, la risposta è tornata su Ginevra, la nuora che Sofia non sopportava.

Stefano lavorava come cromatografo, una professione quasi sconosciuta a noi. Cosa fa, un cromatografo? ci chiedevamo. È un chimico analitico che usa la cromatografia per studi farmaceutici, una delle branche più avanzate della scienza odierna. I genitori erano orgogliosi del figlio, che aveva avuto una moglie precedente, una ragazza di Roma con laurea.

Nella nuova casa, Ginevra era stata avvisata chiaramente che non avrebbero avuto figli. A differenza di Alessia, la notizia non laveva turbata; era pronta a vivere per sé e per Stefano. Anche lei aveva già avuto un matrimonio precedente senza figli.

La coppia viveva con i genitori di Stefano in un appartamento di tre stanze, risparmiando per un acconto su una casa più grande. Tutto andava bene finché non sono riemersi quei misteriosi flaconi di pillole. Nel frattempo, Ginevra, soprannominata la nuora scherzosa, si divertiva a chiamare Sofia zia Sofia.

Ginevra era bella e intelligente, e non aveva alcun problema con Stefano. Il loro rapporto sembrava una particella estranea inserita in una casa dove il disordine regnava, come un colibrì in un nido di rondini di argilla.

Il problema non era il lavoro di Stefano, che andava a gonfie mani, ma la sua incapacità di occuparsi dei dettagli quotidiani. Pensava continuamente alla cromatografia, trascurando le piccole cose. Sofia, una donna sveglia e critica, non vedeva in loro una coppia solida e si opponeva al matrimonio:

Ti rovinerà, Stefano, ti rovinerà!

Perché, mamma? chiedeva il figlio, Ci amiamo!

Tu la ami, ma non sappiamo se lei ti ama davvero!

Stefano rispondeva con fervore, ma Sofia rimaneva dubbiosa. Pensava che Stefano, nonostante il suo aspetto trasandato, fosse un pezzo di carne attraente per molte donne. Ginevra, daltro canto, era una ragazza di campagna arrivata a Roma per cercare fortuna, e aveva colpito Stefano con la sua spontaneità.

Un giorno, Stefano la incontrò in un bar dove Ginevra lavorava come cameriera. Dopo qualche scambio di battute, la invitò a un appuntamento. Nonostante la sua timidezza, lei accettò e presto divennero una coppia. Stefano iniziò a pensare di fare una proposta, poiché ormai era libero dalla sua ex Alessia.

Fu Ginevra a prendere liniziativa:

Che ne dici di formalizzare la nostra relazione?

Sofia, furiosa, sbottò:

Stai per sposare questa? Non cè neanche dove fare il test!

Pietro, cercando di difendere la figlia, intervenne: Mamma, non parlare così di Ginevra! Non è così!

Sofia, irritata, replicò: È pronta a saltare fuori dal letto con il padre!.

Pietro rimase perplesso, ma Sofia non mollava: Io lho vista! Tu non lhai notato, ma io lo so!

Il conflitto continuò, con Pietro che la accusava di generalizzare e Sofia che sosteneva che tutti gli uomini, tranne lui, fossero dei tori. Alla fine, però, si è capito che Stefano aveva trovato la sua metà.

Il matrimonio si è celebrato e Sofia, con unespressione trista, ha detto: Baba Yaga è contro di noi!. Ginevra ha preso la piccola casa di un palazzo degli anni 50, poiché non avevano ancora una loro abitazione. Poi, sono emerse le compresse.

Dopo una notte di tormenti, Sofia ha deciso di parlare con Stefano.

Ho trovato queste pillole non sono di Ginevra? ha chiesto.

No, perché le dovrebbe prendere lei? ha risposto Stefano, perplesso.

E se fossero davvero le sue? Sarebbe un tradimento? ha insinuato Sofia.

Stefano, confuso, ha chiesto se forse le compresse fossero di Pietro. Sofia, frustrata, ha sbottato: Accidenti! Ma chi è così ottuso?

Ma non è possibile che Ginevra mi tradisca, ha pensato Stefano, mentre Sofia gli suggeriva di confrontarsi.

Sì, parlane con lei, ma cosa dirò? ha chiesto Stefano.

Sii onesto, dille che sai tutto, ha risposto Sofia.

Se mi chiede di preciso che cosa so? ha continuato Stefano.

Che conosci il suo piccolo segreto, gli ha risposto Sofia, accendendo la sua mente di analista.

Il dialogo è degenerato in accuse personali e, a malapena, Stefano ha accettato di parlare.

Le parole di Ginevra, quando Stefano ha dichiarato di sapere tutto, sono state:

Bene, tanto meglio, Stefano!

Cosa è meglio? ha chiesto Pietro, non capendo.

Che sai di Edico! ha risposto Ginevra, riferendosi al suo segreto.

Di chi?, ha insistito Stefano, realizzando di essere davvero un po stupido.

È vero, allora me ne vado! ha detto Ginevra, raccogliendo le sue cose e uscendo.

Il suo addio è stato un colpo per Stefano: Forse avrei dovuto non aprire quella scatola.

Sofia, con la sua ossessione per la pulizia, si chiedeva perché si fosse spostata la lavatrice.

Alla fine, il vero nemico risultò essere Sofia stessa, che aveva messo gli occhi nella sabbia come uno struzzo, negando i problemi.

Stefano ha insistito: Tu non hai mai amato Ginevra!

Sofia, spaventata, ha risposto: La tua Ginevra è una ! Non ti fa male? Corri, forse la raggiungi!

Il conflitto è esploso, Stefano è uscito di casa, ha vagato per le strade di Roma, ha raccolto le sue cose e se ne è andato. Prima di chiudere la porta ha detto:

Rimani sola con i tuoi angoli puliti! Hai ottenuto quello che volevi.

Ginevra è partita, ma il risultato collaterale è stato anche lallontanamento di Stefano. Pietro non ha sostenuto la moglie e, alla fine, il Capodanno lo hanno passato solo, senza suonerie né chiamate.

Io, Pietro, continuo a ritrovarmi a rimproverare il marito per la sua pigrizia, mentre il nuovo anno si avvicina. Il pensiero che mi assale è che, se non persegui troppo la perfezione, potresti non scoprire una catena di eventi spiacevoli. La pulizia maniacale non è sempre virtù; a volte la vita ha bisogno di un po di disordine per non fermarsi.

Lezione personale: la ricerca ossessiva della perfezione può trasformare un semplice spostamento di una lavatrice in un turbine di incomprensioni e rotture. Meglio accettare qualche macchia e vivere con più leggerezza.

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