Non ho mai amato mia moglie e glielho detto più volte. Non era colpa sua in fondo vivevamo abbastanza bene.
Non mi ha mai fatto scenate, non mi ha mai rimproverato nulla era sempre dolce e premurosa. Ma il problema era sempre lo stesso: mancava lamore.
Ogni mattina mi svegliavo con il desiderio di andarmene. Sognavo di incontrare una donna che avrei potuto davvero amare. Ma mai avrei immaginato che il destino avrebbe sconvolto ogni cosa.
Con Martina mi sentivo sereno. Non solo si prendeva cura della casa in modo impeccabile, ma era anche bellissima. I miei amici mi invidiavano, non capivano come avessi fatto a sposare una donna come lei.
Nemmeno io capivo cosa avessi fatto per meritare il suo amore. Sono un uomo normale, niente di speciale rispetto agli altri. Eppure lei mi amava… Come era possibile?
Il suo affetto e la sua dedizione non mi lasciavano tranquillo. Mi tormentava ancora di più il pensiero che, se lavessi lasciata, qualcun altro avrebbe preso il mio posto. Qualcuno più ricco, più affascinante, più realizzato.
Solo immaginare Martina tra le braccia di un altro mi faceva impazzire. Era mia, anche se non lavevo mai amata per davvero. Quel senso di possesso era più forte della ragione. Ma si può passare una vita intera con qualcuno che non si ama? Pensavo di sì, ma mi sbagliavo.
Domani le dirò tutto, decisi una sera prima di addormentarmi. Al mattino, durante la colazione, trovai il coraggio.
Martina, siediti, ti devo parlare.
Certo, dimmi pure, amore.
Immagina che ci separiamo. Io me ne vado, viviamo divisi…
Martina rise:
Ma che discorsi sono questi? È uno scherzo?
Ascoltami fino in fondo. È una cosa seria.
Va bene, immagino E poi?
Rispondimi sinceramente: troveresti qualcun altro se io me ne andassi?
Matteo, che ti succede? Perché pensi di andartene?
Perché non ti amo e non ti ho mai amata.
Cosa? Stai scherzando? Non capisco niente.
Voglio andare via, ma non ci riesco. Il pensiero che tu possa stare con un altro non mi lascia in pace.
Martina rimase in silenzio qualche secondo, poi rispose calma:
Non troverò mai nessuno meglio di te, quindi non preoccuparti. Vai pure, non starò mai con nessun altro.
Lo prometti?
Certo, mi disse Martina con sicurezza.
Ma dove dovrei andare?
Non hai un posto dove andare?
No, siamo sempre stati insieme. Probabilmente dovrei restare vicino a te, dissi sconsolato.
Non preoccuparti, rispose Martina. Dopo il divorzio venderemo lappartamento e ne prenderemo due più piccoli.
Davvero? Non mi aspettavo che mi aiutassi così. Perché lo fai?
Perché ti voglio bene. Quando vuoi bene davvero a qualcuno, non puoi costringerlo a restare.
Passarono alcuni mesi e divorziammo. Poco dopo scoprii che Martina non aveva mantenuto la promessa. Aveva incontrato un altro uomo, e gli appartamenti che aveva ereditato dalla nonna non aveva mai avuto intenzione di dividerli. Sono rimasto senza nulla.
Ora come posso fidarmi ancora delle donne? Non ne ho la minima idea.
Secondo voi, come si è comportato Matteo?



