I parenti senza pietà abbandonano in strada la scatola con i micetti: Corgi li segue e si rifiuta di tornare a casa, per lui ormai tutto era finito… Ma nel cuore di una palazzina italiana, la solidarietà del quartiere e una nonna dal cuore burbero cambiano per sempre il destino di Corgi, Pròpaska e i tre cuccioli

I parenti non ci pensarono due volte: misero subito la scatola con i gattini fuori sul marciapiede. Baldo li seguì da solo, e si rifiutò categoricamente di rientrare in casa. Per lui, ormai lì era tutto finito
I parenti non si persero in chiacchiere: la scatola con i gattini fu lasciata, senza troppe cerimonie, davanti al portone nella strada assolata di Bologna. Baldo, in silenzio, li seguì, e non volle assolutamente rientrare nellappartamento ormai vuoto. Per lui, quella casa non era più un rifugio.
Il cane, che mio nonno affettuosamente chiamava Baldo, in realtà non era affatto di razza. A malapena ricordava, da lontano, quei simpatici cagnolini bassi e allegri che si vedono a passeggio nelle nostre città. Da vicino era un vero meticcio: pelo fulvo, zampette tozze, e quella coda sempre in movimento che scodinzolava ogni volta incontrasse qualcuno.
Baldo era una forza della natura: socievole alleccesso, incredibilmente curioso e buono come il pane. Al giardinetto sotto casa, dove il nonno lo portava a camminare, ormai lo chiamavano il terremoto: non a sproposito. Appena gli toglievano il guinzaglio, si gettava nella mischia: cercava lamicizia di tutti cani, umani, bambini. Voleva correre, giocare, conoscere. Quella era la sua vera missione.
Quando i proprietari di altri cani vedevano Baldo arrivare, spesso cambiavano strada: sapevano che altrimenti sarebbero rimasti a lungo fermi lì. Nemmeno i loro cani riuscivano a resistere a Baldo: si fermavano giocosi, dimenticandosi di tornare indietro. Così i padroni erano costretti a richiamarli, a gesti e parole, talvolta persino a lanci di ramoscelli, pur di cacciare Baldo.
Ma lui, offeso, non si era mai sentito nella vita: non conosceva nemmeno il significato di questo sentimento.
Il suo padrone invece, il vecchio Giuseppe, guardava spesso sconsolato da lontano, mentre vedeva gli altri tentare di scacciare il suo amato compagno. Qualcosa gli si spegneva dentro. Ogni tanto provava a intervenire, ma Baldo sembrava capire tutto: gli afferrava il pantalone, lo tirava via, poi si accovacciava sulle sue ginocchia, lo riempiva di leccate e tutto tornava come se nulla fosse successo.
Un giorno, mentre il nonno si era addormentato su una panchina allombra degli alberi, Baldo come suo solito curiosava poco lontano. Quando si svegliò, non trovò solo il cane, ma anche un gatto. Un compagno fulvo dai baffi fieri seduto lì, immobile, che lo fissava.
Ti sei già trovato un nuovo amico? chiesi sorridendo.
Baldo scodinzolò vivacemente, leccò prima me, poi anche il gatto, e infine si accovacciò felice accanto a noi. Il gatto, che di sicuro non era un randagio abituato al lusso, si sistemò lì e accettò volentieri qualche pezzetto di pollo e un biscotto per cani dalle mani del nonno. Era evidente che non era abituato alle comodità.
Quando il nonno si incamminò verso casa, Baldo si piantò deciso accanto al nuovo amico.
E questo adesso che significa? sbottò il vecchio.
Ma Baldo fu irremovibile: se il gatto non entrava, lui nemmeno. Il nonno provò a protestare:
Abbiamo già abbastanza problemi da soli
Ma ormai era chiaro che non sarebbe stato ascoltato. Sospirò:
Va bene, baffuta, se Baldo ha scelto te, venite pure tutti e due. Forse la casa sarà persino più allegra.
Più tardi scoprimmo che il gatto era una femmina. E qualche mese dopo, nellappartamento comparvero tre soffici gattini. Baldo era il più felice di tutti: si prendeva cura di loro, giocava, dormiva con loro, mentre Mimì così battezzò il nonno la gatta osservava tutto dallalto del davanzale con aria sorniona.
La routine si ristabilì. Il nonno prese ogni cosa necessaria per la nuova famiglia, e si mise persino a leggere consigli su cani e gatti. Allinizio i condomini lo prendevano in giro, ma poi si commossero: ogni mattina vedevano lallegra combriccola Baldo, Mimì e i tre micini scendere insieme in cortile.
Ormai il giardinetto era stato sostituito dallandrone del palazzo: più vicino, più sicuro. Tutti ormai salutavano; alcuni si sedevano sulla panca accanto. Baldo, Mimì e i gattini erano felici.
Poi accadde ciò che nessuno si aspettava. Una domenica di sole, quando il cortile era pieno di voci e risate, Baldo improvvisamente lanciò un guaito. Tutti si avvicinarono di corsa.
Il nonno era lì sulla panchina, leggermente accasciato su un lato, con un sorriso sereno sul volto. Guardava i suoi amici pelosi, ma lo sguardo era ormai distante
Per qualche giorno furono i vicini a dare da mangiare agli animali. Poi arrivarono i parenti lontani. Furono loro a mettere fuori la scatola, con i gattini e Mimì. Baldo li seguì. Quella casa, senza più il nonno, aveva perso di ogni senso per lui.
I vicini li guardarono con tristezza: nessuno però poteva permettersi cinque animali. Così restarono lì, vicino alla panchina Baldo, Mimì e i tre gattini.
Vennero le prime piogge dautunno. Fredde, malinconiche. Mimì cercò di proteggere i piccoli con il suo corpo; Baldo senza esitazione si rannicchiò sopra di loro per ripararli dal freddo.
Fu la signora Rosa del primo piano, famosa per il suo caratteraccio, a non resistere oltre. Uscì di corsa sotto la pioggia, in vestaglia e ciabatte, imprecando contro tutto e tutti. Acchiappò i gattini, strinse a sé Mimì e poi si rivolse a Baldo:
Dai, avanti! In casa, subito!
E Baldo la seguì felice, scuotendo vigorosamente la coda.
Ora a portare in passeggiata la piccola tribù ci pensava lei o i suoi nipotini che i figli le appioppavano ogni pomeriggio. In modo sorprendente, la scorbutica signora Rosa divenne il cuore della casa. Le vicine cominciarono a farle trovare crostate, polpette e altre bontà soprattutto per i più piccoli. Lei borbottava, ma la si sorprese più volte a commuoversi di nascosto.
Un giorno, arrivò anche lamministratore. Si sedette, bevve un tè con lei, scambiarono due parole. Quando si stava per congedare, Rosa lo fermò:
Ehi! Hai dimenticato la tua busta! Ma lo sai che è piena di euro?
Luomo si fermò:
Non mi sono dimenticato niente. Quella è per lei. Da parte di tutto il palazzo. Un piccolissimo gesto: chi ha potuto, ha donato qualcosa. La prego, non dica di no.
La donna rimase senza parole. Poi, spinta da un impulso mai provato prima, lo baciò sulla guancia. Lamministratore se ne andò tanto da dimenticarsi pure lascensore, salì a piedi, borbottando.
Allora? chiese poi la moglie. Ha accettato?
Certo! rispose lui sorridendo. Le ho detto che era tutto da parte del condominio.
Hai fatto bene concluse la moglie. A noi non manca niente. A lei invece sì, sola con tre nipoti. Sai che facciamo? Le porterai qualcosa ogni mese. Io intanto mi informo dalla mia amica ai servizi sociali: facciamo risultare che arrivano gli aiuti da loro
La signora Rosa ancora lì sotto al portone sentì tutto. Si coprì la bocca con una mano e pianse in silenzio. Poi rientrò in casa, fermandosi sulluscio. E rivolgendosi a Baldo disse:
Vedi, caro A volte anche una bugia può diventare una benedizione.
Baldo le si accucciò accanto, Mimì le strofinò dolcemente la testa contro la mano. La signora li carezzò entrambi e aggiunse sottovoce:
Grazie a voi. Non per me Ma per i miei nipoti.
E così fu. Forse questa è la fine. O forse no: la signora Rosa tirò su tutti e tre i nipoti. Due di loro li accompagnò persino allaltare. Ora Baldo e Mimì vivono con una delle nipoti. E vengono ancora amati ogni giorno.
Questa è la storia. Il resto… lasciamolo tra le pieghe della vita, così non sciupiamo la bellezza che ci è rimasta dentro.
Oggi, ripensando a tutti questi anni e a quei giorni pieni di lacrime e gioie, ho capito una cosa: non si è mai soli ad affrontare il dolore, se si ha il coraggio di aprire il cuore e lasciarsi aiutare. E a volte, la famiglia la scegliamo semplicemente tendendo la mano e dicendo Vieni anche tu.

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I parenti senza pietà abbandonano in strada la scatola con i micetti: Corgi li segue e si rifiuta di tornare a casa, per lui ormai tutto era finito… Ma nel cuore di una palazzina italiana, la solidarietà del quartiere e una nonna dal cuore burbero cambiano per sempre il destino di Corgi, Pròpaska e i tre cuccioli
IL SUONO DEL CAMPANELLO