La donna si avvicinò a me come unombra opprimente e ripeté, quasi a sussurrare:
Non capite. Questo ritratto non è solo prezioso per me. È inestimabile. Se lo rovinerà o, Dio non voglia, lo distruggerà, morirò.
Io sorrisi. Certamente era una pazza. Giovane, alta, bella, non doveva avere più di quaranta anni. Sul documento ne aveva sessantadue. Che lavoro ha fatto la natura con il suo aspetto!
Perché non avete chiamato la polizia? chiesi Il nostro studio si occupa più di sorvegliare tradimenti coniugali, se vuoi.
Il ritratto non ha valore artistico o antiquario, ma per me è inestimabile, tagliò fuori Anna Rossi, affondando nella poltrona, a mostrare che non intendeva andarsene né rinunciare al suo intento.
Dopo un minuto rifletté e aggiunse:
Pagherò tre volte il dovuto.
Mi fermai a pensare. Era un compito di poco conto: tenere docchio la nuora, accertarsi che il ritratto fosse nelle sue mani, farla cedere senza violenza. Ma la curiosità ebbe la meglio.
Che cosa rende così caro il suo ritratto? chiesi.
Andrea Bianchi, le racconterò, anche se non mi crederà sospirò Anna.
***
Quarantasette anni prima.
Nonna Zaira, che facciamo? Caterina coprì il viso con le mani e singhiozzò, guardando la piccola Allegra, distesa sul letto, che lentamente spegneva giorno dopo giorno.
Non posso più fare nulla, Caterina, scusa bisbigliò la nonna con la bocca senza denti È tardi, la tua figlia è già sotto il manto della terra.
Caterina alzò la voce ancora più forte, e, presa dalla disperazione, iniziò a graffiarsi la faccia con le mani. Zaira si contorse, poi pensò. Conosceva Caterina fin da piccola e provava un immenso rammarico per la madre disperata.
Va bene, non piangere, cè un modo.
Caterina tacque, fissando la curandiera con speranza.
Devi trovare un pittore di icone, qualcuno che dipinga il Cristo. Lui dovrà, in tre notti, realizzare un ritratto a figura intera della tua bambina. Pagherai esattamente centinaia di euro e me lo porterai; io farò il necessario. Poi venderai il ritratto a quindici centesimi a chi lo custodirà come della propria vita. Se il ritratto verrà rovinato o distrutto, la tua figlia morirà. E ricorda: Allegra non deve mai vedere quel ritratto, né toccarlo!
Seguendo il consiglio di Zaira, Caterina si recò in un convento e commissionò a un iconografo il ritratto della figlia. Dopo tre notti lopera fu consegnata a Caterina, che la passò a Zaira. Quindi, come previsto, la vendette a quindici centesimi alla sorella.
Sorprendentemente, la piccola Allegra si riprese presto, tanto che i medici ne rimasero perplessi. Dopo qualche mese dimenticò anche la malattia. La sorella di Caterina, Paola Arcangela, conservò il ritratto nella cornice sotto una lastra di vetro, per impedirne il deterioramento. Allegra crebbe, sposò, ebbe due figli e divenne insegnante.
***
Allora, sorrise io Come avete saputo del furto del ritratto?
Oh, è stato un vero incubo, Andrea! agitò Anna la mano Oliva, quella spiumata, povera di nulla si è separata dal mio Stas, non mi ha lasciato vedere il nipote. Mi odiava così tanto che ha rubato il ritratto. Si è introdotta nella casa della zia Paola, che ormai era quasi dimenticata, e lha preso. Poi mi ha chiamata e ha detto che lo aveva e che ora farebbe ciò che le avrebbe ordinato. Una persona meschina, le dico
Anna strinse le labbra con una forza quasi dolorosa, gli occhi accigliati lanciavano fulmini. Sentivo la sua rabbia per la nuora tradita come unenergia palpabile, ma decisi di non approfondire la causa di quel conflitto. Tre volte il compenso, quindi dovevo recuperare il quadro
***
Non ci volle molto a localizzare il dipinto. Oliva era una giovane donna minuta, capelli castani ricci, grandi occhi castani su un viso angoloso. Lavorava come infermiera di pronto soccorso e spesso era fuori casa. Avrei potuto forzarle lingresso con una grimaldella, ma sapevo che non era una sciocca.
E avevo ragione: Oliva viaggiava spesso fuori città per vedere i genitori. Decisi di applicare pressione, di farle rivelare dove custodiva il ritratto. Mentre la seguivo, mi chiesi perché non vedessi il suo bambino, quello che, secondo Anna, nascondeva alla suocera e allex marito.
La porta si aprì e apparve una bambina fragile. Mostrò il tesserino da detective privato e disse:
Buongiorno, Olga. Sono qui per conto di Anna Rossi. Se restituisci il ritratto volontariamente, la polizia non saprà nulla e tutto si dimenticherà.
Olga, sorpresa, poi accigliata, rispose:
Così? Questa vecchia strega ha assunto un investigatore. Ha paura Va bene, vi do il ritratto. Un attimo
Si infilò nella casa, tirò una mazzo di chiavi dal gancio, si avvicinò al tavolo e infilò qualcosa in tasca. Non capii che fosse.
Uscì, mi fece cenno di seguirla. Con passo leggero si avvicinò a un capannone diroccato lungo il recinto, aprì la serratura, accese linterruttore; una lampadina fioca illuminò la stanza. Su uno scaffale, tra barattoli vuoti, cera il ritratto di una giovane Anna.
Un uomo anziano sbucò dalla casa:
Oliva! Che cosa vuoi della mia figlia?! lo fissò con occhi azzurri, i pugni stretti, pronto a balzare su di me.
Mi stupii della sua reazione aggressiva; era la prima volta che mi vedeva.
Sei tu quella vecchia? sibilò il padre di Oliva.
Sì, papà, calmati. È per il ritratto. Lo darò
Improvvisamente Oliva afferrò un martello, infranse il vetro che custodiva la tela con il suo volto. Prima che potessi intervenire, sguainò un coltellino e, con pochi rapidi colpi, stracciò limmagine di Anna.
Presi il coltello, ma il ritratto era già rovinato.
Perché lhai fatto? chiesi, furioso.
Oliva si liberò dalle mie mani, alzò il mento:
Anche se la leggenda della vita dipinta fosse falsa, che la bestia possa infuriarsi!
Perché odi così tanto Anna? chiesi.
Da due anni lottò in tribunale per il mio figlio rispose, le labbra tremanti Dopo il divorzio con Stas, il giudice ha dato la custodia al padre, ma Stas, sotto linflusso della madre, ha preso il bambino da me. Non lo restituisce, la polizia non fa nulla! Io non ho visto il mio bambino da due anni!
Oliva urlò, mentre io osservavo il ritratto lacerato, notando lo sguardo maligno dipinto sul volto. Era una vendetta crudele, ma il compito doveva concludersi.
Ti sono molto vicino le dissi dolcemente ma devo restituire il ritratto ad Anna.
Prendilo, sbatté la mano, il suo corpo tremando. Sentii pietà, ma presi la tela rovinata e mi diressi verso lauto.
***
Arrivato alla villa di Anna, vidi unambulanza parcheggiata al cancello. Appena sceso, due medici, accompagnati da un giovane uomo, trasportavano una barella coperta.
Il giovane notò il ritratto nelle mie mani, mi guardò e disse qualcosa ai medici, poi si avvicinò:
Allora, la mamma non ha inventato tutto questo
si asciugò una lacrima con il dorso della mano e fissò il dipinto distrutto.
Sei Stas? chiesi.
No, sono suo fratello, Boris scosse la testa Stas è allestero con il figlio. Quando è successo?
Boris indicò il ritratto.
Mezzora fa risposi.
Lui annuì più volte:
La mamma è morta mezzora fa. Un infarto massiccio.
***
Una figura fragile balzò fuori dalla casa. Probabilmente Oliva aveva visto la mia auto dal finestrino. Il ragazzo, che fino a quel momento dormiva sul sedile posteriore, si svegliò, aprì la porta e gridò:
Mamma!!!
Corse verso di lei, spalancò le braccia e fu subito avvolto in un abbraccio materno.
Io rimasi lì, sorridendo stupito, pensando che quella fosse la ricompensa più preziosa per il mio lavoro. Non mi serviva alcun triplo compenso, soltanto la consapevolezza che a volte il valore più grande è la riconciliazione di cuori spezzati.
La lezione è chiara: il denaro può comprare quadri, ma solo il perdono può ristabilire le vite.







