Ho calcolato su un bambino tranquillo.
Che smetta di piangere, una volta per tutte! ha sfogato Andrea, sbattendo la porta della camera da letto con forza.
Alessandra ha sospirato, stringendo più forte al petto il piccolo Matteo. Il neonato di sei mesi continuava a singhiozzare senza sosta, il visetto arrossito per la tensione. Lo cullava cantando una ninna nanna, ma il bambino non si calmava.
Dai, piccino, addormentati gli sussurrava, accarezzandogli la schiena mamma è qui, tutto sta bene.
Gli ultimi mesi per lei erano stati una maratona di notti insonni e preoccupazioni. Matteo cresceva irrequieto, ammalandosi spesso e svegliandosi nel cuore della notte. Alessandra aveva accettato questa realtà, immergendosi completamente nella maternità, mentre Andrea sembrava vivere in un mondo parallelo, dove non esistevano né bambini che piangono né responsabilità.
Mentre la cullava, i pensieri di Alessandra tornavano alla chiacchierata di ieri con la sua amica Irene.
Ti dà una mano, lui? aveva chiesto Irene, mescolando il caffè.
Che dire, ha scosso la testa Alessandra Andrea è sempre al lavoro, con gli amici o da sua madre. Torna a casa solo per dormire.
E i soldi? Capisce che sei in congedo?
Alessandra ha sorriso amaramente.
A volte li dà, ma è disperatamente poco. Pannolini, latte in formula, medicine costano una fortuna.
Guardando finalmente Matteo addormentato, lha messo delicatamente nella culla, è uscita dalla cameretta e ha raggiunto la cucina. Lappartamento le ha risposto con silenzio: Andrea era già profondamente addormentato.
Le due settimane successive sono state un incubo. Matteo non dormiva più di notte, il suo pianto riempiva tutto lappartamento. Alessandra era al limite della resa, mentre Andrea, tornato alle prime luci, la rimproverava sempre di più.
Lo fai apposta? ha sbottato una notte, strappando il cuscino dal letto. Perché non riesci a calmarlo? Io ho bisogno di dormire!
Alessandra ha continuato a dondolare il piccolo Matteo.
Ci sto provando! È solo un bimbo, ha i dentini che spuntano, gli fanno male.
Andrea ha afferrato la coperta e si è dirottato verso la porta.
E a me importa? Vado a dormire in salotto. E tu sistemati questo chiasso!
I giorni si susseguivano. Andrea appariva a casa sempre meno. Alessandra quasi non gli parlava più, non aveva più forze neanche per una frase.
Una sera, tornata da una passeggiata, ha aperto la porta. Andrea era nel corridoio, con una valigia da viaggio in mano.
Che succede?
Non lha guardata né lui né il bambino.
Me ne vado da tua madre ha chiuso la zip della valigia. Finché questo finché il piccolo non cresce, non abito più qui.
Alessandra è rimasta immobile, incredula.
Stai scherzando?
No ha risposto Andrea, senza alzare lo sguardo. Anchio voglio dormire di notte. Qui è impossibile: il bimbo urla sempre e tu non fai nulla.
Con cautela ha sistemato il passeggino per non svegliare Matteo, incrociando le braccia sul petto.
Ti ricordi che volevi questo figlio? la sua voce tremava di rabbia trattenuta. Dicevi che era il momento giusto, che ce la faremmo insieme.
Non pensavo fosse così difficile ha sbuffato Andrea, alzandosi. Contava su un bambino normale, tranquillo.
Alessandra lha guardato mentre prendeva la valigia e si avviava verso la porta. Non aveva più energia per litigi. Il passeggino si è mosso da solo, e lei ha iniziato a dondolarlo.
Ti chiamo ha detto Andrea, e se ne è andato.
Alessandra è rimasta immobile nel corridoio per qualche minuto, poi è scesa in cucina e si è seduta sulla sedia, le lacrime scivolavano sul viso senza che se ne accorgesse.
Il giorno dopo ha telefonato a sua madre.
Lina, amore, cosa è successo? la voce della madre era preoccupata.
Andrea è partito. Ha detto che tornerà quando Matteo sarà più grande.
Che partito? ha ribattuto la madre. Che padre è quello? Vai a chiedere il divorzio e chiedi gli alimenti. Non aspettare!
Per due settimane Alessandra ha sperato in una chiamata, non voleva distruggere la famiglia così in fretta. Ma il telefono è rimasto silenzioso; Andrea era sparito come se non fosse mai esistito.
Allora ha deciso di non aspettare più.
A casa lattendeva già il suo ex marito.
Che cosa hai fatto? Perché hai chiesto il divorzio? Siamo una famiglia! Io sono il padre!
Alessandra ha sorriso.
Padre? Sei stato via per quasi un mese. Non mi hai nemmeno chiamato! Non ti sei informato su Matteo!
Ho preso una pausa! Avevo bisogno di tempo per pensare.
Lei si è voltata.
Io avevo bisogno di un marito, non di un codardo che scappa quando le cose si fanno dure. Io gestisco tutto da sola. Che senso ha un marito così?
Si sono separati rapidamente. Alessandra è riuscita a far pagare gli alimenti ad Andrea. Il primo anno di vita di Matteo è trascorso senza padre. Andrea chiamava una o due volte al mese, chiedendo come andava, ma nulla di più.
Quando Matteo ha compiuto un anno e mezzo, il bambino si è calmato e Andrea è ricomparso più spesso, chiedendo di passare i fine settimana con loro, tutti e tre insieme.
Voglio far parte della vita di mio figlio! Dammi una possibilità.
Alessandra ha acconsentito, non voleva privare Matteo del padre. Così è passato ancora per sei mesi.
Dopo una pausa al bar, sono tornati allappartamento di Alessandra. Lex ha chiesto di entrare in bagno per lavarsi le mani. Alessandra ha annuito e si è occupata di Matteo, cambiandolo e mettendolo nel parco giochi con i suoi giochi.
Alessandra! è scoppiato un urlo dal bagno. Che cosè questa? Puoi spiegarmi?!
Alessandra ha guardato il corridoio; Andrea era nella porta del bagno, stringendo uno spazzolino da denti.
Che succede?
Andrea era rosso di rabbia.
Perché ce ne sono due? Due spazzolini. Me lo spieghi?
Alessandra ha alzato le spalle.
È lo spazzolino del mio ragazzo. A volte viene da me. Che cè di male?
Il volto di Andrea si è contorto.
Mi tradisci?! Non ti vergogni?
Tradisco? ha sussurrato Alessandra, sorpresa. Andrea, siamo divorziati da più di un anno!
Il divorzio è solo una formalità! ha agitato lo spazzolino. Ti aiuto con il bambino. Pensavo che, quando Matteo fosse cresciuto, sarei tornato! Ti farei di nuovo una proposta!
Alessandra non ha potuto nascondere lo stupore.
Hai mai chiesto se mi serve un marito così? Io ti sopporto solo per il figlio. Ti ho dimenticato da tempo, già da quando sei andato via!
Andrea ha continuato a gridare:
Che donna volubile! Hai distrutto la nostra felice famiglia! Non hai lasciato al figlio crescere con il padre! Hai portato in casa un tipo sconosciuto!
Matteo nel parco giochi ha iniziato a piagnucolare, spaventato dalle voci alte. Alessandra lo ha preso in braccio.
Questo tipo sconosciuto mi ha davvero aiutata ha detto sottovoce, calmando il piccolo. Lho incontrato tre mesi dopo il divorzio, lavoravo da casa e mi occupavo da sola del bambino. È stato un caso, lo ho incontrato al supermercato, ero quasi a zero energia.
Ha accarezzato la testa di Matteo e ha continuato:
Marco è diventato il mio sostegno. Tu sei solo un uomo che viene a giocare con il figlio a volte. Per me sei un vuoto.
Andrea si è infiammato, ha gettato lo spazzolino a terra e si è dirottato verso la porta.
Te ne pentirai ha sibilato.
Da quel momento è stato più distante nei confronti di Matteo, trovando sempre una scusa per attaccare Alessandra.
La mamma è cattiva, vero? sussurrava a Matteo. Ci ha separati, ma presto capirai quello che ha fatto.
Alessandra ha sopportato, ma un giorno non ne ha più potuto fare a meno.
Ascoltami bene le ha detto quando Matteo si era addormentato al passeggino non tornerò da te, neanche se io e Marco ci separassimo. Non sei la persona su cui posso contare.
A chi ti serve allora! ha ribattuto Andrea. Con il bambino al collo e un carattere da serpente.
Da quel momento Alessandra non ha più avuto contatti con il figlio da parte di Andrea. Lui ha smesso di chiamare e di venire. Alessandra ha sentito un sollievo strano; da tempo sospettava che quello che voleva fosse una vita comoda, non una famiglia.
Tre mesi sono passati senza notizie. Alessandra osservava Matteo giocare con Marco, costruendo torri di mattoncini, sorridendo mentre Marco lo lanciava in aria.
Un pomeriggio Marco si è avvicinato, ha preso la sua mano delicatamente.
Lina volevo chiederti ti sposi con me?
Alessandra ha sorriso, senza esitazioni:
Sì.
La sera ha messo Matteo a letto e, per la prima volta, ha capito che non pensava più al suo ex marito. Una nuova vita era cominciata, senza spazio per gli errori del passato.






