Chi siete, tutti voi? chiede sorpresa la padrona di casa, aprendo la porta del suo appartamento.
Veronica torna oggi da un viaggio di lavoro. Questa volta la missione si prolunga più del previsto; deve ricontrollare il lavoro dellauditor precedente. Ha così deciso di fermarsi ancora un paio di giorni, dopo aver ottenuto lautorizzazione dalla direzione.
Il ritorno a casa è atteso con ansia. Fuori scroscia una piovra autunnale, il cielo è coperto da nuvole cupe e, di tanto in tanto, traspare un filo di cielo grigio come una tela stremata. Un vento freddo penetra la leggera giacca e la sciarpa sottile che Veronica avvolge intorno al collo appena scende dal treno.
Desidera ardentemente il calore del suo accogliente pigiama di flanella, qualcosa da indossare nelle fredde serate, e un piatto di qualcosa di gustoso e ben caldo. Poi, abbracciata al suo amato marito, vuole guardare un film spensierato sul cinema domestico.
Scende dal treno con una borsa leggera, corre sul marciapiede e si ritrova nella piazza davanti alla stazione, dove solitamente aspettano i taxi. Ne prende il primo che è fermo vicino e chiede di essere portata a casa.
Il tassista è loquace, quasi a compensare la solitudine del suo lavoro.
La nostra città non ti accoglie con calore. In visita? dice, accendendo il motore.
No, a casa, risponde Veronica senza troppa cortesia.
Il conducente continua a chiacchierare, cercando di strapparle una risposta.
Torni da un viaggio di lavoro, vero? Il tuo marito è al corrente che sei già qui? Sai, a volte succedono situazioni impreviste sorride, guardandosi nello specchietto retrovisore.
Lo sa. Mio marito mi aspetta sempre.
Bene. Prevenire è meglio che curare, dicono. È segno di rispetto avvisare il proprio coniuge del proprio arrivo, così evitiamo equivoci ride di nuovo.
Veronica non risponde, immersa nel cellulare, e il tassista alla fine si ferma, per cui lei lo ringrazia mentalmente.
Mentre il taxi avanza, le finestre delle strade familiari le scivolano accanto. Veronica adora la sua città, Bologna, e torna felice da ogni viaggio. È ancora più speciale ora, dopo che lei e Luca hanno comprato un nuovo appartamento, sogno coltivato negli ultimi anni. La nuova casa è accogliente grazie alle cure della coppia e invita chi vi abita.
Qualche anno fa, subito dopo il matrimonio, avevano affittato un piccolo bilocale vicino ai genitori di Veronica. Maria, la madre, veniva spesso a dare una mano con la piccola Matilde, di cinque anni. Quando Matilde è cresciuta, Veronica, da tempo impiegata nella Corte dei Conti, ha deciso con Luca di acquistare una casa in mutuo. Ora le finanze permettono di pagare serenamente il credito.
Hanno scelto un quartiere moderno con una scuola allavanguardia, dove Matilde inizierà a frequentare. Ledificio è nuovo, costruito solo due anni fa, cosa che piace molto a entrambi.
Non hanno rapporti con i vicini; in un condominio così grande è difficile sentirsi tutti una famiglia, ma né Veronica né Luca ne sono turbati. Lavoro e vita quotidiana occupano tutto il loro tempo.
È quasi sera, Luca dovrebbe essere a casa. Probabilmente ha già preso Matilde dallasilo e ora lo stanno aspettando pensa Veronica con affetto.
Sorridendo, digita al marito:
Luca, sei a casa? Sto arrivando in taxi, tra cinque minuti.
Sì, ti aspettiamo! risponde Luca.
Luca risponde: Perfetto!
Quando Veronica sale al suo ottavo piano e apre la porta dellappartamento, rimane sorpresa. Allinizio pensa di aver sbagliato porta, ma poi capisce che qualcosa di strano è accaduto.
Lappartamento è un vero alveare.
Una donna sconosciuta, di circa cinquanta anni, in tuta sportiva e pantofole, passa accanto a Veronica verso il bagno e la saluta.
Nella cucina, visibile dal corridoio, due persone di circa quaranta anni bevono tè dalle sue tazze preferite e mangiano la sua confettura di ciliegie.
Veronica, confusa, resta immobile sullo scalino, timorosa di andare oltre. Un ragazzino e una bambina attraversano la stanza; subito dopo esce dallambiente unanziana, probabilmente la loro nonna, che li richiama con voce ferma:
Basta, non fate i monelli! Sedetevi e non muovetevi finché non vi mando fuori!
Vedendola, la donna sorride e la accoglie:
Entra, non essere timida. Il proprietario, Luca, è nella stanza a giocare con i bambini.
Veronica, con voce rauca, balbetta:
Chi siete tutti?
Siamo i vostri vicini. Tu devi essere la padrona di casa che Luca e Matilde aspettano, giusto? indovina lanziana.
Sì, sono io. Che sta succedendo? Veronica finalmente riesce a parlare. Luca! Dove sei? Esci!
Desidera vedere il marito e capire perché il suo appartamento, un tempo tranquillo, è diventato una sorta di stazione. Ma il chiasso è assordante: dal soggiorno si sente il rumore di un cinema improvvisato che proietta un cartone animato e le risate dei bambini.
Veronica si fa strada tra le scarpe accatastate allingresso, avvicinandosi al soggiorno. Lì, su un grande tappeto pregiato, adulti e bambini sono seduti a guardare la televisione. Luca è seduto sul pavimento accanto a Matilde, il suo viso felice. I divani sono occupati, così Veronica usa gesti e sguardi per attirare lattenzione del marito.
Luca la vede, si alza sorpreso e le abbraccia:
Ciao tesoro, sei arrivata! Ecco che abbiamo ospiti.
Veronica, furiosa, chiede:
Ospiti? Che cosa sta succedendo? Perché queste persone hanno invaso tutte le stanze della nostra casa? Come hai potuto permettere che sconosciuti entrassero qui?
Luca, cercando di rassicurarla, risponde:
Tranquilla, cara, è solo temporaneo. Abbiamo promesso che entro sera tutto tornerà alla normalità.
Veronica, quasi in lacrime, replica:
Ma io volevo solo il calore della nostra casa, il tepore del mio divano, un po di riposo. Ora non ho nemmeno dove sedermi, figuriamoci dove cambiare vestiti!
Nel frattempo, dalla cucina esce una coppia, ringraziando per il tè:
Grazie per il tè, era proprio quello che ci serviva per scaldarci.
Di nulla! dice Luca. Nel palazzo accanto cè stato un blackout di luce e gas. Una specie di emergenza. Queste persone erano bloccate a casa, con il riscaldamento autonomo, e hanno chiesto un rifugio. Non potevo rifiutare, siamo vicini, dopotutto.
Luca porta Veronica in cucina, ora libera, le offre una tazza di tè caldo.
Siamo usciti con Matilde dallasilo, racconta, e abbiamo incontrato due bambini che giocavano nel parco. I genitori, sotto un tetto, hanno detto che è troppo buio e freddo per tornare a casa. Hanno chiesto di rimanere qui finché non finisce la pioggia. Così li abbiamo invitati.
Veronica, ancora incredula, domanda:
E gli altri? Queste nonne, queste coppie senza figli?
Hanno saputo della nostra ospitalità dal gruppo condominiale, hanno chiesto e non ho potuto dire di no. Matilde è felice di avere così tanti ospiti, e noi adulti ci siamo divertiti a rivedere i suoi cartoni preferiti.
Veronica, guardando il lavandino, si lamenta:
Ora cè tutta la stoviglia sporca. Ho già preparato panini e tè, non penso di potermi lamentare.
Luca la incoraggia:
Su, rallegrati! Presto tutti se ne andranno, non lasceranno la casa al buio tutta la notte.
Nel frattempo, dal soggiorno arriva la notizia che lintervento di riparazione è terminato e tutti possono tornare a casa. Gli ospiti si radunano nella piccola atrio, ringraziando Veronica e Luca per la generosità.
Grazie di cuore! Il quartiere è davvero solidale, tutti vi invidiano! esclamano.
Non cè di che, è stato un piacere risponde Luca con un sorriso. Se mai avrete bisogno, vi accoglieremo di nuovo.
Una donna anziana, con due nipoti, sussurra allorecchio di Veronica:
Hai un marito eccellente, tieniti stretto a lui, sono rari questi giorni.
Un uomo, che poco prima sorseggiava il tè, aggiunge:
Grazie per il tè e la confettura. Ti offro un bel piatto di cavi di storione come ricompensa, arriverà a breve.
Veronica, ancora un po smarrita, risponde:
Va bene, grazie a tutti per le parole gentili al mio marito.
Gli ospiti se ne vanno. Veronica, con piacere, si dirige verso la doccia. Quando esce, trova la cucina impeccabile e la cena pronta sul tavolo.
Allora, ceniamo insieme. Matilde dorme, è stanca dopo i giochi. Avremo un mese di ricordi, dice Luca.
Sì, amore. Ho una fame da lupi. Un calice di vino per rilassarmi, così il trauma dellingresso non mi tormenta più.
Ride insieme a Luca. Tutto finisce bene, come sempre.




