Caro diario,
oggi la mattina mi sono ritrovato in cucina, con una tazza di tè caldo tra le mani, a guardare fuori dalla finestra. Le prime fiocchi di neve iniziavano a svolazzare lentamente, posandosi pigri sul marciapiede di Via Roma. Lappartamento profumava di caffè e di quel profumo domestico che, col tempo, diventa lodore della vita vera. Nicola, al piano di cottura, mescolava qualcosa in una padella, lanciandomi occasionali sguardi con quel sorriso che ancora mi scalda il cuore.
Non parlavamo molto. Il silenzio tra noi non era imbarazzante né pesante; era caldo, vivo, come un respiro condiviso. Come se le parole fossero superflue, perché tutto era già chiaro.
Come è iniziato tutto
Un tempo non avrei mai immaginato che lamore potesse essere così leggero, come quel primo mattino dinverno. Prima temeva lamore. Nelle relazioni passate, Benedetta controllava il cellulare, scavava significati nascosti nei messaggi, indovinava che cosa sentiva davvero il partner. Era come vivere in una fortezza assediata: sempre in guardia, sempre pronto a subire un assalto.
Dopo una rottura particolarmente dolorosa, la confida a una cara amica:
Forse non so amare senza paura.
O forse non hai ancora incontrato la persona giusta, rispose l’amica.
Benedetta non ci credette, ma poi arrivò Niccolò, e tutto cambiò.
Lincontro inaspettato
Ci conoscemmo in un luogo ordinario: la libreria di Piazza Castello. Benedetta cercava un romanzo per la sera, e io ero fermo sulla stessa scaffalatura, a sfogliare indeciso.
Se hai dei dubbi, prendilo, le dissi.
E se non mi piacesse? ribatté, sorridendo.
E se invece ti piacesse?
Il suo riso fu un suono familiare, quasi di casa.
Iniziammo a chiacchierare, poi andammo a prendere un caffè, e più tardi passeggiammo fino al tramonto, nonostante entrambi avessimo il lavoro da svolgere tra poche ore.
Da subito tutto fu semplice.
Semplice non vuol dire noioso
Due anni dopo, a volte mi sorprendo a pensare a quando credevo che lamore dovesse essere passione sfrenata, tempesta di emozioni, gelosia e riconciliazioni continue. Con Niccolò è diverso.
Non fa scenate per i colleghi miei, non mi spaventa quando resta più a lungo con gli amici. Non giochiamo a fare i muti per punirci a vicenda.
Un giorno gli chiesi:
Ti annoi mai con me?
Mi guardò con vera sorpresa.
Annoiarmi? Mai. Non sei un parco di divertimenti, sei la mia persona.
Questa risposta racchiudeva tutto.
Amore senza paura
Amore senza paura non significa assenza di problemi, né una festa perpetua o unimmagine perfetta. Significa:
Non controllare il cellulare, perché sai che non cè nulla da nascondere.
Non temere di sembrare sciocco, stanco o imperfetto.
Poter stare in silenzio, arrabbiarsi, ridere o persino sentire la mancanza, e essere comunque compresi.
Non attendere inganni, perché ti fidi davvero.
Anche nei giorni più ordinari come questo, con una cena poco salata, la neve fuori e la luce soffusa della lampada sento la felicità presente. Non è clamorosa né vistosa; è silenziosa, calda e sicura.
Insieme, semplicemente
Niccolò mi avvicinò, mi abbracciò per le spalle.
Ti sei persa nei pensieri? chiese.
Solo felice, risposi.
Di cosa?
Del fatto che ci sei.
Mi baciò sulla sommità della testa.
Andiamo a mangiare?
Andiamo.
Mi appiccicai al suo fianco mentre andavamo al tavolo. Non cera teatralità né dolcezza forzata; il mio corpo si avvicinava a lui come un fiore al sole. Niccolò, senza guardarmi, posò la sua mano ruvida ma calda sulla mia.
Ci sedemmo faccia a faccia. Oggi era il nostro tempo.
Lui mi fissò, incrociò i miei occhi e rimase immobile per un attimo.
Che cè? scoppiò a ridere.
Niente, solo guardo, disse, e lo ripeteva spesso. Senza secondi fini, come se la sua semplice presenza bastasse a riempire il mondo.
Dopo aver lavato i piatti io lavavo, lei asciugava, come al solito ci sistemammo sul divano. Lui leggeva qualcosa sul telefono, io scorrevo i feed, a volte leggendo ad alta voce citazioni divertenti. Poi posò la testa sulle mie ginocchia, e io, quasi meccanicamente, accarezzai i suoi capelli; era un rituale più antico della nostra storia.
Domani andiamo al cinema? chiese, senza aprire gli occhi.
Che film?
Non lo so, ma a noi non importa, vero?
Ci facemmo una risata. Verità, rispose.
I bussi non erano fuochi dartificio; erano un tetto caldo, solido, dove poter tornare sempre. Giorno dopo giorno, bacio dopo bacio, silenzio dopo silenzio.
Semplicemente insieme, per sempre.
Lezione personale: ho capito che amare senza paura è la base di una vita serena; la fiducia è il vero carburante di una relazione duratura.





