IL GUSTO DELLA VITA…

OTTANTANNI, capelli tinti di un blu sbiadito, la Signora Ottavia Bianchi si sistemò sulla sedia del notaio, tamburellando le dita sul legno.
Buongiorno, signora, cosa la porta da noi?
Devo redigere il mio testamento.
Il notaio annuì, impugnando la penna.
Proceda, signora.

Ottavia si accovacciò, sistemandosi più comoda, e iniziò a parlare con voce che tremava di determinazione.

Dopo la mia morte, voglio che il mio cervello sia consegnato al CNR per la ricerca. Se il CNR non accetterà, che venga indicato da Ottavia Bianchi. Tutti i miei gatti, finché ne avrò ancora al momento del trapasso, devono andare ai miei amici. Se non avrò più amici, i gatti passeranno al mio unico figlio, Luca. I libri che non troveranno lettori dovranno finire in una biblioteca; però insisto affinché qualcuno li apra almeno una volta. Tre anni fa ho dimenticato in quale volume avevo nascosto i miei risparmi; li darò a Luca. Infine, desidero che le mie ceneri siano sparpagliate su una collina di Capri.

Il notaio deglutì, visibilmente sconvolto.
A Capri? È così lontano! Perché una tale complicazione?
Ottavia sospirò, guardando il vuoto con occhi lucidi.
Le complicazioni sono il lavoro dalle dieci alle due, più unora di pranzo; lui non può mai partire per una vacanza, è sempre incollato alla scrivania. Dico la cosa perché ho vissuto la stessa vita, sempre dietro a una scrivania. Ora rimpiango i suoi anni ancora davanti a lui; i viaggi rendono la vita più vibrante, cambiano luomo. Non tornerà più quello di un tempo. Lasci che attraversi metà del mondo; poi lo vedrò tornare al suo ufficio, ma non lo potrà più costringere a restare lì. Io voglio mostrargli che esiste unaltra vita, e sarà il mio compito farlo, anche dopo la mia scomparsa.
E io non voglio marcire sotto terra. È meglio volare in Italia e finire a Capri sospirò, mentre il notaio stringeva le labbra.

Prosegua, signora, incalzò il notaio.

Ottavia continuò, il sorriso che si faceva più amaro.
Voglio che la mia gatta, la dolce Misia, venga cremata con me, come si faceva nei tempi antichi Sto scherzando! Scherzo! È solo che la sua espressione è così strana, e ho pensato di un po spaventarla.
Spaventarmi? chiese il notaio.
Scuotermi, rispose Ottavia, con un lampo di ironia nei occhi.
Ha funzionato.

Per quanto riguarda i beni, continuò, lappartamento e la moto vanno a Luca. In realtà non possiedo ancora una moto, ma mi sono iscritta a un corso di guida e presto ne comprerò una; quindi annotate anche quella. Il mio scooter, invece, lo lascio a Stefano Neri, se riuscirà ancora a stare in vita; lo desidera da tempo. Quando noi due andavamo in giro, ha rotto il suo, schiantandosi contro un albero

Quando Ottavia si alzò e uscì dal notaio, luomo rimase immobile, con limmagine della vecchia dai capelli blu che gli ronzava nella testa. Rilettò il documento più volte, controllando ancora una volta che nulla fosse frutto di un momento di follia. Guardò la pila di fogli, poi afferrò il cellulare.

Marta, ciao, volevo chiederti se ti va di fare un viaggio. Sai, ho sempre sognato di andare in Africa

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