Caro diario,
sono tornato a casa a bordo della mia auto aziendale. Il conducente mi ha lasciato proprio davanti al portico, e, stanco dopo ore di viaggio, ho chiuso la portiera, ho preso la valigia, lho salutato con un cenno e ho sospirato: Inizia la cerimonia dellaccoglienza.
Caterina è comparsa in un lungo vestito floreale, perfetto per lestate che sta per concludersi. Lei ha sempre una predilezione per i colori che rispecchiano il mese: per questo luglio ha scelto un abito che si fonde con i girasoli in piena fioritura. Sistemando i capelli, che scivolavano sulle spalle come una cascata di seta, ha accelerato il passo e mi ha regalato un sorriso dolce.
Costante, ti aspettavamo con ansia indovina? Ho trovato un paesaggista eccezionale, la sua agenda è piena, ma ho stretto un accordo per noi
Il mio istinto mi ha spinto a chiedere subito quanto, ma ho ricordato che, secondo la nostra cerimonia, dovevo primo baciarmi con la moglie. Così ho fatto.
Caterinella, sei più radiosa che mai, le ho detto, avvolgendola delicatamente in vita, e, a dire il vero, mi sei mancata.
Anche tu mi sei mancato, ha risposto lei, avvicinandosi e dimenticando per un attimo il paesaggista.
Livia è a casa? ho chiesto, pensando alla nostra amica.
Da una cara amica, vicino al nostro giardino, sai bene la famiglia Dolfini la figlia dei Dolfini.
Allora siamo soli, ho concluso, sentendo il desiderio di fuggire verso la doccia, per poi trascinare Caterina nella camera da letto.
Ho trovato anche un boutique meraviglioso, ho già preso qualcosa per te, ti piacerà è un vestito da sogno, incredibile!
Che ne dici di omettere il vestito? ho scherzato, Puoi anche non indossare nulla, mi piaci lo stesso.
Il pomeriggio è proseguito tra battute e rimproveri su abiti e cucine.
Costante, ho rinnovato il guardaroba, ma tu non vuoi neanche dare unocchiata
Ci penserò più tardi, ho risposto, alzandomi per vestirmi, spero solo di trovare qualcosa da mangiare senza dover correre al ristorante.
Certo, ti aspettavamo. Anna la governante ha già preparato tutto.
Ah, quellAnna! Sempre così efficiente
E io? Non porto io le persone giuste per abbellire la nostra dimora, per stare al passo dei Dolfini? È merito mio il nuovo mobilio
Il mobilio vecchio non è ancora invecchiato, ha osservato Caterina.
E le tende? Hai visto quanto si abbinano
Cara, apprezzo tutto, e non ti scordo mai i finanziamenti ho trattenuto il commento per non ferirla.
Costante, devo andare al salone! ha esclamato Caterina, impaziente.
Che fretta cè? ho chiesto.
È un super salone, mi sono iscritta da un mese. Non posso tardare. Non ti preoccupare, Livia arriverà presto ha chiesto di venire con me.
Dove con noi?
Al salone.
Non è troppo presto per le sue prime visite?
Lascia che impari a curarsi, a stare in bellezza
E chissà, magari i ragazzi si faranno notare, ha borbottato io, ma bisogna arrivare al massimo livello. Si è voltata e i suoi capelli chiari ondeggiavano al ritmo del suo gesto.
Ho pranzato da solo, finché Livia non è entrata.
Papà! ha gridato, appoggiandosi a me, la cerimonia dellaccoglienza continuava. Dove è mamma?
Non ti ha detto del salone? ho risposto.
Ah, è partita! Avevo chiesto di venire, mi serve il manicure.
Livia, le tue unghie sono perfette, lho lodata.
Papà, stai scherzando? Non è più alla moda
Scommetto che il colore è di tre giorni fa, ma oggi è arrivata una tendenza nuova e vuoi cambiare subito
Papà, davvero
Livia, ho letto un libro
Quando trovi il tempo? Sei sempre al lavoro
Sulla strada, nelle pause forse anche tu leggi qualcosa
Sì, leggo ogni giorno, ma è tutto un po diverso.
Ho capito: moda, trucco, chiacchiere
Sono solo una bambina
Bambina, bambina va bene, vieni qui, lho preso per la testa, ti voglio bene lo stesso.
La sera, Caterina è tornata, rinnovata, girando sul posto per mostrarmi il nuovo look. Che ne pensi? mi ha chiesto.
Ho cercato di capire cosa fosse cambiato, e per non sbagliare ho risposto con prudenza: Splendido! Sei affascinante.
Quando la notte è caduta, ero già stanco, nonostante fossi stato a casa solo un giorno.
Costante, ti devo dire che Marina mi ha chiamato, era preoccupata per te
Ah, zia devo farle visita, le telefonerò domani.
Andrai da lei?
Perché andrò? Andremo tutti insieme, sì.
Scherzi? Che cosa cè da fare in quel paesino?
Non è un paesino, è il centro del comune. Ci mette quattro ore in auto.
Non vedo la differenza.
Peccato. Ho già cominciato a sonnecchiare, peccato, dovrò andare da solo.
Non mi piace viaggiare per piacere, ma le trasferte sono la mia vita. Marina, la zia che quasi è una seconda madre, è sempre stata una presenza dolce e accogliente. Non serve alcuna cerimonia; con lei tutto è semplice.
Costantino, scusa se non ti ho fatto visita da un anno. Sai comè, sempre in movimento.
Sei una patata bollente, ha riso, accarezzandomi la testa, sediamoci, ti do da mangiare.
Mi ha fatto sentire di nuovo bambino, come quando la mamma mi nutriva. Il tavolo si è riempito di pietanze rustiche, senza pretese.
Non so cucinare come a Milano, ma faccio del mio meglio, ho ammesso.
Livia e Caterina adorano i ristoranti, ma io preferisco la casa. Non mi piace stare a guardare i piatti in esposizione. Ti porto qualche specialità da fuori.
Non serve, ho già tutto.
Scusa, zia, ma sei la persona a cui devo coccolare.
Marina mi ha guardato con orgoglio, notando che avevo costruito una carriera solida e responsabile.
Costante, ti vedo sempre in viaggio, quante volte più puoi girare per lItalia?
Sì, principalmente in Lombardia.
Fa freddo lì.
Ho riso. Qua fa caldo.
Allora vivi qui, vieni, resta, vai e ritorna.
Ho finito di mangiare, ho sorriso e ho preso la sua mano delicata, baciandola. Grazie, zia Marina. Il suo soprannome affettuoso era Marinella.
Vuoi una bevanda? Ho del succo di ribes rosso ti va?
Certo, il tuo succo è come acqua viva, scaccia la stanchezza.
Mi preoccupa però, sei sempre via, la tua famiglia è poco presente è dura, lo so, ha sospirato.
Ho assaporato il succo di ribes, pensando: Non è dura, è facile. Più lontano dalla moglie, più leggero il peso.
Lei ha sussurrato, Che cosa dici, Costante? Perché stare lontano?
Se fossi più vicino, lavrei già strangolata, ho riso, ma lei non ha capito.
Così tanto parlare di saloni, boutique, colori, trucchi di cosa indossava Margherita, di chi ha detto le Dolfini tutto questo ogni giorno. Perciò mi va meglio a distanza. Vengo, pago, vado via. Questo è il mio modo di vivere.
E Livia?
Ho alzato le spalle: È una copia di Caterina. Stesse passioni. Tre anni fa le ho regalato una piccola biblioteca, ho scelto i libri, ma ora sono rimasti intatti sugli scaffali. Io preferisco i libri cartacei, ma in viaggio è più comodo lebook. Ho provato a coinvolgere Caterina e Livia, ma continuano a cercare nuovi stylist e a spettegolare.
Non lo sapevo, ha detto Marina, sono sempre per la famiglia, ma in questo caso
No, niente da cambiare. Ho scelto la moglie, lho voluta bella e lho ottenuta. Sopporto tutti gli eccessi di arredamento, di ospiti e di saloni, perché la amo.
E Livia?
Anche per lei sarà tutto perfetto. Bella come la mamma, saprà presentarsi. Si sposerà con un giovane ambizioso, simile a me, e avrà una vita in cioccolato.
Quindi tornerai presto?
Solo per un mese, due settimane al massimo. Ma non è un problema, il lavoro è anche una vacanza per me.
Il tramonto mi ha avvolto. Ho abbracciato Marina, ho lasciato qualche banconota sul tavolo, ho preso una barattola di marmellata di ribes e sono partito.
Marina è lunica persona a cui ho confidato che le trasferte mi rendono felice, e che la mia vita è soddisfacente, così come il mio matrimonio con Caterina.
Fine di oggi.
Costante.




