Sposata con il suocero: una storia di legami inaspettati

Caro diario,
se qualcuno avesse mai detto a Ginevra che sarebbe stata la scintilla di liti tra padre e figlio, lei avrebbe ripreso subito le parole. Ginevra è una ragazza semplice, di campagna, ma sa difendersi. Tuttavia il destino ha disposto che, per essere felice, dovrà attraversare sette gironi dinferno.

Ginevra è appena arrivata a Milano, nonostante le suppliche alla madre di non mandarla da sua zia. Alla riunione di famiglia si è deciso che la destinazione sarà la casa di zia Giulia, perché non cè più nessuno. Luca, il padre, è un agricoltore, ma i campi sono ormai incolti. La madre, Maria, lavora nella fattoria, mentre i fratelli e le sorelle sono pochi, alcuni a scuola, altri allasilo.

Con un piccolo valighetto pieno del necessario, Ginevra parte per la casa di zia Giulia, che aveva incontrato solo una volta, a un battesimo. Si diceva che Giulia, a causa del suo carattere difficile, non fosse riuscita a convivere con i tre mariti che aveva avuto. Non aveva figli né eredi, perciò i genitori di Ginevra speravano in segreto che la nipote lasciasse loro lappartamento. Così è stato, ma Giulia trattava Ginevra con rispetto ma la teneva a distanza. Non si interessava alla sua vita e non lasciava entrare nessuno nel suo mondo interiore. Allora perché averla? Solo perché, ultimamente, temeva di morire da sola, senza che nessuno se ne accorgesse. Così sarebbe rimasta a marcire finché lodore non avesse attirato lintervento della polizia.

Da tempo Giulia lottava contro una malattia incurabile e sapeva che, se non fosse oggi, domani avrebbe lasciato questo mondo. Per lei Ginevra era una sorta di biglietto per un funerale e una commemorazione puntuali. Ginevra capiva le preoccupazioni della zia e non poneva domande. Lavava, cucinava, puliva, andava al mercato, facendo tutto ciò che le veniva richiesto. Non aveva amiche; abitata a passare le serate sul balcone osservando mamme con bambini o anziane che chiacchieravano davanti al portone. La sua vita sembrava divisa in due parti: quella penosa di correre ai comandi della zia malata e quella più dolce, quando Giulia si addormentava dopo gli antidolorifici. Allora Ginevra preparava un caffè profumato e si sedeva sul balcone a godersi il meritato riposo.

Poco dopo incontrò Andrea, un affascinante vicino che condivideva lo stesso orario di presenza sul balcone. Allinizio si limitavano a scambiarsi cenni, poi a salutarsi, e infine i loro sguardi divennero quasi una timida cotta giovanile. Entrambi correvano al balcone nella speranza di incrociarsi. Quando Giulia morì, Ginevra e Andrea erano già legati da unintima confidenza e si erano confessati i propri sentimenti. Così, dopo il funerale, Ginevra decise di non tornare al villaggio ma di restare in città, inventando una scusa per luniversità, benché i genitori capissero la verità ma non volessero contraddirla.

Convinta dei propri sentimenti, Ginevra accettò serenamente le avances di Andrea. Anche lui viveva da solo: sua madre, dopo il divorzio, si era risposata e si era trasferita negli Stati Uniti; suo padre, Giovanni, medico, lavorava in Nigeria e veniva a casa solo una volta allanno, in vacanza. Il matrimonio fu semplice ma gioioso, e i due si sentirono i più felici, pronti a trascorrere la vita mano nella mano.

Andrea, seguendo le orme del padre, si era laureato in medicina e lavorava come chirurgo in un ospedale cittadino. Ginevra, per stare al passo con il marito, si iscrisse a un corso di infermieristica. Sognava di salvare pazienti insieme a lui, ma i sogni non sempre si avverano.
Ginevra, tra una settimana arriva il padre! Preparati!
Cosa gli piace? Devo fare la spesa, il menù, una pulizia a fondo
Tranquilla, non è il re del Nilo che arriva, è solo mio padre, un uomo semplice.

Nonostante le parole, Ginevra era ansiosa. Aveva visto foto di Giovanni, un uomo atletico, abbronzato, quasi spagnolo o turco, ma laspetto inganna. E se fosse stato un snob o un perfezionista? E se Andrea decidesse di lasciarla? Giovanni, però, si rivelò diverso: accoglieva il figlio e la nuora con baci, scuse per non esser stato al matrimonio e una valigia di regali. Lodava la cena preparata da Ginevra, diceva di non aver mangiato nulla di più buono, poi partiva a trovare vecchi amici. Un mese volò e Giovanni tornò in Nigeria, lasciando i giovani soli. A volte Ginevra non capiva perché sua suocera avesse voluto scambiare Giovanni con un altro. Giovanni era un cuoco eccellente, preparava crêpe così leggeri che poche casalinghe potevano e aiutava spesso Ginevra nelle faccende domestiche, consigliando al figlio:
Che buona moglie ti sei procurato Proteggi Ginevra, aiutala, altrimenti perderai la felicità.

Andrea sorrideva in silenzio, pensando: dove andrà a finire? Ginevra non è una che fugge, non è come sua madre. Anche se la tradisse, perdonerebbe e vivrebbe come se nulla fosse. Nei villaggi la vita è più semplice, si vive per i figli e si sopporta tutto. Non so da dove ne trai queste idee, ma le sento vere. Quando una infermiera iniziò a flirtare con lui, Andrea si immerse in una nuova storia, senza curarsi della moglie a casa, che da una settimana soffriva di forte tossicità e non riusciva a cucinare. Lui tornava a cena, portava Karina a casa e, finto stanco, rientrava. Ginevra sembrava non accorgersi dei cambiamenti di Andrea, immersa nei suoi nuovi sentimenti. Da un lato gioiva di diventare madre, dallaltro temeva di non farcela, ma con un marito così premuroso, come poteva dubitarne?

Quando Ginevra partorì, le responsabilità aumentarono. Il latte scarseggiava, il bebè piangeva spesso. Andrea, irritato, chiedeva a Ginevra di calmare la bambina e poi si rifugiava in salotto. Quando Giovanni tornò, non riconobbe più Ginevra: la gaiezza di un tempo era svanita, lasciando una figura pallida e magra, come unombra, mentre il figlio era più magro, tornava tardi e sembrava più attento.
Aiuta tua moglie.
Papà, sta in casa tutto il giorno, almeno occupati del bambino.
Chi è quel ragazzo?
Perché chiedi?
Vedo che ti rallegrano le uscite, e ti irriti al ritorno.
Niente di serio, papà.
Fai in modo che non diventi qualcosa di brutto.
Ginevra è colpevole di sé stessa, non sembra più una donna. Hai visto i suoi capelli? Il suo volto?
Sei tu il responsabile, Ginevra non prende quasi mai una pausa.
Corro, i lavori non aspettano!

Andrea sembrava non ascoltare il padre: credeva che Ginevra dovesse fare tutto a casa. Solo Giovanni comprendeva le difficoltà di Ginevra senza parole e cercava di aiutarla dove poteva.
Ginevra, vai a dormire, io mi occuperò della nipotina.
E se avesse fame?
Come farò a preparare un biberon? Ricorda che ho cresciuto il tuo scapestrato padre!

Grazie al suocero, Ginevra riuscì a dormire un po. Giovanni portava a spasso la nipotina, la nutriva e la metteva a letto, lasciandole il tempo di riposare. Ginevra ringraziava il suocero e pregava Dio perché trovasse una donna con cui condividere la sua vita. Era difficile, ma con Andrea e la bambina, non era sola. Col tempo, Ginevra pensava sempre più a Giovanni, che divenne per lei più di un suocero: padre, fratello, amico, confidente. Con lui poteva parlare di tutto, sentirsi ascoltata. La paura di perderlo la turbava.

Una mattina Giovanni le porse dei soldi: Vai al salone, fatti bella: taglio, colore, trucco, manicure. Poi fai shopping, non preoccuparti di tua figlia, la guardo io. Ginevra, felice, lo baciò sulla guancia e corse a seguirne gli ordini. Tornata a casa, radiosa, pensò di sorprendere Andrea e si diresse verso la clinica dove lavorava.

Buongiorno, sono per il dottor Andrea.
È qui, passi pure.

Il cuore le batteva per lemozione, ma quando vide sul letto del dottore una giovane infermiera con il camice aperto a metà, capì subito che qualcosa non andava. Scappò in taxi, tornando a casa in lacrime.

Che cosa è successo, tesoro?
Andrea mi tradisce
Chi te lha detto?
Lho vista con i miei occhi

Giovanni la avvolse delicatamente, accarezzandole la testa.
Piangi, piangi, starà meglio. Parlerò con lui, farà in fretta!
Non voglio restare qui, prendo la figlia e me ne vado.
Stia pazza, dove andrai? Hai pensato al bambino? La vita in campagna non è facile, il lavoro è pesante e il piccolo ti attende.

Nessuno laveva abbracciata così da tempo. Andrea e lei dormivano ormai in camere separate; la fragranza del profumo di Andrea e le sue parole rassicuranti le facevano girare la testa. Giovanni, improvvisamente, provò unattrazione incontrollabile per Ginevra, desiderando stringerla, baciarla, portarla lontano da tutto. In un attimo la sollevò e la portò nella camera da letto, dove lei non si oppose. Nacque così un segreto che solo loro due custodivano, un segreto che Andrea non colse mai per via della sua distrazione verso Carina. Il senso di colpa e la gioia si mescolavano in lei, e iniziò a confrontare Andrea con Giovanni: questultimo vinceva su tutti i fronti.

Poi Ginevra scoprì di essere nuovamente incinta. Non sapeva cosa fare; erano passati trequattro mesi dalla loro intimità, e Andrea lavrebbe accusata di tradimento.

Che provi? È una benedizione! Non credevo di diventare padre a cinquanta.
Ti sposerai con me, allora?
E Andrea?
Andrea andrà via, ma io ti amo, non posso vivere senza di te.

Dopo il divorzio, Ginevra e Giovanni si sposarono e partirono per la Nigeria. I genitori non capirono la decisione, gli abitanti del villaggio la giudicavano ipocrita, ma a loro non importava: erano felici di essersi trovati e di apprezzare ogni attimo insieme.

Ho imparato che lamore vero può nascere nei luoghi più inaspettati e che la fedeltà al proprio cuore è più importante di ogni convenzione sociale.

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Non intrometterti nella mia famiglia” disse mio figlio e cancellò il mio numero