Troppo Tardi

Laura esce dallambulatorio ginecologico con la testa piena di dubbi. Sul foglio del referto legge ancora una volta: «Gravidanza 78 settimane». «Come è potuta succedere? Come non lho sentita? si domanda Laura, dirigendosi verso lauto avrei dovuto prendere la pillola? Che fare ora? Partorire? Ho 43 anni, è davvero strano»

Mentre torna a casa è assorta nei propri pensieri. Al semaforo i veicoli accelerano senza che lei se ne accorga subito; solo quando il conducente dietro la suona il clacson si rende conto di esser stata superata.

Arrivata al suo appartamento in un quartiere di Roma, si mette a svolgere le faccende domestiche per distrarsi dalle preoccupazioni.

Nel pomeriggio fa una breve visita a Giulia, la figlia, per raccontarle le ultime novità.

Mamma, ho una sorpresa per te! esclama la ragazza, sedendosi al tavolo della cucina.

Dai, dimmi subito, non farmi aspettare risponde Laura, curiosa.

Giulia, Sasha mi ha chiesto di sposarlo! annuncia la figlia, raggiante. E io ho detto di sì!

Ginevra, ti faccio i complimenti, tesoro mio! si commuove Laura, abbracciandola.

Il futuro sposo è un giovane di 25 anni, intelligente, ambizioso ma equilibrato, educato e di buona famiglia. Guadagna bene per la sua età ed è da tempo autonomo. Laura conosce Sasha da quasi tre anni e ha sempre percepito la sua serietà nei confronti di Giulia.

Quando pensate di sposarvi? chiede Laura, servendo il tè caldo.

Non lo so ancora, risponde la figlia, non ne abbiamo ancora discusso. Probabilmente lestate prossima.

Lo dirai al papà? incalza la madre, fissando Giulia.

Non lo so, replica la ragazza, onestamente non voglio

Non è giusto, rimprovera Laura, è tuo padre, ti vuole bene. So che sei arrabbiata con lui, ma le separazioni succedono, non devono spezzare i rapporti. Io lo ho perdonato e ti chiedo di fare lo stesso, di non serbare rancore, e di invitare tuo padre al matrimonio!

Ma mamma, come puoi dirlo così! ribatte Giulia, accendendosi, lui ti ha lasciata, è andato con unaltra, e per un anno ti ha tradito con la segretaria! Come hai potuto perdonarlo?!

Ginevra, noi e tuo padre abbiamo vissuto ventidue anni insieme. Ti abbiamo cresciuta, sei diventata una donna bella e intelligente. Quegli anni sono stati felici, li ringrazio. Ma poi lui ha amato unaltra. Il cuore non si comanda tenta di spiegare Laura. Cosa avrei dovuto fare? Scatenare una lite, trattenere il risentimento, odiarlo per sempre? Perché? Perché i suoi sentimenti per me si sono raffreddati? È stupido, non credi?

No, mamma, non capisco, scuote la testa Giulia, se Sasha mi avesse tradito così, non saprei più cosa fare!

Laura decide di non insistere; Giulia è troppo emotiva per capire. A quelletà certe cose sembrano più semplici.

Dopo aver salutato la figlia, Laura ritorna in cucina, lava i piatti e tira fuori dal freezer la carne per la cena. Il suo pensiero è fisso sulla gravidanza improvvisa, cercando di capire cosa fare. Partorire a quarantatré anni, senza marito, è spaventoso, ma lidea di essere di nuovo madre, di prendersi cura di un bambino, la riempie di speranza.

Apre lalbum di foto dinfanzia di Giulia. Vede la bimba in pantaloncini e tutine, seduta in braccio alla nonna, sorridente. Poi una foto più grande, con un vestitino elegante davanti al cancello del parco cittadino. Ricorda il giorno in cui Giulia si è rotta il ginocchio sullaltalena, la visita dal medico e la cicatrice sottile rimasta. Poi la foto di prima elementare, con un bouquet, accanto ai genitori, e il fratello Sempronio serio accanto a lei.

Unimmagine la mostra da giovane, in pantaloni chiari e tacchi alti, con una frangia lunga sotto le sopracciglia. Si chiede se avesse mai avuto quel taglio di capelli. Unaltra foto la ritrae al quinto anno, vestita da Befana per lo spettacolo di Capodanno, con un abito di pizzo argentato e una giacca di pelliccia di coniglio, tutto cucito a mano dopo tre notti davanti alla macchina da cucire.

Un ricordo di famiglia sul mare, tutti e tre Laura, Sempronio e Giulia adulta al litorale della Sardegna, abbronzati e felici. Quellimmagine la rattrista; credeva di avere la famiglia più solida del mondo. I sogni condivisi con Sempronio, i progetti, la casa finita, lauto comprata, i viaggi, lattività di sartoria di abiti da sposa che ha avviato. Eppure, non è mai più riuscita a rimanere incinta. Il primo tentativo è terminato in aborto precoce; il secondo è arrivato a quattordici settimane, poi è stato interrotto perché il feto presentava gravi difetti.

Dopo una notte di pianto in ospedale, sotto la vigilanza dei medici, Laura decide di non provare più. Ricorda lironia della sua vita: una volta aveva tutto giovinezza, marito affidabile, benessere, il desiderio di un altro figlio ma ora, senza nessuna stabilità, la vita le mette al cospetto una gravidanza inattesa.

Quando Sempronio annuncia di lasciarla, Laura non è sorpresa. Sospetta da tempo una donna sul posto di lavoro, ma lui nega tutto, attribuendo le sue paure a fantasie sue. Laura lancia una campagna per riconquistarlo: terapia di coppia, discorsi intensi, persino uno striptease casalingo, ma lui rifiuta categoricamente, definendo tutto una perdita di tempo. Un mese prima, Sempronio raccoglie le cose e se ne va, poi chiede il divorzio. Laura comprende che è finita, ma non riesce a capire perché Sempronio abbia scelto quella segretaria, una giovane daspetto artificiale, labbra silicone, ciglia piuma, decolletè profondo. Lui la difende: Laura, non importa come sia, è competente, non ho tempo per cambiare personale. Laura, però, sente che la donna non è così preziosa come lui sostiene.

Il tradimento la ferisce profondamente; il pensiero che il marito abbia scambiato la sua vita per una bambola di silicone la fa arrancare il cuore. Tuttavia, deve andare avanti. Sempronio le lascia lappartamento di due locali in centro, mentre lui si trasferisce in una villa di campagna con la sua amante. Laura odia che una sconosciuta viva nella casa che una volta era piena di ricordi, ma ha accettato laccordo per comodità di lavoro e perché Giulia e Sasha vivono vicino.

Il giorno successivo, è weekend; Laura decide di andare a trovare Nina, unamica dinfanzia che conosce da quando i loro figli frequentavano lo stesso asilo. Nina la accoglie con una bottiglia di grappa.

Facciamo due bicchieri, Laura, così celebriamo! Ho preparato della carne, perfetto col bicchiere scherza Nina.

Grazie, Nina, ma non bevo, non posso risponde Laura.

Perché? Medicina? chiede lamica.

No, sono incinta risponde Laura con un sorriso amaro. Nina, sorpresa, si siede.

Aspetta, siete separati, vero? Hai già un nuovo amante? stuzzica Nina.

Nessun amante, Nina! È figlio di Sempronio, lunico. Due mesi fa, una notte con candele, vino e biancheria di pizzo e poi è finito. Laura indica il suo ventre.

Ma sei già a cinquantanni, è tardi per partorire! Dovresti pensare a un assegno di mantenimento E poi Giulia si sposerà presto, avrai dei nipoti! consiglia Nina. Io non rischierei al tuo posto.

Forse hai ragione, è davvero tardi mormora Laura, trovando un barlume di conferma nelle parole dellamica.

Dopo aver salutato Nina, Laura torna da Giulia.

Ciao, mamma! esclama la figlia, vieni, prendi un caffè?

No, Ginevra, non ho voglia. Volevo parlare con te. Sasha è a casa? chiede Laura, cercando un momento di intimità.

No, è dai genitori, li aiuta con i lavori risponde Giulia.

Laura le confida la gravidanza.

Mamma, vuoi davvero questo bambino? chiede Giulia.

Lo desidero tantissimo, ma ho paura risponde Laura a bassa voce.

Che dice il medico?

Il bambino cresce bene, non ci sono problemi al momento. Ho perduto due figli giovani e non ho capito il motivo; forse i medici non erano i migliori. Ora temere di affrontare di nuovo tutto è normale, soprattutto a questa età. Ho letto tanto in rete, ci sono storie spaventose, ma non so se è affidabile. ammette.

Ascoltami, mamma, devi fare tutti gli accertamenti, la tua salute è la priorità. Vai da medici seri, non da internet. Oggi molte donne partoriscono dopo i quaranta, non è più un mito. Se sei in buona forma, perché no? consiglia Giulia.

Hai ragione, forse devo provare annuisce Laura.

La decisione è tua, ma ricorda che noi, Sasha e io, ti sosterremo sempre. Dovrai dirlo a tuo padre? insiste Giulia.

No, non lo voglio risponde Laura, decisamente.

Il dialogo con la figlia le dona una certa serenità. Dopo gli esami, i medici non trovano problemi e Laura decide di tenere il bambino. Pensa a dire a Sempronio, ma non ha più bisogno di lui; anche il bambino non gli servirà. Si incontrano solo due volte, lui va a ritirare qualche cosa dallappartamento. Sei mesi passano senza contatti, finché un giorno Sempronio si presenta nella sua sartoria.

Laura, sono qui perché non trovo i documenti della casa. Li devo avere, ti ho chiamato ma non hai risposto. Sono venuto in città, non riesco a entrare, hai cambiato le serrature? chiede Sempronio, evitando di guardare il pancione.

Sì, le ho cambiate, e cosa ti aspettavi, che potessi aprire la porta quando vuoi? Abbiamo già chiuso tutto. Non ho documenti.

Ah, allora non hai perso tempo, sei già sposata? sghignazza Sempronio.

No, non ho sposato nessuno replica Laura, ferma. La mia vita non ti riguarda. Ho lavoro, non ho tempo per chiacchierare.

Sempronio se ne va, ma non riesce a smettere di pensare a Laura e a quel piccolo. Si immagina la sua età, la data del parto, e si chiede: Che cosa mi perderò?.

Nel frattempo entra in studio la segretaria, Oksana.

Tesoro, ho fame, andiamo a cena! insiste, sedendosi al tavolo.

Dopo, Oksana, sono occupato risponde Sempronio, distratto.

Davvero? Non puoi rimandare? si lamenta.

Vai da sola, se vuoi replica. Oksana se ne va, irritata.

Dal reparto maternità, Laura viene accolta da Giulia, Sasha, Nina e alcune delle sue assistenti. Sasha prende il neonato avvolto in una copertina azzurra.

Accidenti, è così piccolo! È difficile tenerlo! commenta, scuotendolo delicatamente.

È bellissimo, sembra un tesoro, sorride Giulia, osservando il fratellino. Ti ricordi, mamma?

Sì, è proprio come te ride Laura.

Tornata a casa, Laura scopre che Giulia e Sasha hanno trasformato una stanza in una cameretta: festoni colorati, palloncini, e sopra il lettino una scritta grande «Buon compleanno, Dario!» (così ha deciso di chiamare il suo figlio). Il piccolo nasce sano, Laura si sente in forma. I giorni scorrono tra pannolini e passeggiate al parco; Giulia porta Dario al parco o lo fa giocare, lasciando a Laura un po di respiro.

Ecco Giulia, è una prova di come sarai madre! scherza Laura, vedendo la figlia accudire il fratellino. Quando arriverà il tuo turno, saprai già tutto!

A me piace così! risponde la giovane, guardando Sasha.

Qualche mese dopo, alla porta di Laura bussa Sempronio con un mazzo di fiori.

Buongiorno, Laura dice, porgendo i fiori, che lei rifiuta.

Cosa vuoi? chiede Laura, fredda.

So che Dario è mio figlio. Nina, la tua amica, me lha detto.

E allora? Che importa adesso? replica.

Scusami, sono stato uno stupido. Ho capito le mie responsabilità, voglio crescere con te e il nostro bambino. Lo accetteresti? implora.

Laura gli ricorda il vecchio detto: «Chi tradisce una volta, tradirà ancora».

No, Sempronio, è troppo tardi. Non tornerò da te, e non voglio più vederti risponde, chiudendo la porta a chiave.

Sempronio grida che vuole vedere suo figlio, ma Laura non apre più. Lui tenta di apparire in cortile mentre lei porta il passeggino, supplicandola di perdonarlo. Laura resta ferma. Al matrimonio di Giulia e Sasha Sempronio parte subito dopo aver consegnato un generoso regalo in denaro. Più tardi scopre da conoscenti che si è sposato con Oksana, ma il matrimonio dura pochi mesi; lei lo ha lasciato per un altro.

La vita di Laura, ora, è fatta di piccoli momenti di felicità con Dario, di una sartoria che prospera e di un futuro che, nonostante tutto, si apre davanti a lei.

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