Caro diario,
Stamattina mi sono trovato al Bar del Corso, un piccolo caffè di via dei Mercanti a Roma, dove lodore del caffè appena macinato si mescola al profumo dei cornetti appena sfornati. Una ragazza era seduta a un tavolino, in attesa di unamica. Davanti a lei cera una tazzina di caffè fumante e un dolcetto al cioccolato su un piattino.
Io ero lì solo per un caffè, voglio pensare al futuro, ma è stato il suo sguardo a fermarmi. Era una ragazza davvero affascinante, e io, da tipo socievole, non ho avuto difficoltà a farmi avanti.
Posso sedermi al tuo tavolo? ho chiesto con tono sicuro, quasi impositivo.
Certo, però aspetto ancora la mia amica e non vorrei che restassi qui troppo a lungo, ha risposto, spezzando un pezzetto di dolcetto.
Per me non è un problema. Vorrei solo conoscerti e scambiarci i numeri. Bastano pochi minuti, le ho replicato.
E chi ti ha detto che ti darò il mio numero? ha increspato le sopracciglia, facendo scivolare il dolcetto verso il palato.
Perché ami i dolci, e chi ama i dolci è spesso una brava persona. Io adoro i dolci, quindi siamo fatti luno per laltro, ho risposto con un sorriso.
Allora sei anche un tipo buono? ha riso leggiera.
Certo, lo vedi? Sono una persona molto gentile, ho continuato sorseggiando il caffè.
È la prima volta che incontro qualcuno di così sicuro di sé, ha commentato, incuriosita.
È la prima volta che vedo una bellezza come te, ho risposto, sentendo il cuore battere più forte.
Mi ha detto Ginevra e mi ha teso la mano. Io ho risposto Alessandro, ho preso la sua mano, lho stretta leggermente e lho baciata con tale passione da farle venire le guance rosse.
Sentiamo, non trovi che sei un po troppo insistente con una donna che non conosci? mi ha chiesto, un po esitante.
Io? Insistente? Per me è impossibile esserlo. E poi, a chi mi rivolgo? Alla più bella ragazza del mondo, naturalmente. ho replicato con un sorriso sornione.
Non ti confondere, non è una ragazza ma una donna ha mostrato lanello di fidanzamento sullanulare. Sono sposata!
E allora? Chi ha mai fermato i cuori? Oggi sposata, domani forse no! Il matrimonio di questi tempi è fragile, quasi di carta. ho scherzato.
Ascolta, io vengo da una famiglia che crede nel matrimonio per tutta la vita. Perciò, giovane, è ora che ci salutiamo, ha concluso con tono deciso.
Ma non è così che voglio le cose! Sento che nessuno dei due desidera davvero questa separazione. Scambiamoci i numeri; non obbliga a niente, ma se un giorno vorremo parlare ancora, avremo il modo, ho insistito.
Perché credi che ti darò il mio numero? ha replicato, dubbiosa.
Non sono arrogante, ma semplice. Se ci piacciamo, perché non incontrarci di nuovo? ho detto con un sorriso che lha fatta arrossire.
Allora ha dettato il suo numero, e io lho scritto. Mi ha promesso di salvarlo, poi mi ha detto di tornare al suo tavolo perché la sua amica stava per arrivare.
Sono uscito con la tazzina in mano, mi sono diretto verso il fondo del locale. Una settimana dopo lho chiamata; ha risposto, e ci siamo ritrovati nello stesso bar.
Ginevra, ho iniziato, Vorrei conoscerti meglio.
Capisco, Alessandro, ma sono sposata. Lavoro come infermiera in un ospedale e, sebbene potrei uscire con te, ho un marito, Nicolò, che è molto geloso. È stato militare, ora gestisce una palestra dove insegna arti marziali senza regole. È forte, ha un carattere di ferro e non potrei mai tradirlo. Il tradimento per me è un tabù mortale, ha spiegato, mentre sorseggiava il caffè.
Ginevra, tu mi piaci davvero e non voglio lasciarti andare. Sono programmatore in una piccola software house; guadagno abbastanza da permettermi di frequentare molte donne, ma non ho mai passato sopra di te. Sentivo che ti interessavo, e sono deciso a conquistarti, ho risposto, convinto.
Il nostro secondo incontro ha definito il corso della nostra storia. Lei ha detto al marito che doveva rimanere di guardia in ospedale e, quella notte, è rimasta a casa mia. Entrambi, senza accorgercene, ci siamo innamorati e non potevamo più stare separati. Ci vedevamo sempre nella mia piccola mansarda quando era possibile.
Una sera, Ginevra mi ha telefonato:
Il marito parte per una gara, una settimana fuori, quindi ti aspetto a casa mia stasera.
Non è pericoloso? Possiamo incontrarci da me, come sempre? ho chiesto.
No, voglio che tu venga da me. Preparerò una cena romantica; non voglio più andare nella tua tana da scapolo! ha risposto.
Così, al tramonto, sono arrivato con un mazzo di rose, champagne, una bottiglia di vino rosso, una torta e una scatola di cioccolatini. La cena è stata deliziosa, il vino ha reso latmosfera calda e, dopo aver mangiato, ci siamo ritirati in camera da letto, pronti a una notte che prometteva di essere altrettanto romantica.
Alle due del mattino, un forte bussare alla porta ci ha svegliati. Ginevra ha guardato dallo spioncino:
È il marito, Alessandro, è la fine! Nasconditi!
Ma dove? ho chiesto, confuso.
Non lo so, pensa tu! ha risposto, tremante.
Il suono della voce di Nicolò, ubriaco, è arrivato da fuori:
Lena, apri, non mi riconosci? Ho dimenticato le chiavi al lavoro, fammi entrare!
Ginevra, pallida, mi ha guardato con occhi spalancati. Ho lanciato tutti i miei vestiti sotto il letto e, in mutande, mi sono rifugiato nella doccia. Nicolò, ridendo come un bambino, è entrato nella stanza da bagno, ignaro di noi.
Io, appoggiato sul bordo della vasca, ho cercato di restare immobile. Il suo sguardo si era fermato sul gabinetto; il suo canto stonato riempiva lambiente, mentre io cercavo di non respirare. Il suo odore di birra e alcol mi colpiva il naso; ho cercato di trattenere un starnuto, ma alla fine ho emesso un forte colpo, che ha rimbombato nella piccola stanza.
Nicolò, spaventato, ha alzato lo sguardo e ha visto, sullo sfondo, una piccola statua di Gesù crocifisso, quasi a ricordargli il suo destino. Il terrore lo ha fatto cadere dal water, svenendo.
Ho colto lattimo, ho saltato fuori dalla doccia, afferrato tutto quello che avevo e sono corso giù per le scale, nudo di vestiti, scendendo a piedi scalzi. Nessun ascensore poteva portarmi così in fretta; listinto di sopravvivenza mi ha spinto a precipitare le scale.
Pochi minuti dopo, Nicolò si è ripreso, ma Ginevra, ancora ferma sul letto, mi ha sgridato:
Dovresti bere di meno.
Alla fine di questa notte, ho capito che la passione sfrenata, senza rispetto per gli altri, porta solo confusione e pericolo.
Lezione personale: non bisogna inseguire un desiderio momentaneo a discapito della dignità altrui; il rispetto è la base di ogni rapporto.



