Ritorno alla Vita: Una Nuova Speranza

Ritorno alla vita

Chiara Bianchi non entrava da anni nellappartamento del figlio. Non lo voleva, non poteva. Le lacrime si erano asciugate molto tempo fa; il dolore si era trasformato in una fastidiosa costante, quasi una noia che non ti lascia in pace.

Lorenzo, il figlio, aveva ventotto anni, sempre in forma smagliante, non si lamentava mai di salute. Laureato, lavorava, andava in palestra e usciva con la fidanzata. Due mesi fa, una notte, si è coricato e non si è più svegliato.

Chiara si era separata dal marito quando Lorenzo aveva sei anni; lei aveva trentanni. Il motivo? Una fuga damore ricorrente, e non una sola. Altri non pagavano gli alimenti, sparivano di botto. Lorenzo è cresciuto senza papà, con laiuto dei nonni.

Nella sua vita ci furono alcuni corteggiatori, ma non si è mai decisa a risposarsi. Ha lavorato sodo, guadagnando da sola. Prima ha affittato un piccolo locale nel supermercato per aprire una boutique di montature e occhiali. Chiara era oculista di professione. Con un mutuo ha comprato il proprio spazio e ha trasformato la bottega in una solida Ottica Bianchi, con studio proprio dove faceva consulenze e sceglieva le lenti.

Lanno scorso hanno comprato a Lorenzo un monolocale in una zona tranquilla di Bologna, con la stessa superficie del loro vecchio appartamento. Hanno fatto una ristrutturazione leggera sarebbe perfetto per vivere, se non fosse

Polvere dappertutto, Chiara si è armata di panno. Spazzando il pavimento ha spostato il divano e, da sotto, è saltato fuori il cellulare di Lorenzo. Non riusciva a trovarlo, lo ha messo in carica.

Tornata a casa, con gli occhi lucidi, ha scorrendo le foto sul telefono: Lorenzo al lavoro, in vacanza con gli amici, con la fidanzata. Ha aperto Viber e, in cima, un messaggio di Dario, amico di vecchia data. Una foto di una giovane donna con un bambino. Il ragazzino somiglia quasi a Lorenzo da piccolo!

Ti ricordi la festa di Capodanno da Lena, quando eravamo alluniversità? Lena aveva unamica, lho incontrata con il suo bimbo, che vive dallaltra parte del corridoio. È stato un colpo di fulmine, ho scattato una foto per ricordo. Il messaggio è stato inviato una settimana prima della tragedia. Quindi il figlio ne sapeva qualcosa e non glielha detto. Che storia, eh?

Chiara conosceva la zona dove viveva Dario.

Il giorno dopo, dopo il lavoro, ha parcheggiato davanti alledificio. Il bambino, Dimo, lha riconosciuta subito come non riconoscere il proprio nipotino! Correva dietro a un ragazzo in bicicletta chiedendo di poter pedalare.

Chiara si è avvicinata e ha chiesto: Hai una bici?

Il bimbo ha risposto di no.

È arrivata la madre, una ventiduenne dal trucco esagerato che le rovinava il viso.

Chi è? ha chiesto.

Sembra che io sia la nonna di questo ragazzino, ha risposto Chiara.

Io sono Cinzia, la mamma di Dimo, ha risposto la giovane. Piacere di conoscerti.

Chiara le ha proposto un caffè in una pasticceria. Dimo ha ordinato un gelato, a lei un cappuccino.

Cinzia ha raccontato che sei anni fa è arrivata da un paesino delle Marche, allora aveva diciassette anni, e si è iscritta a un corso di sarta. Durante le vacanze di Natale, la compagna di stanza Lena lha invitata a casa sua. Lena e Dario erano amici. Dario è venuto a festeggiare con Lorenzo. E quella sera Cinzia e Lorenzo hanno avuto unavventura. Lorenzo le ha lasciato il numero, promettendo di chiamare, ma non lo ha mai fatto.

Quando Cinzia ha scoperto di essere incinta, ha chiamato Lorenzo. Lincontro è stato un disastro: lui, arrabbiato, le ha detto che le ragazze rispettabili si occupano da sole, le ha dato dei soldi per abortire e le ha chiesto di scomparire dalla sua vita. Da quel giorno non lha più rivista.

Il corso di sartoria ha abbandonato, è stata cacciata dallalloggio universitario con il bambino. Non poteva tornare al villaggio, i genitori erano morti, il padre e il fratello bevevano.

Cinzia ora affitta una stanza da una signora anziana, si prende cura del piccolo mentre lei lavora. Deve dare quasi tutto lo stipendio, ma il posto nellasilo è una corsa. Lavora in una piccola fabbrica di tortellini, paga poco ma basta a tirare avanti.

Il giorno successivo Chiara ha portato Cinzia e Dimo nellappartamento di Lorenzo. E la sua vita ha preso una piega inaspettata.

Il nipotino è stato iscritto a un asilo privato decente. Chiara ha dovuto comprare vestiti per Cinzia e per il piccolo. Si è divertita a vestire il bambino, che assomigliava a Lorenzo in tutto dallo sguardo ai gesti, fino al carattere testardo.

Chiara si è assunta la responsabilità di essere nonna di fatto. Ha insegnato a Cinzia come truccarsi, vestirsi, curare la casa, cucinare e tenere ordine. In pratica le ha passato tutti i suoi trucchi.

Una sera, seduti sul divano a guardare la TV, Dimo ha abbracciato Chiara e le ha detto: Sei la nonna più bella del mondo! In quel momento Chiara ha sentito che la vuoto dentro di sé si era risollevato; il dolore non gravava più come una roccia. Ha capito di essere tornata a una vita normale, dove cè spazio anche per la gioia. E tutto grazie a quel piccolo, grande bambino.

Sono passati due anni. Chiara e Cinzia hanno accompagnato Dimo al suo primo giorno di scuola. Cinzia lavora ora per Chiara, è diventata la sua collaboratrice insostituibile.

Cinzia ha incontrato un ragazzo serio, pronto a una relazione stabile. Chiara non ha nulla contro; la vita va avanti, dopotutto.

Pare che anche lei stia per risposarsi. Un vecchio amico le fa il solito dovresti farlo. Perché no? È una donna attraente, indipendente, con una figura invidiabile, e ha appena cinquantquattro anni!

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