«Ma perché sei già a casa così presto?» dalla camera da letto sbucò un marito spaventato.
«Chi ti ha chiamato? È quasi mezzanotte» chiese sorpreso Paolo a sua moglie.
«Ah era il capo» rispose Alice con voce incerta. «Devo partire subito per una conferenza importante sul lavoro.»
«E doveva dirlo a mezzanotte? E poi, che conferenza è questa? Sei sicura che sia necessario?»
«Sì, purtroppo. È uno degli eventi più importanti del settore, non posso mancare. Ci saranno esperti di primo piano, le ultime novità»
«Ma il mese scorso sei già volata a quella fiera a Milano. Non cè nessun altro da mandare?»
«Non ho voglia di andare neanchio, ma sai quanto è importante per la mia carriera. Sarò via solo un paio di settimane. Lo capisci, vero?»
«Va bene, se è davvero necessario» si accigliò Paolo. «Ma sto iniziando ad abituarmi a stare da solo, e non mi piace. Mi mancherai terribilmente.»
«Anche a me, tesoro. Ma prima parto, prima torno. E poi, viaggeremo insieme, solo noi due!» si strinse a lui Alice.
«Daccordo, cercherò di resistere queste due settimane.»
Due giorni dopo, Paolo aiutò la moglie a caricare la valigia in taxi.
«Ecco, parto! Ti amo, non ti annoiare troppo!»
Appena seduta in macchina, Alice prese il telefono e aprì un numero familiare nella chat.
«Sono uscita di casa. Tra poco sarò in aeroporto» scrisse.
«Perfetto, ti aspetto nella nostra suite. Non vedo lora di rivederti, mi sei mancata!» arrivò la risposta, accompagnata da emoji piccanti.
Alice sorrise maliziosa e lanciò unocchiata alla fede nuziale. Non era la prima volta che mentiva al marito. Ma non provava rimorsi. Paolo era un uomo meraviglioso, ma con lui si annoiava. Con Massimo, invece Al solo pensiero, sentì un brivido di piacere.
Due settimane di sole cocente, mare turchese e notti infuocate con lamante: ecco di cosa aveva bisogno. La conferenza era solo una scusa per tenere Paolo alloscuro. Alice sapeva benissimo di agire senza moralità, ma la ragione ormai non contava più.
Lisola era un paradiso. Alice giaceva sulla spiaggia, assaporando latmosfera incantevole, osservando lacqua cristallina. Era felice di passare quelle ore meravigliose accanto a Massimo.
Lo guardò mentre usciva dallacqua, i muscoli scolpiti che luccicavano al sole. Il corpo bagnato la faceva impazzire. Avrebbe voluto trascinarlo di nuovo in camera, dove avrebbero passato ore indimenticabili.
Un velo di malinconia la avvolse: erano gli ultimi giorni di vacanza. Al marito aveva detto di andare a una conferenza, ma in realtà cercava riposo anche da lui.
Certo, non aveva intenzione di chiedere il divorzio subito, almeno finché non avesse preparato il terreno e trovato un posto dove atterrare.
«Massimo, credi che riuscirò a separarmi da Paolo senza troppi problemi?»
Luomo, dalle spalle larghe, si sedette sul lettino, asciugandosi con un telo. Le accarezzò il ginocchio con la mano robusta e si appoggiò allo schienale.
«Penso di sì. Ma dovrai organizzare tutto per bene, e forse è meglio un avvocato, invece di arrangiarti da sola sperando in un esito favorevole.»
Alice non amava il suo tono scettico. Sperava che, una volta divorziata, avrebbero passato settimane insieme, finalmente liberi.
Quella sera cenarono al ristorante per festeggiare lultimo giorno di vacanza. Alice sorseggiava vino, canticchiando con Massimo, ma la mente tornava al marito e alla conversazione imminente.
Paolo era solo un povero illuso, un mammone noioso che non si accorgeva delle sue avventure. Ma il divorzio poteva rivelarsi un disastro. Se ci si fosse messa di mezzo anche sua madre, le cose si sarebbero complicate.
«Bene, presto chiederò il divorzio, mi trasferirò da te e sarà la felicità» disse Alice, alzando il bicchiere.
«Ehi, aspetta, non abbiamo mai parlato di questo!»
Alice si bloccò, ricordando che era vero. Fu come se lavessero immersa nellacqua gelata.
«Non fraintendermi, ci siamo divertiti, ma non cè mai stato un progetto di vita insieme. Ho una moglie, due figli non te lho mai detto?»
Alice scosse lentamente la testa, fissandolo. Si era innamorata di lui, e ora?
«Se vuoi divorziare, fallo. Ma io non distruggerò la mia famiglia. Per me va tutto bene così.»
Alice non riuscì a proferire parola. Passarono la cena in silenzio, e il giorno dopo si recarono insieme in aeroporto.
«Alice, non prendertela. Non ti ho mai promesso nulla. È stata solo una vacanza. Tra laltro, mia moglie aspetta il terzo figlio, e da ora in poi sarò un marito esemplare.»
«Certo» rispose lei, secca, desiderando strapparlo via per il dolore che le aveva inflitto.
Ma Massimo aveva ragione: non le aveva mai fatto promesse. Le fantasie erano solo frutto della sua mente.
Durante il volo, Alice rimase in silenzio, il cuore che batteva forte nel petto. Non si sentiva così delusa da anni.
«Davvero non vuoi lasciare tua moglie?»
«Alice, nessun uomo serio abbandona la famiglia per lamante. Se hai tradito tuo marito, tradirai anche me. Io sto bene così, ho i miei figli, e presto arriverà una bambina. Non ho bisogno di te, anche se ti sembra crudele. La vita è questa, piccola» disse Massimo, cinico.
Le sistemò una ciocca bionda dietro lorecchio e le baciò la fronte. Di solito, quelle attenzioni la facevano sciogliere, ma ora avrebbe voluto colpirlo per fargli provare il suo stesso dolore.
Laereo atterrò, i passeggeri si alzarono.
«Va bene, Alice, ci sentiamo.»
«No, non ci sentiamo» rispose, senza neppure guardarlo.
Sperò che si rattristasse, che la inseguisse. Ma Massimo si strinse solo nelle spalle, ormai indifferente. Chiamò due taxi, e le auto presero strade diverse.
Alice sentiva le lacrime bruciarle gli occhi. Quel futuro meraviglioso che aveva immaginato svaniva. Doveva tornare a casa, riconciliarsi con Paolo, ricostruire la loro vita. Non poteva restare sola.
Non sapeva vivere da sola e non voleva imparare. Era sempre passata da una relazione allaltra, mai libera. Essere sola per lei significava essere indesiderata.
Quel viaggio sarebbe rimasto un ricordo indimenticabile. Ma ora doveva riprendersi, tornare dal marito e chiudere con le avventure senza senso. Tutti quegli uomini erano stati solo passatempi.
Il taxi si fermò davanti al palazzo. Alice trascinò la valigia fino al portone. Doveva parlare con Paolo, andare da uno psicologo, passare del tempo lontano dalla routine. Forse avrebbe ritrovato lamore che una volta cera stato.
Infilò la chiave nella serratura, aprì la porta. I rumori che sentì la fulminarono.
«Ma perché sei già a casa così presto?» dalla camera da letto spuntò il marito, spaventato.
Alice lo spinse via, entrò di corsa e vide una ragazza sul letto, avvolta in un lenzuolo. Avrebbe dovuto scoppiare in lacrime, fuggire. Ma non era tipo da arrendersi. Afferrò la ragazza e la tirò giù, scatenando una rissa finché Paolo non la trattenne.
«Come hai potuto? Io lavoro, e tu ti porti a casa unaltra? Vi odio entrambi!» urlò Alice.
La ragazza, terrorizzata, afferrò i vestiti e fuggì nellandrone.
Paolo la lasciò andare solo quando la sentì cedere.
«Pensavo che mi aspettassi, che festeggeremmo il mio ritorno, e invece? Credevi di potermi sostituire così?» gridò Alice, ma la voce le si spezzava.
«So benissimo che non eri a una conferenza, ma in vacanza con Massimo» disse Paolo, glaciale. «Mentre tu stavi con lui, ho preparato una sorpresa per te.»
Le sue parole erano crudeli. Alice lo scrutò, sperando in una scusa, ma non cera niente da perdonare. Raccolse le sue cose e uscì, senza voltarsi.
Unora dopo, piangeva tra le braccia dellamica Anna, bagnandole il vestito rosa.
«Nelle coppie succede di tutto. Lamore vero è saper perdonare» la consolava Anna.
Alice non capiva come si potesse perdonare un tradimento. Era sempre stata convinta di non farlo mai. Eppure, ora, piangendo, quellidea le sembrava stupida.
Il mattino dopo, il perdono non le sembrava più assurdo. Entrambi avevano sbagliato. Erano ancora le stesse persone che si erano amate?
«Allora?»
«Domani vado da lui. Parleremo e decideremo» disse Alice, concedendosi un altro giorno di riflessione.
«Giusto, non serve piangere per mesi. Ora avete capito entrambi cosa significa rischiare di perdere tutto. Vi riappacificate, e un giorno mi inviterete al battesimo!» rise Anna.
Alice non ci credeva. Se Paolo laveva tradita, forse non cera più amore. Ma potevano ricostruire qualcosa, abituati come erano a vivere insieme.
Il giorno dopo, bussò alla porta di Paolo, nervosa. Appena lui aprì, iniziò a parlare, temendo che la cacciasse. Ma lui la fece entrare, mise su lacqua per il tè.
Alice desiderava tornare a casa come prima. Cucinare, ridere, vivere con quelluomo che forse non la voleva più.
«Ho pensato molto. Dovremmo riprovarci. Ci siamo feriti, ma possiamo ancora costruire qualcosa di solido.»
Le sue parole la lasciarono senza fiato. Paolo le prese le mani.
«Perdoniamoci e dimentichiamo. Ripartiamo. So di non essere stato perfetto, ma voglio migliorare. Avremo un figlio, una casa più grande, e non ci tradiremo mai più.»
Alice scoppiò in lacrime, cadendogli sul petto.
La loro relazione ne uscì più forte, nonostante il terribile test. Alice non sapeva quanto sarebbe durato, ma sperava che avessero imparato a preservare il loro amore. Parlavano, progettavano. Nessuno dei due avrebbe più pensato a unavventura.




