**Diario Personale**
Oggi la vicina, la signora Ricci, è venuta a farmi una chiacchierata. “Teresa, hai sentito? È arrivato un nuovo insegnante di matematica al nostro paesino. La maestra Vanda è andata in pensione, sai comè, era anziana, ma qualcuno doveva pur insegnare ai ragazzi. Eccolo qui,” ha detto tutta eccitata, come al solito, sempre aggiornata su ogni pettegolezzo del paese.
“No, non sapevo. È un uomo?” ho chiesto.
“Sì, e non è un ragazzinodicono che abbia quarantasei anni ed è single.”
“Davvero? A quelletà e ancora solo?” mi sono stupita. “Magari la moglie arriverà più tardi o forse no. Le donne di città non vogliono vivere in campagna.”
“E allora? Che problema cè se è single? Non abbiamo forse donne sole anche qui? Prendi la nostra infermiera, Marina. È vedova da tre anni, ed è pure carina. Sarebbe perfetta per lui, un insegnante e uninfermiera”
In men che non si dica, il paese aveva già deciso di metterli insieme. Ma col passare dei mesi, nessun segno di nozze. Nessuno li aveva mai visti insieme. Certo, Gregorio si era presentato a Marinacome si fa a vivere nello stesso paesino senza conoscersi?ma niente di più.
Gregorio si era sistemato in una vecchia casa, un tempo destinata a insegnanti e medici. Alto, di bellaspetto, piaceva ai bambini. Le sue lezioni erano vivaci, piene di battute e spiegazioni chiare.
Ma chi non stava tranquilla erano le comari, sempre sedute sulle panchine a spettegolare. E su Gregorio cerano due teorie principali.
La signora Ricci diceva: “Secondo me, è un vedovo recente. Avrà perso la moglie in città e si è trasferito qui per dimenticare il dolore e ricominciare.”
Laltra versione era della nonna Adele, che di tutti sapeva tuttoo almeno fingeva. “Io invece credo che si sia cacciato in qualche guaio in città. Forse ha dei debiti, o forse si è messo con una ragazza giovane e la moglie lha scoperto”
Marina, linfermiera, non partecipava a questi discorsi, ma le chiacchiere arrivavano comunque a lei. Aveva quarantun anni, la figlia studiava alluniversità in città, e il marito era morto tre anni prima per un infarto. Gregorio non le interessava. Non perché le fosse antipatico, ma semplicemente non si incrociavano mai.
“Marina, hai sentito cosa dicono di te e dellinsegnante?” le chiese un giorno Livia, lanziana infermiera. “Tutti si aspettano un matrimonio.”
“Ma figurati! Ci salutiamo e basta. È un uomo di città, elegante, con quelle mani così curate dubito sappia fare qualcosa di utile.”
“Be, non è più un ragazzino,” obiettò Livia.
“Eh, sì, ma sai come si dice: ‘A quarantanni, luomo è ancora un fiore.’ E lui ha quarantasei anni”
Col tempo, le chiacchiere si placarono. Gregorio era ormai uno del paese, e Marina continuava il suo lavoro. Poi arrivò linverno, e con esso la neve.
Un giorno, chiamarono Marina a casa della nonna Adele, dallaltra parte del paese. Arrivando, trovò Gregorio che laspettava. “Salve, cosa ci fa qui?” chiese.
“Ho accompagnato il nipote, Stefano. Ha la febbre. Poi ho notato che la nonna sta maleho già chiamato lambulanza.”
Marina capì subito: era grave. Ma come portarla al pronto soccorso? Le strade erano bloccate.
Gregorio ebbe unidea. “Prendiamo quella scala di legna e dei cinghialila legheremo e la trascineremo sulla neve.”
Così fecero. Mentre camminavano, Marina gli chiese: “Perché non ha moglie?”
“Mi ha lasciato sette anni fa per un imprenditore. Con uno come me, che guadagna poco, cosa poteva aspettarsi? Sono venuto qui volontariamente, al posto di un collega più giovane. Non me ne pentomi piace vivere qui.”
Dopo che lambulanza portò via la nonna Adele, Marina rimase a riflettere. “Gregorio è un vero uomo. Non si perde in chiacchiere, agisce. Non è il solito cittadino viziato.”
Quella sera, i paesani li videro camminare insieme, ridere e parlare. Nei giorni seguenti, continuarono a incontrarsi.
“Marina, quando sarà il matrimonio?” chiesero tutti.
E lei rise. “Destate. Gregorio avrà le vacanze, e io meno lavoro.”
Alla fine, i pettegolezzi avevano avuto ragione. Come dice il proverbio: “Se non è vero, è ben trovato. Quell’estate, sotto il pergolato del vecchio oratorio, ci fu un matrimonio semplice, con pochi invitati e tanta allegria. Gregorio indossava un abito blu scuro, un po’ largo, donatogli dal farmacista; Marina aveva un vestito bianco preso in svendita a una fiera di paese, ma sembrava una regina. I bambini avevano preparato una poesia, gli alunni di Gregorio gliela recitarono in coro. La signora Ricci piangeva di commozione, la nonna Adele, ormai guarita, brindò con un bicchiere di vino dolce e disse: Me lo sentivo, che quel ragazzo era buono. E da quel giorno, nessuno parlò più di solitudine.







