– Perché non apri la porta? – Non voglio! E non lo farò. Gli ospiti dovrebbero avvisare prima di venire, e poi, non frugare nei cassetti, nel frigorifero e negli armadi!

Perché non apri la porta? Non voglio! E non lo farò. Gli ospiti dovrebbero avvisare prima di venire, e poi, non ficcare il naso nei cassetti, nel frigo e negli armadi. Cioè non apri? Ma è mia madre! È venuta per me! Allora vai a salutarla! Ma non dentro casa mia.

Be, Viola sapeva trovare un linguaggio comune con mia madre.

Sai, se ora comincio a elencarti in cosa il mio ex era migliore di te, ci vergogneremo entrambi.

Anche se non sono sicura di te stessa, interruppe nervosamente Stefania, strofinando il tavolo della cucina. Se stavate così bene con Viola, allora perché hai lasciato lei?

Vittorio si offese e si girò, guardando cupo dalla finestra.

Be, tu lo sai già comè andata

Lo so. Allora non raccontarmi della tua Violetta, tagliò corto Stefania. Altrimenti diventerò la tua prossima ex.

Stefania era davvero pronta a prendere misure drastiche.

Aveva conosciuto Vittorio quasi un anno prima, in compagnia di amici comuni. Conosceva anche quella Viola, anche se non molto bene. Era stata lei a portare Vittorio con sé. E poi, dopo qualche mese, era sparita dai radar.

Una volta, Vittorio, ubriaco, le aveva confessato di averla lasciata dopo averla scoperta a tradirlo. Aveva persino pianto.

Allora a Stefania era sembrato tenero: un uomo che non aveva paura di mostrare i suoi sentimenti, che teneva allamore. Qualcosa in lei aveva scattato, aveva avuto voglia di consolarlo e proteggerlo.

Stefania capiva che quel “qualcosa” era probabilmente listinto materno, e non linteresse romantico. Ma allora era bastato per far nascere una relazione tra loro.

Allinizio era stato tutto bello. Lui la aspettava dopo il lavoro, la portava a casa, le mandava messaggi dolci e si preoccupava che si vestisse abbastanza pesante. Stefania si sentiva coccolata.

La prima preoccupazione era arrivata quando le aveva scritto quella stessa Viola.

Ciao. Senti, ho saputo che esci con Vittorio. Non è affar mio, ma stacci attenta. Lui e sua madre sono un duo indivisibile.

Stefania aveva preso nota, ma aveva pensato fossero sciocchezze. Lamore supera ostacoli più grandi. Dopotutto, se con una donna non aveva funzionato, non significava che sarebbe andata male anche con unaltra.

Ciao. Penso che ce la caveremo da soli. Ma grazie comunque per lavviso, rispose Stefania.

Non voleva continuare quella conversazione. Le sembrava sbagliato nei confronti di Vittorio.

Ma Vittorio, invece, non si preoccupava per niente del suo comfort.

Quando sua madre, Margherita, arrivò per la prima volta senza preavviso, Stefania rimase quasi calma.

Forse non capivano quanto fosse scomodo. Dopotutto, Margherita probabilmente si preoccupava per il figlio e voleva vedere con chi viveva.

Stefania mandò Vittorio ad accogliere sua madre, si vestì in fretta, si legò i capelli alla meno peggio e, ancora assonnata e con le occhiaie, uscì per conoscere la suocera potenziale. Che intanto stava già ispezionando i cassetti del comò in salotto.

Ah, tutto un disordine, disse Margherita con un sorriso condiscendente. Poi non troverete più le calze abbinate. Stefania, facciamo colazione e ti insegno come piegare i vestiti per evitare che si sgualciscano o si perdano.

Invece di un “buongiorno”. Dire che Stefania rimase sconcertata sarebbe un eufemismo. Che una sconosciuta frugasse nella sua biancheria nella sua stessa casa le sembrò maleducato.

Ma rispondere con altrettanta maleducazione allinizio della relazione le pareva sbagliato, quindi sopportò.

Oh, piccola, che occhiaie che hai! continuò Margherita con finto affetto. Dovresti farti delle maschere di cetriolo. O meglio, controllare i reni. Una mia amica

Stefania sorrise, annuì e finse di ascoltare con interesse le malattie di gente che non conosceva. Intanto sognava di tornare a dormire, visto che erano solo le otto di mattina. Giorno libero, e lei aveva fatto tardi la sera prima sperando di riposarsi.

Sognava.

La visita di Margherita si protrasse fino a sera. Stefania ricevette una valanga di critiche e consigli su come innaffiare le piante, lavare il bagno e lucidare i cucchiai.

Anche un po di pratica. Si sentiva strizzata come un limone. E in tutto quel tempo, Vittorio non aveva tentato nemmeno una volta di aiutarla o di far capire a sua madre che volevano riposare.

Senti, tua madre è sempre così attiva? chiese cautamente Stefania prima di dormire.

Non era contraria alla famiglia allargata, ma voleva un po di spazio.

Sì, perché? Vuole solo fare amicizia, scrollò le spalle Vittorio. Prima io e Viola vivevamo da lei, era vivace. Ora si annoia da sola.

Spero che non vivremo in tre sospirò Stefania.

Che cè di male? Non ti piace mia madre? si irrigidì Vittorio. Con Viola andavano daccordo, tutto bene.

Stefania tacque. Viola era otto anni più giovane e leccava i piedi alla gente. Certo che andavano daccordo.

Probabilmente conosceva tutte le amiche di Margherita per nome, le loro diagnosi, stirava le lenzuola perfettamente e preparava torte seguendo le ricette della suocera.

Ma Stefania non aveva firmato per quella “felicità”. Aveva già una certa esperienza di vita ed era convinta che meno interferenze ci fossero tra un uomo e una donna, meglio era. Ma Vittorio la pensava diversamente.

Mia madre è molto socievole. Sa parlare con chiunque.

“Già, ma non tutti ne sono felici”, avrebbe voluto dire Stefania, ma non lo fece.

Peggio. Margherita tornò il giorno dopo, di nuovo di prima mattina. Questa volta ispezionò il frigo.

Uova di gallina? Io a Vittorio le facevo solo di quaglia, fanno meglio agli uomini, dichiarò con aria importante. Gli scaffali non sono molto puliti Poi mangiate tutto. Stefania, dovresti lavarli

“Non mangio direttamente dagli scaffali”, pensò Stefania.

Lo farò dopo, Margherita, promise. Oggi volevamo riposarci. È il nostro giorno libero

Vittorio, tra laltro, stava facendo proprio quello. Dormiva senza rimorsi mentre Stefania era costretta a intrattenere sua madre.

Esatto! Il giorno libero è per cucinare e pulire, dichiarò Margherita. Prendi la spugna e lo straccio. Il prossimo weekend ti insegno a fare i tortellini come piacevano a Vittorio. Te li mangerai con gli occhi!

Stefania si bloccò. Incrociò le braccia. Non aveva intenzione di obbedire agli ordini di unaltra per un altro giorno.

Margherita, magari prendi il mio numero? Così puoi chiamare prima di venire. Potrei avere impegni il prossimo weekend.

Chiamare? Non posso più venire a trovare mio figlio? fece la offesa.

Certo che puoi. Solo che ora tuo figlio vive con una donna. Sarebbe bello se ci rispettassimo tutti.

Con Viola non cerano questi problemi, osservò Margherita, contrariata.

Sai, la madre del mio ex non si presentava allalba da me, replicò Stefania. E portava crostate alle ciliegie. Buonissime. Vuoi che ti chieda la ricetta?

Margherita cambiò espressione. Le rughe sulla fronte si fecero più profonde. Nei suoi occhi lampeggiò la rabbia.

Stefania, pensaci bene. Nella nostra famiglia, la civetta notturna non vince mai quella diurna.

Dopo, Margherita se ne andò, ma Stefania rimase con lamaro in bocca. Non sapeva cosa fare. Vittorio non la ascoltava, sua madre entrava in casa come se fosse sua. E soprattutto, nelle loro relazioni aleggiava sempre il fantasma di Viola.

I cannelloni di Viola erano più buoni Sua madre glieli ha insegnati, poteva dire Vittorio a cena.

Allora che te li insegni anche a te, così li cucini per me.

Sospettava che Margherita istigasse il figlio, ma non voleva parlarne. Voleva solo togliere quellargomento dalla sua vita.

Il mese successivo passò tranquillo, senza visite, ma poi tutto si ripeté. Stefania si svegliò di nuovo con il campanello. Solo che questa volta decise di non aprire.

Male? Forse. Ma era giusto che qualcuno continuasse a entrare in casa sua senza preavviso dopo un chiaro avvertimento?

Dopo cinque minuti, Vittorio uscì in corridoio. Assonnato, contrariato, persino arrabbiato.

Perché non apri?

Non voglio! E non lo farò. Gli ospiti dovrebbero avvisare prima di venire, e poi, non ficcare il naso nei cassetti, nel frigo e negli armadi.

Cioè non apri? Ma è mia madre! È venuta per me!

Allora vai a salutarla! Ma non dentro casa mia.

Vittorio fece una scenata che i vicini sentirono sicuramente. La accusò di respingere sua madre, e quindi anche lui. Margherita intanto gridava, chiedeva di entrare, telefonava.

Alla fine, Stefania decise per un ultimatum.

Basta! O esci ora, spieghi a tua madre cosa significa “ospite” e la rimandi a casa, o ci lasciamo!

Vittorio scelse la seconda opzione.

Stefania non fu troppo dispiaciuta. Non si erano neanche sposati. Forse era meglio. Vivere con un uomo che parlava sempre dellex e aveva una madre invadente non faceva per lei.

Qualche mese dopo, Stefania ricevette una notizia inaspettata. Vittorio aveva una nuova fidanzata. Glielo disse unamica in comune.

Lavoro con lei. Si è trasferita da lui e sua madre, ma vuole già scappare. Vuole conoscerti, sorrise lamica.

Davvero? E perché?

Be, secondo la madre di Vittorio, sei la donna perfetta. Bella, con carattere, e sai cucinare.

Stiamo parlando della madre di Vittorio e di me?

Forse diventa buona con chi non vive più con lui, alzò le spalle lamica.

Da allora, Stefania ascoltò di più i consigli. Aveva la sua testa, certo, e non credeva a tutto, ma non ignorò più i pettegolezzi.

E soprattutto, stette attenta agli uomini che parlavano sempre delle ex ed erano troppo attaccati alle madri.

Con certi “mammoni”, la vita non funziona. La mamma sarà sempre al primo posto. Forse è giusto, ma nei limiti. Siete daccordo?

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– Perché non apri la porta? – Non voglio! E non lo farò. Gli ospiti dovrebbero avvisare prima di venire, e poi, non frugare nei cassetti, nel frigorifero e negli armadi!
Он и представить не мог, что закончит свои дни в доме престарелых: истинное качество воспитания детей познаётся на закате жизни