L’ex suocera è arrivata in visita. Non sapeva che ci eravamo divorziati.

La ex suocera era arrivata in visita. Non sapeva che ci eravamo separati.

“Immagina, Nina Pavlovna non sa che io e Arcadio abbiamo divorziato,” disse Lida. “E adesso sta venendo qui.”
Spense il telefono e guardò lamica con occhi spaventati.

“Ma davvero?” esclamò Bella. “Proprio qui? In questo appartamento?”
“Esatto,” fece Lida, aggrottando le sopracciglia. “È convinta che io e suo figlio siamo ancora insieme. Dice che le mancano le nipotine.”

“E perché hai così paura? Ormai lei non è più niente per te. Non farti problemi.”
“Sì, facile a dirsi. Tu non la conosci. È una donna determinata. Ha contatti importanti! Penserà che le ho nascosto tutto di proposito. E poi sospetterà chissà cosa. E mi farà pagare.”

“Ma in questi anni non vi siete mai sentite? Non vi siete mai viste?” chiese Bella, sorpresa.
“Eravamo in rotta. Lultima volta che è venuta da noi da Milano, due anni fa, abbiamo litigato.”

“Per colpa di Arcadio?”
“Non solo,” rispose Lida. “Cera di tutto. A Nina Pavlovna non andava bene niente. Come lavevamo accolta, come crescevamo le bambine, come Insomma, tutto.”

“E quindi?”
“E quindi cosa? Lei ha detto la sua. Io ho risposto. Parola dopo parola. E ci siamo scontrate. Nina Pavlovna ha detto che non voleva più saperne di me. Ed è partita. Da allora ha parlato solo con Arcadio.”

“E lui?”
“Lui cosa? Gli faceva comodo. Un altro motivo per accusarmi di qualcosa. Disse che se non rispettavo sua madre, allora non lo amavo neanche io. E che per colpa mia andava male al lavoro. Poi se nè andato. Per una settimana, nessuna notizia. Poi mi ha chiamato, dicendo che aveva unaltra e che dovevamo separarci.”

“Quindi Arcadio non ha detto a sua madre del divorzio,” mormorò Bella pensierosa.
“Appunto.”

“E non le ha detto che ti ha preso metà dellappartamento. E che ora vivi in un monolocale con due figlie, un gatto e un cane?”
“Proprio così. Lei crede che per noi vada tutto bene. Ha detto che ha affari urgenti a Roma e che starà da noi una settimana.”

“Dove, esattamente?”
“Qui,” rispose Lida, guardandosi intorno nella stanza.

Bussarono alla porta.
“È lei,” sussurrò Lida, impaurita. “Cosa faccio? Come glielo spiego?”

“Dille la verità.”
“Mi accuserà di nuovo di tutto. Urlerà. Ho paura. Forse è meglio non aprire?”

“Non aprire sarebbe peggio. Allora sì che sospetterà qualcosa.”
Bussarono di nuovo.

“Apri,” disse Bella con fermezza. “E non aver paura. Che urli pure. Non hai colpe. Se serve, ci sono io.”

Lida aprì la porta.
“Buongiorno, Nina Pavlovna,” mormorò.

“Perché hai tardato così tanto?” domandò Nina Pavlovna, entrando con due valigie. “Nascondevi qualcuno?”
“Nessuno,” rispose Lida. “Stavo parlando con unamica.”

“Quale amica?”
Bella si fece avanti nellingresso.

“Buongiorno,” disse. “Sono Bella. Unamica di Lida.”
Nina Pavlovna la guardò con disprezzo.

“Arcadio è al lavoro?” chiese a Lida.
“Suppongo di sì,” rispose Lida.

“Cosa significa suppongo? Non sai dovè tuo marito?”
Lida alzò le spalle, imbarazzata.

“Lui non è più suo marito!” intervenne Bella con sfida.
Nina Pavlovna la fissò, incuriosita.

“Cosa intendi?”
“Esattamente quello che ho detto,” replicò Bella con fierezza.
*”Ho sempre sognato di dirlo alla mia ex suocera,” pensò tra sé. “Peccato non averlo fatto con la mia. Almeno mi rifarò con questa.”*

“Lida e il tuo adorato figliolo hanno divorziato un anno fa,” continuò Bella, sarcastica. “E hanno dovuto dividere il bilocale comprato insieme. Arcadio ha venduto la sua metà, e così Lida si è ritrovata in un monolocale con due figlie, un gatto e un cane. Altri dubbi?”

Nina Pavlovna fissò Lida.
“È vero?”
“Sì,” ammise Lida. “Ci siamo separati lautunno scorso.”

“Non parlo di quello. È vero che ti ha portato via la casa?”
“Vero. Aveva il diritto. Lappartamento era di entrambi. Inoltre, ora ha unaltra compagna.”

“Unaltra compagna?” ripeté Nina Pavlovna.
“Arcadio dice che aspetta un bambino. Mi ha chiesto di non stressarlo per gli alimenti. Ha promesso che prima o poi avrebbe sistemato tutto. Adesso ha problemi al lavoro.”

“E tu ci hai creduto,” intervenne Bella. Nina Pavlovna posò lentamente le valigie a terra. Il suo sguardo, per la prima volta, tradì qualcosa di simile al disorientamento. “Mio figlio è un codardo,” disse piano, quasi tra sé. Poi, rivolta a Lida: “Tu hai cresciuto le mie nipoti da sola. E non mi hai impedito di entrare.”

Si tolse il cappotto, lo appese con cura allattaccapanni e andò verso la piccola cucina. “Fammi vedere dove vivete,” disse, la voce più calma. “E prepara il tè. Parleremo.”

Lida guardò Bella, stupita. Bella strizzò locchio.

Nella stanza regnò un silenzio nuovo, fragile, ma pieno di possibilità.

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L’ex suocera è arrivata in visita. Non sapeva che ci eravamo divorziati.
IL GUSTO DELLA VITA…