In un sogno confuso e distorto, mi trovai a urlare: “COME HA POTUTO VENIRE A CASA MIA E SPAVENTARE I MIEI BAMBINI?” Mia madre aveva un solo occhio. La odiavo. La sua condizione mi riempiva di vergogna. Per mantenere la famiglia, lavorava come cuoca in una scuola. Un giorno, durante le elementari, arrivò a trovarmi in classe. Il terreno mi mancò sotto i piedi. Come osava? Arrossii di umiliazione. Finsi di non vederla, le lanciai unocchiata piena di disprezzo e scappai via. Il giorno dopo, un mio compagno di classe mi disse: “Ehi, tua madre ha solo un occhio!” Vorrei essere sprofondato. Desiderai che sparisse per sempre. Quando la incontrai, le sibilai: “Non sarebbe meglio morire, invece di farmi fare una figuraccia?”
Non rispose. Ero troppo arrabbiato per pensare a ciò che dicevo, troppo indifferente ai suoi sentimenti. Non la volevo più in casa. Mi misi a lavorare sodo, partii per studiare a Milano. Mi sposai, comprai una villa, ebbi figli. La vita era perfetta.
Poi, una notte di pioggia, bussò alla mia porta. Non si era vista per anni, non conosceva i suoi nipoti. I bambini, vedendola, scoppiarono a ridere. Urlai: “VIA DI QUA!” Lei sussurrò: “Scusami devo essermi sbagliata di indirizzo,” e svanì nelloscurità.
Tempo dopo, ricevetti una lettera per una riunione degli ex alunni. Dissi a mia moglie che partivo per lavoro. Dopo levento, spinto da un impulso, tornai alla vecchia casa. I vicini mi dissero che era morta. Non provai nulla. Mi consegnarono una lettera:
“Mio adorato figlio, ho sempre pensato a te. Mi dispiace esserti venuta a trovare e aver spaventato i tuoi bambini. Ero felice quando seppi che saresti tornato ma non sapevo se sarei riuscita ad alzarmi per vederti. Mi duole che ti vergognassi di me. Lo sai, piccolo mio, da bambino hai avuto un incidente e hai perso un occhio. Non potevo sopportare che crescessi così. Per questo ti ho dato il mio. Ora sono fiera, sapendo che vedi il mondo attraverso di esso. Con tutto lamore, tua madre. Caddi in ginocchio, la pioggia che mescolava le lacrime al fango. Le parole della lettera bruciavano, ma era il silenzio della casa vuota a spezzarmi. Toccai il mio occhio sano, sentendolo per la prima volta fremere di un ricordo che non era mio. Implorai il cielo, ma nessuna voce mi rispose.






