La notizia che Michele Petroni vuole maritare l’unica figlia ha sconvolto tutto il paese.

**Diario di Luca**

La notizia che Michele Rossi volesse maritare lunica figlia scosse lintero paese. E cera di che: la ragazza non era solo poco avvenente, ma decisamente brutta. Con un naso sproporzionato, uno strabismo e gambe di lunghezza diversa, non cera certo fila di pretendenti per Graziella. Persino una semplice passeggiata al negozio si trasformava in una sequela di risatine che la seguivano ovunque.

«Cammini come la Graziella storta!» rimproveravano le madri ai bambini se questi, per gioco, iniziavano a trascinare una gamba.

Ma Michele adorava sua figlia. E, non essendo povero dopotutto era il sindaco promise una dote generosa. Nel paese si cominciò a bisbigliare: forse, per quella dote, valeva la pena dare unocchiata alla ragazza. Dicevano che fosse laboriosa e di buon carattere.

Alla fine, i pretendenti furono due: Sandro e Pietro. Sandro, figlio del maestro, era un intellettuale. La famiglia non era ricca, ma il giovane aveva già una casa costruita alla periferia del paese, pronta per essere abitata. E i genitori di Sandro erano favorevoli a unalleanza con Michele.

«Sandro, preparati a sposarti», annunciò il padre. «Ho scelto per te Graziella, la figlia di Michele. Sarà la moglie perfetta.»

«Ma perché? È brutta e storta, non la voglio. Preferirei sposare Rosalba», borbottò il futuro sposo.

«Niente da fare, figliolo. Sposa Graziella. La loro famiglia è benestante, solo i cavalli valgono una fortuna. E poi, non si beve dalla bellezza», rispose il padre.

Laltro pretendente, Pietro, non era povero in canna, ma certo non abbiente. Era cresciuto con la sola madre, una vecchietta che non poteva certo garantirgli una casa.

«Dove vai, Pietro? Ti prenderanno in giro. Con quel muso da maiale, e vuoi entrare in chiesa?» si lamentava la madre quando Pietro le chiese di preparargli i vestiti buoni per chiedere la mano. «E poi, la sposa non è mica bella.»

«Cosa dici, mamma? Ha gli azzurri come fiordalisi, e i capelli rossi come il fuoco. E se zoppica un po, che importa? Prepara tutto, andiamo a chiederla.»

Con un sospiro, la madre si mise allopera. Doveva ammetterlo: suo figlio aveva un cuore grande e occhi che guardavano oltre lapparenza.

Michele, naturalmente, fu sorpreso di avere due pretendenti. Esperto comera, sapeva che sua figlia non era per tutti. Dopo aver parlato con entrambe le famiglie, scelse Sandro.

«Ma papà, preferisco Pietro», mormorò Graziella. «Laltro giorno mi ha aiutato al pozzo quando mi si è rotto il secchio. Mi è sembrato gentile, con uno sguardo caldo. Sandro invece guarda in modo freddo e calcolatore.»

«Non so», scosse la testa Michele. «Pietro dilapiderebbe la dote in un attimo. Non ha mai avuto nulla, e con tanta ricchezza allimprovviso Credo che Sandro ti darà una vita migliore. E poi, la sua famiglia è rispettabile.»

Graziella non poté far altro che obbedire. Il suo cuore batteva per Pietro, ma sfidare il padre non osò.

Il matrimonio fu celebrato in fretta, per paura che lo sposo cambiasse idea. In un mese, i giovani si trasferirono nella loro casa e avviarono la famiglia. Graziella, nonostante i difetti fisici, era laboriosa, e tutto nelle sue mani fioriva. Il marito, invece, passava le giornate a letto a leggere libri. Nella casa del maestro ce nerano tanti, e Sandro ne era appassionato fin da piccolo.

«Graziella, hai mai letto Manzoni? O magari Dante?»
«Che ignorante che sei» sospirava Sandro. «Di cosa parlo con te?»
«Di cosa? La stalla va riparata, e ai maiali serve una mangiatoia più grande, sennò rovesciano tutto», elencava la giovane moglie.
«Sempre la stessa storia», faceva Sandro. «Maiali e stalle, non altro. I cavalli che tuo padre ci ha dato, pensaci tu.»

Così andò avanti. Graziella lavorava dalla mattina alla sera, badando agli animali e allorto. Sandro leggeva e si lamentava della sua ignoranza. Una volta, Graziella provò a rivolgersi ai suoceri, ma scoprì che lì la situazione era identica.

«Lascialo leggere», diceva la suocera. «Noi donne siamo forti, lavoriamo noi. Altrimenti Sandro troverà unaltra, più bella.»

E Sandro trovò. Di nascosto, la sera, correva da Rosalba. Lei era accomodante, e presto tutto il paese seppe delle sue visite. Alla fine, Sandro smise di nascondersi.

«Con Rosalba almeno posso parlare, non come con te. E poi non mi dai neanche un erede, sei sterile.»

Queste parole ferirono Graziella più di tutto. Un erede lo aspettavano tutti: i genitori, Sandro, perfino lei. Ma il tempo passava, e niente. Forse dipendeva dal lavoro massacrante, che faceva tutta lei, anche quello degli uomini.

Sempre più spesso, Graziella pensava a Pietro e si chiedeva come sarebbe stata la sua vita se avesse seguito il cuore. E poi, lincontro con la madre di Pietro aveva riacceso in lei unemozione dimenticata. La vecchia le raccontò che il figlio, dopo il rifiuto, era andato in città a studiare veterinaria, ma non si era ancora sposato.

«Si era così rattristato, sai, quando Michele gli disse di no. E io, peccato confessarlo, ero contraria a te», sospirava la madre, strofinando i tappeti con il sapone. «Non sapevo che fossi una brava donna. Gli avevo suggerito Rosalba, ma Pietro era più saggio. A che serve parlare ora?»

«Sì» sospirò Graziella, reggendosi ai gradini scivolosi.

«Scrive che tornerà qui per aprire un ambulatorio. Dice che sistemerà la casa», continuò la donna, come se non vedesse lemozione di Graziella.

“Vedere Pietro, anche solo un attimo” pensò Graziella, arrossendo. Come osava, con un marito ancora vivo?

Presto, la vita prese una piega tempestosa. Rosalba rimase incinta di Sandro. Il paese non parlava daltro, e Graziella non osava più uscire di casa, per evitare sguardi di compatimento e risate.

«Non arrabbiarti, Graziella», disse Sandro. «Sai, sono un uomo, ho bisogno di una donna che mi dia un figlio. Tu non puoi. Quindi ho il diritto di rimandarti da tuo padre.»

«Ma come, Sandro Viviamo insieme, sono una brava moglie! Mi prenderanno in giro se torno a casa.»

«E a me che importa? Vuoi che mi sacrifici? Prendi le tue cose e torna da tuo padre. Non voglio più vivere con te.»

Con le lacrime negli occhi, Graziella aspettò la sera per tornare dal padre attraverso i campi. Michele non era contento, ma non cera nulla da fare, soprattutto perché Graziella non poteva dare un erede. Il mattino dopo, Michele andò a riprendersi i cavalli e a parlare con il genero, ma trovò solo Rosalba. La rivale passeggiava nel cortile con la vestaglia di Graziella, ammirando soddisfatta la nuova proprietà. Michele non poté far altro che sputare per terra e andarsene.

Il paese, come al solito, fece rumore e poi dimenticò. Un mese dopo, una nuova notizia: Pietro era tornato. Con un cappotto e un cappello alla moda cittadina, sembrava venire da un altro mondo. La gente rideva del suo bastone, ma in segreto lo invidiava.

«Sono qui per restare, mamma», disse Pietro abbracciando la madre. «Apriranno un ambulatorio qui, e mi hanno scelto. Sistemeremo la casa.»

«Ti serve una brava moglie», sospirava la madre mentre lui aggiustava la maniglia del bagno. «In città non ne hai trovata una?»

«No, tutte vuote. Belle fuori, ma senza anima. Con loro non si parla.»

La vecchia si aggiustò il fazzoletto.

«E cosa volete voi uomini? Sandro ha cacciato sua moglie, dice che non sapeva parlare. E ora sei uguale.»

«Quale Sandro? Il figlio del maestro? Credevo che sua moglie fosse morta.»

«No», fece la madre. «Lha cacciata. Adesso sta con Rosalba, che è incinta. E Michele ha ripreso Graziella. Poverina, zoppa e sterile»

Pietro rimase immobile, quasi lasciando cadere il martello.

«Lha cacciata? Davvero?»

«Sì. Ma se a te non serve, io la sposo io.»

«Figlio, temi Dio! Non può neanche dare figli, che te ne fai? Ma fa come vuoi»

Il giorno dopo, Pietro si presentò da Michele per chiedere la mano di Graziella. Ora era un uomo rispettato, e sperava in un sì. E Graziella, ormai “zitellona”, poteva dire la sua.

Michele lo accolse con gioia, e quando capì il motivo della visita, quasi si commosse.

«Pietro, Pietro», borbottò accendendo la pipa. «Se solo avessi lasciato che Graziella ti scegliesse. Chissà come sarebbe andata. Chiama Graziella!»

«Non avere paura se ancora non ho una casa», disse Pietro. «La costruiranno presto, insieme allambulatorio.»

«Se Graziella è daccordo, sposatevi sabato. Pensi che ci sia fila per le ragazze come lei? E per i soldi non preoccuparti. Graziella, Pietro ti chiede in moglie.»

La giovane, sulla porta, quasi svenne. Poi arrossì e annuì velocemente.

«Allora è deciso», sorrise Michele. «Discutiamo i dettagli. Porta il liquore!»

In pochi giorni, Graziella si stabilì nella casa di Pietro e sua madre. Il paese fece le solite chiacchiere, ma poi passò oltre. E poi, come biasimare il veterinario, quando tutti avevano bisogno di lui? Nessuno più notava i difetti di Graziella, e quando Pietro le regalò occhiali e un cappello alla moda, perfino le pettegole più accanite la chiamarono “signora Graziella”.

Poco tempo dopo, Graziella rimase incinta. E non di uno, ma di due gemelli! Pietro cercò di spiegarle la cosa scientificamente, ma a lei non importava. Limportante era che, dopo tanti anni, aveva trovato la sua felicità, anche se per una strada difficile.

**Lezione:** La bellezza è effimera, ma un cuore buono e un amore sincero valgono più di ogni dote. A volte, ciò che sembra una sconfitta è solo linizio di una vita migliore.

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La notizia che Michele Petroni vuole maritare l’unica figlia ha sconvolto tutto il paese.
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